8 Agosto 2022
Energia Fonti rinnovabili

Rinnovabili in Italia al 2030: misure e strumenti del PNIEC sono insufficienti

Secondo l’ultimo Rapporto di Energy & Strategy Group perché si possa installare l’obiettivo di circa 40 GW di nuova potenza da rinnovabili, previsto dal Piano nazionale integrato Energia e Clima, bisogna superare alcune criticità con provvedimenti/interventi di tipo normativo, di mercato/economico e relativi all’attuale configurazione del sistema elettrico.

Nel corso del Convegno “Le rinnovabili in Italia: alla sfida della market parity”, svoltosi presso il Politecnico di Milano il 9 maggio 2019, è stato presentato il “Renewable Energy Report” dell’Energy & Strategy Group del POLIMI, giunto alla V edizione.

Per sintetizzare la situazione oggi in Italia, viene utilizzata una similitudine sportiva secondo cui le rinnovabili sono come degli atleti che si preparano per una maratona lunga oltre 10 anni” ovvero quella definita nel PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima) che dovrebbe portare il nostro Paese ad installare circa 40 GW di nuova potenza. Tuttavia gli allenamenti dell’ultimo anno sono stati scarsi per cui sarà un’impresa notevole vincere la gara, nonostante le notevoli potenzialità (le tecnologie) degli atleti in campo.

La nuova potenza installata nel corso del 2018 è stata di circa 1.162 MW, oltre 250 MW superiore a quella installata nello stesso periodo del 2017 (+28%):
511 MW sono derivate dall’eolico;
437 MW da fotovoltaico che ha perso dopo anni la leadership;
140 MW da idroelettrico;
74 MW da biomasse.

Per raggiungere gli obiettivi del PNIEC, il documento che determina le strategie dell’Italia per il periodo 2021-2030 in merito a decarbonizzazione, efficienza energetica, autoconsumo e generazione distribuita, sicurezza energetica ed elettrificazione dei consumi e che attualmente è attualmente al vaglio della Commissione UE  (l’analisi di E & S Group si basa sull’ultima versione disponibile ovvero quella messa a consultazione, i ricercatori ha definito gli scenari prevedibili per l’installazione di nuova potenza necessaria per fotovoltaico ed eolico, le due fonti rinnovabili su cui si concentra il rapporto.

Per la generazione da fonte solare viene previsto un tasso medio annuo di crescita, nel medio termine, pari a +1,5 TWh/anno, accompagnato da circa 900 MW di nuove installazioni ogni anno.
Ancor più accentuato è l’incremento previsto tra il 2025 e il 2030: il tasso medio di annuo di crescita delle installazioni dovrà essere pari a +4,8 GW/anno, mentre la generazione dovrà crescere, in media, di 7,6 TWh/anno nel lungo termine.

Per l’eolico è previsto un deciso incremento sin dai primi anni: il tasso medio annuo di crescita dell’energia prodotta nel periodo 2019-2025 è pari a +1,7 TWh/anno, accompagnato da un aumento medio della potenza installata pari a +740 MW/anno.
Nel secondo periodo (2025-2030) è prevista una crescita di +560 MW/anno per la potenza installata

Si tratta di obiettivi particolarmente ambiziosi – si legge nel Rapporto – il cui conseguimento è però necessario affinché si raggiunga il deciso taglio delle emissioni di gas climalteranti stabilito a livello internazionale”.

Tuttavia, secondo i ricercatori di E & S Group, sarà quasi impossibile raggiungere i traguardi con le misure e gli strumenti tracciati nel PNIEC.

 

Come si può osservare dal grafico degli “scenari inerziali”, ovvero quelli attesi con gli strumenti normativi e regolatori indicati nel PNIEC, si raggiunge al 2025 una produzione in linea con quella prevista dal Piano, ma nel lungo termine emerge una forte disparità tra quanto si prevede di ottenere rispetto a quanto invece è previsto.

Non si tratta, tuttavia di una bocciatura – spiega E & S Group – anzi gli operatori del settore sono convinti che l’Italia abbia tutte le potenzialità per installare la potenza necessaria per raggiungere gli obiettivi del PNIEC”.

Bisogna però superare due filoni di criticità:
– la sostenibilità economica degli investimenti, tenendo in debito conto anche la rischiosità, ad esempio legata all’andamento dei prezzi sul mercato elettrico;
– la disponibilità di suolo, necessaria a garantire l’installazione della potenza prevista dal PNIEC.

Per superare queste difficoltà e raggiungere uno “scenario desiderabile” per lo sviluppo delle rinnovabili in Italia, ovvero quello che si otterrebbe, sia in termini di generazione che di potenza installata, se le criticità venissero superate, vengono formulati dei suggerimenti per possibili provvedimenti/interventi di accompagnamento al PNIEC, suddivisi per ambito di appartenenza (normativo, di mercato/economiche e relative all’attuale configurazione del sistema elettrico).


Tra questi:
– semplificazioni normative, specie per il repowering;
– l’apertura del Mercato per il Servizio di Dispacciamento (MSD);
– il rafforzamento dei contratti a lungo termine per l’acquisto di energia rinnovabile (PPA) anche con controparte pubblica;
– il prolungamento oltre la fine del decreto FER 1;
– una remunerazione per i sistemi di accumulo.

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