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Lariocidina: l’antibiotico che elude la resistenza ai farmaci standard

Secondo un nuovo studio pubblicato su Nature e condotto in collaborazione da ricercatori dell’Università dell’Illinois di Chicago e dell’Università McMaster di Hamilton (Canada), per la prima volta da decenni, è stato scoperto la Lariocidina, un nuovo antibiotico in grado di combattere efficacemente i superbatteri della Lista nera dell’OMS, resistenti ai farmaci finora prodotti (AMR).

Un peptide (lariocidina) prodotto da batteri che vivono nel terreno sarebbe il nuovo antibiotico capace di eludere la resistenza batterica.

La notizia è diventata virale sui media di tutto il mondo dopo che suNatureil 26 marzo 2025 è stato pubblicato loStudio“A broad-spectrum lasso peptide antibiotic targeting the bacterial ribosome”, condotto in collaborazione da ricercatori del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’ Università dell’Illinois di Chicago (UIC) e del Centro David Braley per la scoperta degli antibiotici presso la McMaster University di Hamilton (Ontario, Canada).

La scoperta di questo antibiotico risponde ad una esigenza di contrastare il fenomeno della resistenza antimicrobica (AMR) che l’l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) considera una delle principali minacce per la salute pubblica globale, stimando che sia stata direttamente responsabile di 1,27 milioni di decessi globali nel 2019 e abbia contribuito a 4,95 milioni di decessi. Oltre a morte e disabilità, l’AMR hacosti economici significativi. La Banca Mondiale (WB) hastimatoche l’AMR potrebbe comportare costi sanitari aggiuntivi pari a 1 trilione di dollari entro il 2050 e perdite di prodotto interno lordo (PIL) comprese tra 1 trilione di dollari e 3,4 trilioni di dollari all’anno entro il 2030.

Nel suo ultimoRapportosullosviluppo di nuovi antibiotici,la WHO metteva in risalto che dei32 in fase di svilupposolo 4 risultavano promettenti per combattere i patogeni dellablack listdell’Organizzazione per le resistenze agli antibiotici, dal momento i batteri e altri microrganismi si evolvono in nuovi modi per resistere ai farmaci esistenti.

“Il Santo Graal in questo campo è trovare un antibiotico che si leghi a un nuovo sito bersaglio, abbia un nuovo meccanismo d’azione e una nuova struttura, rispetto agli antibiotici che erano noti in precedenza– ha affermatoAlexander Mankin, Professore di Scienze farmaceutiche presso la UIC e autore corrispondente dello Studio– Lariocidina raggiunge tutti questi obiettivi“. 

I ricercatori del Centro David Braley per la scoperta degli antibiotici presso la McMaster University di Hamilton hanno fatto crescere in laboratorio per circa un anno i batteri raccolti dal suolo. Uno di questi batteri, ilPaenibacillus, produceva la lariocidina, una nuova sostanza che fa parte della famiglia deipeptidi lazo, piccole proteine ​​a forma di lazo appunto, con un anello di amminoacidi a un’estremità e una coda che lo attraversa.

“Ho scoperto questo nuovo antibiotico da un batterio che vive nel terreno– ha affermatoManoj Jangra, Ricercatore post-Dottorato presso il Centro per la scoperta di antibiotici e co-autore principale dello Studio –Raccogliamo campioni di terreno da luoghi diversi, e poi isoliamo microbi (batteri e funghi) presenti per poi testare se stanno producendo alcune sostanze antibatteriche“.

Dopo che i ricercatori della McMaster hanno osservato che la lariocidina poteva uccidere diversi microbi patogeni, hanno lavorato con i ricercatori dell’Università di Chicago per studiarne il funzionamento in esperimenti biochimici e strutturali, scoprendo che la lariocidina si lega e blocca il ribosoma, la fabbrica cellulare per la produzione di nuove proteine.  

Lariocidina, un peptide a forma di lazo con promettenti proprietà antibiotiche. (Grafico: Dmitrii Travin e Yury Polikanov)

“Abbiamo trovato una nuova capacità di questi peptidi lazo– ha affermatoDmitrii Travin,Ricercatore post-dottorato presso l’UIC , l’altro co-autore principale dello Studio –Nessuno sapeva che i peptidi lazo potessero legarsi al ribosoma e uccidere i batteri impedendo loro di produrre nuove proteine“.

Secondo il ricercatore, la struttura unica del peptide potrebbe anche aiutare a eludere un’altra comune difesa batterica. Per legare un ribosoma, un antibiotico deve prima entrare nella cellula batterica. Molti farmaci si insinuano attraverso i trasportatori, ma i batteri possono modificarli o rimuoverli per bloccare i farmaci. Al contrario, la lariocidina ha una forte carica positiva che probabilmente le consente di passare direttamente attraverso le membrane senza bisogno di trasportatori. Ciò rende la molecola un antibiotico ad ampio spettro. 

“Nel campo della scoperta di antibiotici, c’è bisogno di un’arma che uccida prendendo di mira qualcosa di diverso da quelle precedenti– ha aggiuntoYury Polikanov, Professore associato di scienze biologiche all’UIC e co-autore corrispondente dello Studio –Altrimenti, le protezioni utilizzate in precedenza porteranno automaticamente alla difesa contro la nuova molecola“.  

Oltre a ciò, i ricercatori hanno scoperto che l’antibiotico lariocidina non è tossico per le cellule umane ed è risultato efficace allorché è testato su topi che sono stati con un agente patogeno estremamente resistente ai farmaci e mortale, chiamatoAcinetobacter baumannii, che ha sviluppato una resistenza alla maggior parte degli antibiotici in tutto il mondo. I topi trattati con lariocidina sono sopravvissuti, mentre quelli non trattati sono morti entro 24-28 ore.

“Tuttavia prima o poi gli scienziati dovranno testare la tossicità dell’antibiotico sugli esseri umani– ha conclusoGerard (Gerry) Wright, Professore presso il Dipartimento di biochimica e scienze biomediche della McMaster University che ha coordinato la ricerca –Saranno necessari molto tempo e risorse prima che la lariocidina sia pronta per il mercato”.

In copertina: Una specie di batteri Paenibacillus ha una potente attività antibatterica contro alcuni batteri patogeni come l’Escherichia coli (Fonte: Clouds Hill Imaging Ltd/Science Photo Library)

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