6 Dicembre 2022
Energia Fonti rinnovabili

Transizione energetica: al 2050 farà risparmiare 12 trilioni di dollari

Un nuovo studio coordinato dall’Institute for New Economic Thinking di Oxford mostra che una transizione energetica rapida verso le tecnologie e le fonti pulite non offre solo benefici per il clima e l’inquinamento atmosferico, ma è economicamente più vantaggiosa di una lenta o assente, contrariamente all’opinione diffusa che sia costosa e che imponga sacrifici.

Il passaggio a un sistema energetico decarbonizzato entro il 2050 farebbe risparmiare al mondo almeno 12 trilioni di dollari, rispetto ai nostri attuali livelli di consumo di combustibili fossili.

La previsione è contenuta nello Studio Empirically grounded technology forecasts and the energy transition”, pubblicato dopo una revisione parietaria sul numero del 21 settembre 2022 della rivista Joule e fruttop della collaborazione tra l’Institute for New Economic Thinking della Oxford Martin School, l’Oxford Martin Program on the Post-Carbon Transition, la Smith School of Enterprise & Environment dell’Università di Oxford, SoDa Laboratories presso il Dipartimento di Economia della Monash University di Melbourne.

La ricerca dimostra uno scenario vantaggioso per tutti, in cui la rapida transizione energetica pulita si traduce in costi del sistema energetico inferiori rispetto a un sistema a combustibili fossili, fornendo al contempo più energia all’economia globale e ampliando l’accesso all’energia a più persone in tutto il mondo.  

Lo scenario “Fast Transition” dello studio mostra un possibile futuro realistico per un sistema energetico privo di fossili entro il 2050 circa, fornendo il 55% in più di servizi energetici a livello globale rispetto a oggi, aumentando l’energia solare, eolica, batterie, veicoli elettrici e combustibili puliti come l’idrogeno prodotto da elettricità rinnovabile. 

Spesa media annua per ciascuna tecnologia in ogni scenario (Fonte: Supplementary Information for Empirically grounded technology forecasts and the energy transition, Rupert Way et al.)

I modelli passati, che prevedevano costi elevati per la transizione verso l’energia a zero emissioni di carbonio, hanno scoraggiato le aziende dall’investire e hanno innervosito i governi riguardo alla definizione di politiche che accelereranno la transizione energetica e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili – ha dichiarato Rupert Way. Ricercatore post-dottorato presso la Smith School of Enterprise and the Environment di Oxford – Ma i costi dell’energia pulita sono diminuiti drasticamente nell’ultimo decennio, molto più velocemente di quanto previsto dai precedenti modelli. La nostra ultima ricerca mostra che l’aumento delle tecnologie verdi chiave continuerà a ridurne i costi e quanto più velocemente andremo, più risparmieremo più velocemente andiamo, più risparmieremo. Accelerare la transizione verso le energie rinnovabili è ora la soluzione migliore non solo per il pianeta, ma anche per i costi energetici”.

I ricercatori hanno analizzato migliaia di scenari sui costi della transizione prodotti dai principali modelli energetici e hanno utilizzato dati su 45 anni di costi dell’energia solare, 37 anni di quella eolica e 25 anni per lo stoccaggio delle batterie, scoprendo che il costo reale dell’energia solare è diminuito due volte più velocemente rispetto alle proiezioni più ambiziose di questi modelli e che negli ultimi 20 anni i modelli precedenti hanno sovrastimato gravemente i costi futuri delle tecnologie chiave per l’energia pulita rispetto alla realtà. 

Per gli autori, anche le previsioni dell’ultimo Rapporto del WG III dell’IPCC, secondo cui il costo per mantenere le temperature globali al di sotto dei 2 °C corrisponderebbe a una perdita di PIL entro il 2050 erano troppo pessimistiche. Il passaggio alle rinnovabili, si tradurrebbe viceversa in un “beneficio economico netto“.

C’è il diffuso malinteso che il passaggio all’energia pulita e verde sia doloroso, costoso e imponga sacrifici per tutti noi, ma questo è semplicemente sbagliato – ha osservato il Professor Doyle Farmer alla guida del team che ha condotto lo studio presso l’Institute for New Economic Thinking della Oxford Martin School – I costi delle rinnovabili sono in calo da decenni. Sono già più economici dei combustibili fossili in molte situazioni e, secondo la nostra ricerca, negli anni a venire diventeranno più economici dei combustibili fossili in quasi tutte le applicazioni. E, se acceleriamo la transizione, diventeranno economici ancora più velocemente. Sostituire completamente i combustibili fossili con l’energia pulita entro il 2050 ci farà risparmiare trilioni”.

Nello studio si mostra che anche i costi per le tecnologie di stoccaggio chiave, come le batterie e l’elettrolisi dell’idrogeno, diminuiranno drasticamente. Viceversa, i costi del nucleare sono aumentati costantemente negli ultimi cinque decenni, il che rende altamente probabile che non sia competitivo in termini di costi con il crollo dei costi delle rinnovabili e dello stoccaggio

Il mondo sta affrontando simultaneamente una crisi inflazionistica, una crisi della sicurezza nazionale e una crisi climatica, tutte causate dalla nostra dipendenza da combustibili fossili ad alto costo, insicuri, inquinanti con prezzi volatili – ha aggiunto Farmer – Questo studio mostra che politiche ambiziose per accelerare drasticamente la transizione verso un futuro di energia pulita il più rapidamente possibile, non solo sono urgentemente necessarie per motivi climatici, ma possono far risparmiare al mondo

Lo studio è stato condotto prima dell’attuale crisi energetica innescata dalla guerra in Ucraina, e non ha tenuto conto dell’attuale impennata dei prezzi dei combustibili fossili, confermando i rischi di continuare a fare affidamento su combustibili fossili costosi e insicuri e che la risposta alla crisi dovrebbe includere l’accelerazione della transizione verso l’energia pulita a basso costo il prima possibile, poiché ciò porterà benefici sia per l’economia che per il Pianeta. 

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