2 Dicembre 2021
Circular economy Risorse e rifiuti Sostenibilità

Raccolta RAEE 2018: trend positivo, ma obiettivo 2019 molto lontano

La raccolta RAEE dello scorso anno conferma il percorso virtuoso intrapreso dal Paese negli ultimi anni dal sistema CdC-RAEE, ma occorre contrastare la dispersione e il commercio illegale e superare le disomogeneità territoriali, al fine  permettere al settore di svolgere il ruolo cruciale per l’economia circolare, con importanti ricadute economiche e occupazionali.

Nel 2018 sono stati raccolti complessivamente in tutta Italia 310.610 tonnellate di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), con un incremento del 4,8% sul 2017, oltre 14.300 tonnellate in più di quantitativi RAEE avviati a corretto smaltimento.
Migliora di conseguenza la raccolta media pro capite che si attesta a 5,14 kg per abitante, e si incrementa . la rete infrastrutturale attiva sul territorio nazionale che comprende 4.212 centri di raccolta, con un ulteriore miglioramento del servizio a disposizione dei cittadini e consumatori per il corretto conferimento dei RAEE.

È quanto emerge dal Rapporto RAEE 2018 sul Sistema di Ritiro e Trattamento dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche in Italia, presentato a Milano presso la Fondazione Feltrinelli il 18 aprile 2019 e curato dal Centro di Coordinamento (CdC) per la raccolta, il ritiro e la gestione dei RAEE.

Se il risultato conferma il percorso virtuoso intrapreso dal Paese negli ultimi anni e gli effetti positivi delle azioni volte ad incrementare la raccolta previste dagli Accordi di Programma siglati dal CdC-RAEE, siamo ancora lontani, tuttavia, dal target che la Direttiva UE impone nel 2019 ovvero di un obiettivo minimo di raccolta pari al 65% del peso medio delle AEE immesse sul mercato nei tre anni precedenti o, in alternativa, all’85 % del peso dei RAEE prodotti che si aggirerebbe sugli 8,7 Kg/ab.

Si tratta di un risultato significativo, ma il percorso per raggiungere i target fissati dall’Unione Europea è ancora lungo e non privo di ostacoli, a partire dal perdurare di una disomogeneità territoriale dei sistemi di raccolta, che oscillano da realtà di eccellenza a strutture del tutto insufficienti a soddisfare le esigenze della popolazione – ha affermato Giorgio Arienti, Presidente del CdC-RAEE – La comunicazione nei confronti dei cittadini, per aumentare la sensibilità nei confronti della raccolta differenziata dei RAEE, e il potenziamento della rete infrastrutturale di raccolta sono compiti dai quali gli Enti Locali non possono esimersi. Il sistema di gestione dei RAEE istituito dai produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche anche nel 2018 ha garantito un servizio di ritiro capillare ed efficiente in tutta Italia. Non solo: i produttori di AEE, attraverso i sistemi collettivi, hanno messo a disposizione dei soggetti che effettuano la raccolta oltre venti milioni di euro tra premi di efficienza, fondo per lo sviluppo delle infrastrutture di raccolta e finanziamenti per la comunicazione locale e nazionale”.

Secondo il CdC-RAEE, affinché il percorso virtuoso prosegua per conseguire gli obiettivi di raccolta a livello europeo, si fa sempre più urgente e prioritaria l’azione di contrasto alla dispersione e al commercio illegale dei RAEE, sia per lo Stato sia per tutto il sistema RAEE.

La raccolta dei RAEE avviene in modo differenziato sulla base di 5 aggruppamenti, che corrispondono alle diverse esigenze di trattamento e riciclo dei materiali in essi contenuti.
Nel 2018 quasi un terzo della raccolta assoluta – precisamente 102.000 tonnellate – è costituita dai grandi bianchi (R2), dato in crescita di oltre il 6% rispetto al 2017.
In generale, tutti i raggruppamenti sono in crescita ad accezione di Tv e monitor (R3) in calo del 3,2%. In confronto all’immesso, la raccolta di questa tipologia di prodotti con quasi 60.000 tonnellate è comunque più che notevole, ma per la prima volta è superata dalle quasi 63.000 tonnellate dei piccoli elettrodomestici e dall’information technology (R4), che registra un incremento del 13,5%. In crescita invece del 4,6% freddo e clima (R1) che si attesa a poco più di 84.000 tonnellate. Sempre in crescita anche la raccolta delle sorgenti luminose che sfiora le 2.000 tonnellate (+9%)

Per quel che attiene i dati regionali, dal Rapporto si evidenzia un andamento della raccolta RAEE positivo in quasi tutto il Paese, nonostante il perdurare di differenze, anche ampie tra le diverse aree territoriali. Seppur con trend di crescita differenti, Nord, Centro, e Sud rafforzano ulteriormente i quantitativi di raccolta complessiva rispetto al 2017, anche se il gap dell’area Sud e Isole con il resto d’Italia rimane evidente, a conferma del fatto che, benché in crescita, la raccolta in queste regioni dovrà essere potenziata a ritmi più sostenuti nel prossimo futuro.

Spiccano gli esempi virtuosi della Valle d’Aosta al Nord, che conferma nuovamente il primato nazionale nella raccolta pro capite, addirittura doppia rispetto alla media nazionale con 10,50 kg/ab, ma si distinguono anche Emilia Romagna e Trentino-Alto Adige, rispettivamente con 7,58 e 7,37 kg/ab.

La raccolta nel Centro Italia cresce del 7,13% rispetto al 2017 – si tratta dell’incremento maggiore tra le aree, con andamenti molto positivi in tutte le regioni ad eccezione dell’Umbria che registra una leggera flessione (-0,61%). La media pro capite sale a 5,30 kg di RAEE per abitante, superando con il dato nazionale. Particolarmente positivo il trend di crescita delle Marche che registra un incremento nella raccolta dell’11,01%, secondo miglior risultato a livello nazionale.

L’area Sud e Isole evidenzia un incremento del 5,55%, migliorativo rispetto a quello più contenuto del 2017. In controtendenza solo il Molise la cui raccolta cala del 9,27% rispetto all’anno precedente. Un dato doppiamente preoccupante se si considera che con la Sardegna questa regione vanta la migliore presenza media di centri di raccolta sul territorio, addirittura doppia rispetto alla media nazionale. Miglior performance in assoluto nell’incremento della raccolta spetta ancora una volta alla Sardegna che con un +9,31% registra la terza migliore crescita a livello nazionale. Molto positivi anche i trend di crescita di Puglia e di Calabria, rispettivamente a +8,60% e +7,25%. A livello di raccolta pro capite, la Sardegna registra il secondo dato più alto a livello nazionale (7,71 kg/ab.), seguita dalla Campania con 6,01 kg/ab, mentre tutte le altre regioni sono purtroppo ancora al di sotto della media nazionale.

Il Centro di Coordinamento RAEE, i Consorzi e i Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche continueranno a impegnarsi , come hanno sempre fatto in questi undici anni, per essere all’altezza delle prossime sfide, offrendo un contributo concreto alla transizione verso l’economia circolare – ha sottolineato il Presidente CdC-RAEE, Arienti – Siamo certi che il Ministero dell’Ambiente sarà al fianco dell’industria virtuosa del riciclo per arginare il fenomeno della gestione illegale dei RAEE, definendo standard di qualità obbligatori per il trattamento e potenziando i controlli lungo tutta la filiera”.

Il ruolo dei RAEE nell’ambito dell’economia circolare è fondamentale. In occasione dell’ultimo World Economic Forum di Davos (22-25 gennaio 2019 ), E-Waste Coalition che raggruppa 7 Agenzie dell’ONU (ILO; ITU, UNEP, UNIDO, UNITAR, UNU e il Segretariato delle Convenzioni di Basilea e Stoccolma) ha presentato il Rapporto A New Circular Vision for Eletronics. Time for a Global Reboot”, redatto da PACE (Platform for Accelerating the Circular Economy), una collaborazione pubblico-privata che riunisce 50 leader governativi e imprenditoriali.

Il Rapporto stima che il flusso di rifiuti elettronici abbia raggiunto 48,5 milioni di tonnellate nel 2018; che potrebbe triplicare al 2050 se non si fa nulla. Attualmente solo il 20% dei rifiuti elettronici viene raccolto, gestito e riciclato, mentre il restante finisce in discariche o viene smaltito in modo inappropriato da lavoratori irregolari.

Eppure in termini di materiali recuperati i RAEE valgono almeno 62,5 miliardi di dollari all’anno, equivalente al PIL della maggior parte dei Paesi, ma per la filiera legale del riciclo passano poco più di 12 miliardi di dollari.

I rifiuti elettronici rappresentano una sfida globale in crescita e una seria minaccia per l’ambiente e la salute umana in tutto il mondo – ha affermato Ruediger Kuehr, scienziato ONU e tra i massimi esperti mondiali di e-waste  – Se non agiamo subito sarà sempre più difficile smaltirli in maniera corretta, mentre avremo sempre maggiori difficoltà a reperire le risorse naturali per realizzarne di nuovi”.

Non solo. Il recente RapportoGlobal Resources Outlook 2019” presentato corso dell’Assemblea del Programma Ambiente delle Nazioni Unite (Nairobi, 11-15 marzo 2019) ed elaborato dall’International Resource Panel (IRP), il gruppo di 34 scienziati di fama mondiale di 30 diversi Paesi, istituito dall’UNEP nel 2007, oltre a mettere in guardia circa la necessità di passare quanto prima da un’economia lineare ad una circolare per evitare la scarsità di risorse naturali, ha sottolineato come il settore dell’estrazione dei materiali è anche uno dei principali driver dei cambiamenti climatici. 

Se il settore della raccolta e del riciclaggio dei RAEE, conclude il Rapporto di E-Waste Coalition, fosse sostenuto con il giusto mix di politiche e di adeguate misure gestionali, incentrate sulla collaborazione fra tutti i portatori di interesse, sarebbe in grado di creare milioni di posti di lavoro decenti in tutto il mondo.

 

 

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.