17 Gennaio 2022
Consumi e risparmio Energia Fonti rinnovabili

Bollette: il rincaro si ferma con la transizione ecologica

Lo Studio condotto da Elemens per Legambiente e presentato al Forum Qualenergia (Roma,1-2 dicembre 2021) dimostra che non è la transizione verde a causare il rincaro delle bollette e che, viceversa, con una strategia integrata che colga i vantaggi della generazione distribuita e condivisa da rinnovabili, sistemi di accumulo ed efficienza energetica in edilizia, il risparmio sarebbe superiore al miliardo di euro all’anno.  

Ridurre le bollette è possibile, accelerando la transizione ecologica che già ci ha permesso di limitare l’impatto in questi mesi dell’aumento del costo del gas. Ma serve una strategia integrata che permetta di cogliere i vantaggi della generazione distribuita e condivisa da rinnovabili, sistemi di accumulo e l’efficienza energetica in edilizia.

È questa la carta vincente quale emerge dallo Studio Ridurre le bollette, accelerando la transizione ecologica”, condotto per Legambiente da Elemens, Società leader nella consulenza per il settore energetico, e presentato in occasione della prima giornata del XIV Forum Qualenergia (Roma, 1-2 dicembre 2021), la Conferenza promossa da LegambienteEditoriale Nuova Ecologia e Kyoto Club,  con il patrocinio del MiTE, la Regione Lazio e in partenariato con Cobat, in cui si fa un’analisi dettagliata sul mercato elettrico italiano indicando la bussola da seguire.

Lo Studio prevede che la generazione distribuita da rinnovabili e l’efficienza energetica in edilizia possano produrre da qui al 2030: 1,1 miliardi di risparmio in bolletta per i consumatori con -50% della spesa energetica negli edifici, creare 170 mila nuovi posti di lavoro nel periodo 2021-2030, portare ad un risparmio di emissioni climalteranti al 2030 pari a 30 MtonCO2, una riduzione dei consumi energetici pari a 10 Mtep e muovere 150 miliardi di nuovi investimenti nel periodo 2021-2030. Senza contare che in questa partita verrebbero coinvolti 2,5 milioni di consumatori al 2030 e che sul fronte edilizio si arriverebbe a ristrutturare 1,3 milioni di edifici al 2030.

Dati importanti che indicano l’urgenza di operare un cambio di passo per accelerare il processo di transizione ecologica ed energetica nel Paese, ma anche per accompagnare quel nuovo modo di essere cittadini prosumer (produttori-consumatori di energia) e incentivare la diffusione delle comunità energetiche.

Ad oggi nella Penisola la transizione energetica è protagonista di una corsa ad ostacoli dove a pesare sono al momento i blocchi autorizzativi, i tanti ritardi, ma anche i pregiudizi e le fake news che ruotano intorno ad essa,prima fra tutte quella che la transizione verde sia la causa del rincaro bollette.

In realtà Il vero problema dell’aumento delle bollette sta nel costo crescente di approvvigionamento delle materie prime, a partire dal prezzo del gas naturale arrivato alle stelle, causato dalla ripartenza dell’economia mondiale dopo le prime ondate della pandemia. Solo riducendo i consumi di gas si potranno ridurre le bollette e ciò sarà possibile facendo del patrimonio edilizio il laboratorio di una generazione sempre più distribuita ed efficiente.

Il Governo deve avere il coraggio di fare scelte chiare e decisive, a partire dalla legge di bilancio, che permettano alla transizione ecologica ed energetica di accelerare il suo percorso, oggi troppo in salita – ha spiegato il Presidente nazionale di Legambiente, Stefano Ciafani Occorre prima di tutto promuovere le semplificazioni autorizzative per la realizzazione degli impianti a fonti rinnovabili, a partire dal fotovoltaico e dall’eolico, senza i quali la rivoluzione energetica non si concretizzerà. Occorre, inoltre, decarbonizzare l’economia italiana eliminando i sussidi alle fonti fossili e aiutare allo stesso tempo le imprese a scegliere questo scenario di condivisione e autoproduzione dell’energia prodotta da fonti pulite. In questa partita i cittadini promuser sono già avanti ma non vanno lasciati soli, l’importante è accompagnare il Paese in questa direzione spingendo sempre di più le rinnovabili e l’efficientamento energetico. Infine dal Governo ci aspettiamo che in questa legge di bilancio venga ripulita la bolletta energetica dagli oneri impropri: dai costi per lo smantellamento delle ex centrali nucleari agli incentivi alle industrie energivore, passando per i sussidi alle fonti fossili”.

PUN (Prezzo Unico Nazionale), con più rinnovabili prezzi più bassi.  Dopo la crisi della primavera 2020, i prezzi dell’energia sono stati caratterizzati da una tendenza rialzista che li ha portati, nel giro di poco più di un anno, a crescere dai 21,8 euro/MWh di maggio 2020 ai 112,4 euro/MWh di agosto 2021, con un settembre che già registra valori prossimi ai 150 euro/MWh. L’aumento del PUN è dovuto in larghissima parte all’aumento del costo delle commodities -i prezzi gas e CO2 pesano per il 70% dell’incremento dei prezzi – ma anche a una domanda in forte crescita, in ripresa anche a causa del caldo che ha caratterizzato i mesi estivi.

In questo quadro l’aumento della capacità rinnovabile all’interno del mix produttivo sembra essere l’unica possibilità per ridurre l’esposizione del prezzo dell’energia elettrica al costo del gas. Ma le fonti pulite devono far i conti con i blocchi autorizzativiLo studio stima che ulteriori 3,5 GW di fotovoltaico e 1,8 GW di eolico sarebbero potuti essere in esercizio nel 2021 se non bloccati dall’iter autorizzativo. La presenza di una maggior quantità di rinnovabili sul Mercato del gas a pronti (MGP), a parità di altre condizioni, avrebbe spinto la curva di offerta riducendo il prezzo medio che si sarebbe tradotto in una riduzione del costo sostenuto dai consumatori di più di 1,5 miliardi di euro, sterilizzando in parte l’aumento di costo causato dal prezzo delle commodities.

Generazione distribuita. Nel processo di transizione energetica la generazione distribuita (GD) svolgerà un ruolo centrale. Si possono stimare installazioni per 14,5 GW di nuova generazione distribuita nei prossimi 10 anni (MiTE) e che avrà per protagonisti:
1) case e condomini (8.360 MW, il 58% del totale), con i clienti residenziali che si candidano ad essere i protagonisti principali del mondo della generazione distribuita (autoconsumo individuale + Energy Community);
2) piccole e medie imprese (PMI) e distretti artigiani (4.320 MW);
3) il terziario (1.080 MW) soprattutto all’interno di Energy Community «miste», ossia composte da una pluralità di soggetti di natura differente accomunate dalla prossimità territoriale (circa 30.000 esercizi);
4) infine circa il 7% del percorso di crescita della generazione distribuita potrà riguardare la Pubblica Amministrazione e il settore agricolo (rispettivamente 370 MW per settore). 
La partecipazione a comunità energetiche e a configurazioni di autoconsumo consente di ridurre la bolletta elettrica fino a circa il 25%.

Efficientamento del parco immobiliare. Secondo lo studio, si possono realizzare gli obiettivi UE di efficienza energetica attraverso interventi su circa 1,3 milioni di edifici, ossia il 10% del parco immobiliare italiano, dove realizzare un miglioramento di almeno 4 classi energetiche (o per raggiungere almeno la classe B).
Politiche di questo tipo – più ambiziose di quanto prevede il superbonus del 110% – permettono di ridurre le bollette tra il 40 e l’80%, evitando l’emissione di 22,2 MtonCO2/anno corrispondenti a quasi tutte le emissioni provocate dal settore dei servizi ogni anno. Ciò comporterebbe la riduzione del consumo annuo nazionale di gas naturale fino a 8 Mtep (13% del consumo lordo nazionale). 

Una politica integrata di questo tipo con interventi sulla produzione da rinnovabili attraverso comunità energetica e di riduzione dei consumi, avrebbe vantaggi sul fronte lavoro con almeno 170.000 nuovi occupati e 135 miliardi euro di nuovi investimenti.

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