Inquinamenti e bonifiche

Tappo in plastica che non si stacca: è ora un obbligo!

Già anticipata da alcuni mesi da molte aziende, la “novità” del tappo in plastica che non si stacca dal collo della bottiglia è da oggi (3 luglio 2024) un obbligo che deriva dalla Direttiva Sup per ridurre l’inquinamento della plastica, evitando che si sviti completamente e che il consumatore possa, anche involontariamente, disperderlo nell’ambiente.

Da oggi (mercoledì 3 luglio 2024) non si potranno più vendere in UE bottiglie di plastica con il tappo “indipendente”, ma soltanto con il cosiddetto tappo “solidale”, ovvero quel tappo che vediamo già da qualche tempo rimanere attaccato al contenitore fino a 3 litri attraverso un lembo di plastica, per evitare che si svitino completamente.

L’obbligo deriva dalla Direttiva 2019/904/UE  sulla riduzione dell’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente, nota come Direttiva Sup (Single use plastic) che ha già vietato dal 2021 l’immissione in commercio di prodotti in plastica monouso, dai piatti alle posate, dalle cannucce ai cotton fioc.

I nuovi obblighi non riguardano soltanto le bottiglie di plastica, ma anche gli “imballaggi compositi” come i cartoni del latte o dei succhi che contengono cartone, plastica e alluminio. 

Gli Stati membri dell’Unione sono stati lasciati liberi di stabilire i propri requisiti di progettazione, purché “i tappi e i coperchi rimangano attaccati ai contenitori durante la fase di utilizzo prevista per i prodotti“.

I tappi di plastica sono tra i rifiuti più comunemente rilevati nelle spiagge italiane. L’ultima indagine Beach Litter di Legambiente (Maggio 2024) ha rilevato che i tappi e i coperchi di plastica costituiscono ancora il 6,7% dei rifiuti rinvenuti sulle nostre spiagge, contribuendo all’inquinamento da plastica ed alla perdita di biodiversità, essendo stati ritrovati nello stomaco di tartarughe e uccelli marini, morti a causa dell’ostruzione delle loro vie respiratorie e digestive.

Nel mondo, ogni minuto vengono acquistate un milione di bottiglie di plastica e, di tutta la plastica prodotta, oltre il 70% diventa un rifiuto. Solo negli oceani, ogni anno finiscono 11 milioni di tonnellate di plastica. Tra i motivi dell’obbligo dei tappi attaccati alle bottiglie c’è anche quello di facilitare il riciclo. Anche se la bottiglia è in polietilene tereftalato (PET) e il tappo in polietilene ad alta densità (HDPE), quando le bottiglie vengono conferite per la raccolta, il tappo non deve essere separato poiché gli impianti di riciclo ormai sono talmente avanzati che riconoscono i vari componenti e li separano meccanicamente.

Per produrre un tappo nuovo servono risorse, e garantirgli una seconda vita è un bene non solo per l’ambiente, ma anche per le casse dei Comuni che possono rivendere il prezioso polietilene alle aziende.

Anche il fastidio per i consumatori che si sono lamentati sui social media perché il tappo li colpisce in faccia mentre bevono, rendendo più difficile versare le bevande, può essere superato una volta che hanno imparato a girare il tappo verso il basso.

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