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Strategia industriale UE: il pacchetto di misure per la doppia transizione

La Commissione UE ha presentato il pacchetto dell’iniziative per una nuova Strategia industriale europea che aiuti le imprese, grandi e piccole, verso la neutralità climatica e l’integrazione delle innovazioni digitali.

La Commissione UE ha presentato il 10 marzo 2020 una nuova Strategia industriale per aiutare le imprese a guidare la duplice transizione verso la neutralità climatica e verso la leadership digitale, e al contempo a rafforzare la competitività dell’Europa e la sua autonomia strategica in un momento di spostamento delle placche geopolitiche e di crescente concorrenza a livello mondiale.

L’industria europea è il motore della crescita e della prosperità in Europa – haaffermato la Presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen  Un motore che dà il massimo quando alimentato dagli tutti gli elementi che ne costituiscono la forza: i cittadini e le loro idee, talenti, diversità e spirito imprenditoriale. La sua importanza è ancora più grande in un momento in cui l’Europa si appresta a realizzare la sua ambiziosa transizione verde e digitale in un mondo più instabile e imprevedibile. L’industria europea ha tutto quello che serve per spianare la strada e faremo il possibile per sostenerla“.

L’industria ha un ruolo fondamentale nel sostenere la crescita economica e la prosperità dell’Europa ed è leader mondiale in molti settori, rappresenta il 20 % del valore aggiunto totale dell’UE e dà lavoro a 35 milioni di persone nell’UE. Il Consiglio europeo nel marzo 2019 aveva chiesto una strategia di politica industriale dell’UE complessiva e a lungo termine, accompagnata da un approccio integrato per un mercato unico più approfondito e più forte. La necessità di una nuova Strategia industriale per l’Europa si riflette negli orientamenti politici della Presidente von der Leyen e nel Green Deal europeo , e nella StrategiaPlasmare il futuro digitale dell’Europa“, adottata dalla Commissione UE il 19 febbraio 2020.

Il pacchetto di iniziative delinea un nuovo approccio alla politica industriale europea, saldamente radicato nei valori europei e nelle tradizioni del mercato sociale. Esso definisce una serie di azioni a sostegno di tutti gli operatori dell’industria europea: grandi e piccole imprese, start-up innovative, centri di ricerca, prestatori di servizi, fornitori e parti sociali.

La Strategia dedicata per le piccole e medie imprese (PMI) mira a ridurre gli oneri burocratici e ad aiutare le numerose PMI europee a operare in tutto il mercato unico e oltre, ad accedere ai finanziamenti e a contribuire a guidare la transizione verde e digitale. Tra le iniziative odierne anche misure concrete per rimuovere le barriere che si frappongono al buon funzionamento del mercato unico, la risorsa più preziosa di cui l’Europa dispone per consentire a tutte le imprese di crescere e competere in Europa e oltre.

L’industria europea è la più forte del mondo – ha dichiaratoThierry Breton, commissario per il Mercato interno – Le nostre imprese, grandi e piccole, creano occupazione e prosperità e garantiscono la nostra autonomia strategica. Per gestire la transizione verde e digitale e per evitare le dipendenze esterne nel nuovo contesto geopolitico è necessario un mutamento radicale, che deve iniziare ora”.

Il Pacchetto sulla politica industriale, comprende le seguenti iniziative.

Una nuova Strategia Industriale per difendere la leadership industriale dell’Europa, che contribuirà a:
– mantenere la competitività mondiale dell’industria europea, ;
– garantire condizioni di parità, a livello nazionale e mondiale;
– rendere l’Europa climaticamente neutra entro il 2050;
plasmare il futuro digitale dell’Europa.

La Strategia definisce i principali motori della trasformazione industriale dell’Europa e propone una serie completa di azioni future, tra cui, un Piano di azione sulla proprietà intellettuale volto a difendere la sovranità tecnologica, a promuovere condizioni di parità a livello mondiale, a lottare meglio contro il furto di proprietà intellettuale e ad adattare il quadro giuridico alla transizione verde e digitale.

La concorrenza consente alle imprese di dare il meglio di sé; pertanto, il riesame in corso delle norme dell’UE in materia di concorrenza, compresa la valutazione in corso del controllo delle concentrazioni e del controllo dell’adeguatezza degli orientamenti sugli aiuti di Stato, garantirà che le nostre norme siano adeguate per un’economia in rapida mutazione, sempre più digitale e che deve diventare più verde e più circolare.

La concorrenza deve essere leale, sia tra i Paesi membri che all’estero. Oltre a sfruttare al meglio gli strumenti offerti dai meccanismi di difesa commerciale, entro la metà del 2020 la Commissione adotterà un Libro bianco per contrastare gli effetti distorsivi delle sovvenzioni estere nel mercato unico e affrontare il problema dell’accesso di soggetti esteri agli appalti pubblici e ai finanziamenti dell’UE. La questione relativa alle sovvenzioni estere sarà oggetto di una proposta di strumento giuridico nel 2021. Di pari passo continueranno i lavori in corso per rafforzare le norme mondiali in materia di sovvenzioni all’industria nell’ambito dell’Organizzazione mondiale del commercio e le azioni volte ad affrontare la mancanza di accesso reciproco agli appalti pubblici nei Paesi terzi.

Sono previste misure complessive per modernizzare e decarbonizzare le industrie ad alta intensità energetica, per sostenere le industrie della mobilità sostenibile e intelligente, per promuovere l’efficienza energetica e garantire un approvvigionamento sufficiente e costante di energia a basse emissioni di carbonio a prezzi competitivi.

L’autonomia industriale e strategica dell’Europa sarà rafforzata, garantendo l’approvvigionamento di materie prime essenziali, mediante relativo Piano di azione per le materie prime essenziali e prodotti farmaceutici, sulla base di una nuova strategia farmaceutica dell’UE, e sostenendo lo sviluppo di infrastrutture digitali strategiche e di tecnologie abilitanti fondamentali.

Un’alleanza per l’idrogeno pulito, per accelerare la decarbonizzazione dell’industria e mantenere la leadership industriale, seguita da un’alleanza per industrie a basse emissioni di carbonio e un’alleanza su cloud e piattaforme industriali e sulle materie prime.

Ulteriori norme e orientamenti in materia di Appalti pubblici verdi (GPP).

Una rinnovata attenzione all’innovazione, agli investimenti e alle competenze.

Oltre ad una serie completa di azioni, sia orizzontali che a favore di specifiche tecnologie, la Commissione analizzerà sistematicamente i rischi e le esigenze dei diversi ecosistemi industriali. Nell’effettuare questa analisi, la Commissione lavorerà in stretta collaborazione con un Forum industriale aperto e inclusivo, che sarà istituito entro settembre 2020, che sarà composto da rappresentanti dell’industria, tra cui PMI, grandi imprese, parti sociali, ricercatori, nonché gli Stati membri e le istituzioni dell’UE. Ove necessario, esperti di settori specifici saranno invitati a condividere le loro conoscenze. Le Giornate dell’industria organizzate ogni anno dalla Commissione continueranno a riunire tutti i protagonisti.

Qui la scheda informativa sulla nuova Strategia industriale.

Una nuova Strategia per le PMI.
Le PMI hanno un ruolo chiave nel tessuto industriale europeo, forniscono i due terzi dei posti di lavoro e sono essenziali per il successo del nuovo approccio industriale. La strategia mira ad aiutare le PMI a guidare la duplice transizione, il che significa anche garantire l’accesso alle competenze giuste. Per sviluppare le capacità delle PMI in vista della duplice transizione, la Commissione potenzierà la rete europea delle imprese con l’ausilio di appositi consulenti in materia di sostenibilità. Espanderà inoltre i poli dell’innovazione digitale a tutte le regioni d’Europa per aiutare le PMI a integrare le innovazioni digitali. Offrirà possibilità di volontariato e formazione nelle tecnologie digitali. Per facilitare l’attività delle PMI nel mercato unico e oltre, la Commissione propone azioni volte a eliminare gli ostacoli normativi e pratici all’attività imprenditoriale o all’espansione. La Commissione si propone, tra l’altro, di accrescere gli sforzi per garantire la tempestività dei pagamenti, in particolare attraverso un nuovo Osservatorio virtuale, nonché mediante meccanismi alternativi di risoluzione delle controversie. Per facilitare l’accesso delle PMI al risparmio pubblico in Europa, la Commissione sosterrà anche un Fondo per le offerte pubbliche iniziali (IPO) delle PMI nell’ambito della finestra per le PMI di InvestEU. Rafforzerà inoltre l’imprenditoria femminile stimolando gli investimenti nelle imprese e nei fondi diretti da donne. La Commissione invita inoltre gli Stati membri a istituire sportelli unici per l’assistenza alle imprese. L’obiettivo è fare dell’Europa il luogo migliore per avviare un’impresa e farla crescere. La Commissione collaborerà con gli Stati membri per sviluppare uno standard “Start-up Nations” dell’UE, per favorire la condivisione e l’adozione delle migliori pratiche per accelerare la crescita delle PMI e delle start-up ad alta tecnologia. Per garantire l’impegno politico a favore di tali misure, un inviato ad alto livello per le PMI dell’UE avrà il compito di garantire un partenariato approfondito e uno stretto coordinamento con gli Stati membri dell’UE mediante inviati nazionali per le PMI, nonché con le autorità regionali e locali. Rafforzerà inoltre il punto di vista delle PMI nella normativa dell’UE.

Qui la scheda informativa sulla Strategia per le PMI.

Un mercato unico all’altezza delle aspettative delle nostre imprese e dei nostri consumatori
Il mercato unico è tra le maggiori realizzazioni dell’Europa e fornisce alle imprese europee un grande mercato interno. Stimola la concorrenza e gli scambi all’interno dell’UE. Offre ai cittadini dell’UE una scelta più ampia di beni e servizi, oltre a creare più opportunità occupazionali e imprenditoriali. Fornisce alle imprese europee la leva di cui hanno bisogno per imporsi come leader a livello mondiale.

Tuttavia, esistono ancora barriere che impediscono agli europei di sfruttare appieno il potenziale del mercato unico. Secondo le stime, la soppressione delle barriere potrebbe generare fino a 713 miliardi di euro entro la fine del decennio. La relazione sulle barriere al mercato unico pubblicata oggi individua un’ampia gamma di ostacoli nel mercato unico esaminati dalla prospettiva delle imprese e dei consumatori europei. La relazione evidenzia le cause profonde di dette barriere: norme nazionali restrittive e complesse, capacità amministrative limitate, recepimento imperfetto delle norme dell’UE e loro inadeguata applicazione.

Per rimuovere queste barriere, la Commissione ha adottato contestualmente un Piano di azione per una migliore attuazione e applicazione delle norme del mercato unico, che mira a rimuovere gli ostacoli dovuti alla violazione del diritto dell’UE. Il piano di azione si basa su un rinnovato partenariato tra gli Stati membri e la Commissione nella loro responsabilità condivisa di garantire che le norme del mercato unico siano applicate correttamente e rispettate. Al riguardo, il Piano istituisce una task force congiunta della Commissione e degli Stati membri per rafforzare la cooperazione in materia di applicazione delle norme del mercato unico. La Commissione, da parte sua, sosterrà le autorità nazionali e locali nei loro sforzi per attuare correttamente la normativa europea e non esiterà ad adottare misure rigorose in caso di violazione delle norme del mercato unico
Qui la scheda informativa sul Piano di azione per il Mercato unico.

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