4 Febbraio 2023
Cambiamenti climatici

PNACC: aggiornato e pubblicato dal MASE

Il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC) è stato pubblicato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), che sarà ora sottoposto a consultazione. Esaminate le osservazioni e conclusa la procedura di VAS, il PNACC con Decreto ministeriale sarà definitivamente approvato per procedere poi all’insediamento dell’Osservatorio Nazionale che dovrà garantire la sua immediata operatività.

Rimasto in bozza per oltre 4 anni, è stato pubblicato il 28 dicembre 2022 sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC), aggiornato rispetto alla versione del giugno 2018, anche perché nel frattempo l’UE ha adottato la nuova Strategia di adattamento ai cambiamenti climatici, che mira a realizzare la trasformazione dell’Europa in un’Unione resiliente ai cambiamenti climatici entro il 2050 e che si basa su 4 priorità: un adattamento più intelligente, più sistemico e integrato, più rapido, oltre che una intensificazione dell’azione internazionale.

Si tratta di uno strumento di programmazione essenziale per un paese come il nostro, segnato da una grave fragilità idrogeologica – ha spiegato il Ministro Gilberto Pichetto – Le recenti tragedie di Ischia e delle Marche hanno ricordato quanto sia assolutamente necessaria in Italia una corretta gestione del territorio e la realizzazione di quelle opere di adattamento per rendere le nostre città, le campagne e le zone montuose, le aree interne e quelle costiere più resilienti ai cambiamenti climatici”. 

Più in particolare, l’obiettivo del Piano è fornire un quadro di indirizzo nazionale per l’implementazione di azioni finalizzate a ridurre al minimo i rischi derivanti dai cambiamenti climatici, migliorare la capacità di adattamento dei sistemi naturali, sociali ed economici nonché trarre vantaggio dalle eventuali opportunità che si potranno presentare con le nuove condizioni climatiche.

Il Piano – ha sottolineato il Ministro – era in lavorazione da tempo: da quando si è insediato il nuovo Governo, con il supporto di ISPRA, abbiamo accelerato le procedure e, come assicurato nelle scorse settimane, entro la fine dell’anno siamo riusciti a velocizzare l’iter che ci dovrà portare a definire un Piano atteso e necessario per la tutela del nostro territorio”.

In collaborazione con l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ,il Ministero lo scorso ottobre ha pubblicato la Piattaforma nazionale sull’adattamento ai cambiamenti climatici, un portale finalizzato ad informare e sensibilizzare i cittadini e i portatori di interessi sulla tematica dell’adattamento ed a rendere disponibili dati e strumenti utili a supportare la Pubblica Amministrazione nei processi decisionali. In linea con le indicazioni della Strategia europea di adattamento, la Piattaforma nazionale sull’adattamento ai cambiamenti climatici si prefigge lo scopo di mettere insieme dati, informazioni e strumenti operativi e di renderli facilmente disponibili per incrementare la conoscenza e la capacità di pianificazione e attuazione di azioni di adattamento sul territorio nazionale.

La proposta di Piano è stata già illustrata alle Regioni nel corso di due riunioni che si sono tenute il 7 novembre e il 20 dicembre 2022. Esaminate le osservazioni e conclusa la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) il testo andrà all’approvazione definitiva con decreto del Ministro. Si procederà poi all’insediamento dell’Osservatorio Nazionale presso il MASE che dovrà garantire l’immediata operatività del Piano attraverso l’individuazione delle azioni di adattamento nei diversi settori, definendo le priorità di intervento e le azioni di adattamento individuate dal PNACC; programmare l’utilizzo le fonti di finanziamento, il cronoprogramma degli interventi; curare le attività di monitoraggio dello stato di avanzamento e del l’efficacia degli interventi individuati per perseguire le azioni del PNACC, oltre che le attività di reporting e valutazione di approvare le proposte di interventi presentate dalle Regioni, dagli Enti Locali o altri Enti pubblici con le proposte d’azione individuate nel PNACC.

Il PNACC è corredato, inoltre, da 3 documenti di indirizzo per la definizione di strategie/piani regionali e locali di adattamento ai cambiamenti climatici:
– le “Metodologie per la definizione di strategie e piani regionali di adattamento ai cambiamenti climatici”;
– le Metodologie per la definizione di strategie e piani locali di adattamento ai cambiamenti climatici”;
– “I principi dell’analisi economica integrata per la valutazione dei costi del cambiamento climatico”.
I primi due documenti riguardano la definizione di strategie e piani di adattamento ai cambiamenti climatici a scala regionale e locale, anche secondo criteri di integrazione dell’adattamento negli strumenti di pianificazione e programmazione esistenti.

Di particolare interesse nel primo Documento il paragrafo C.2.4 Comunicare obiettivi, scelte e risultati.
L’elaborazione di un piano di comunicazione, integrato con il processo di elaborazione e attuazione della strategia e del piano di adattamento ai cambiamenti climatici e ben coordinato con le attività di reporting, può essere utile a non trascurare e a non rimandare un elemento chiave per il successo del processo di adattamento nel suo insieme – vi si legge – Un piano di comunicazione dovrebbe prevedere i seguenti elementi minimi:
– definire obiettivi di comunicazione chiari, iniziali finali e intermedi;
– in relazione a tali obiettivi, programmare un calendario per ciascuna attività, milestone e prodotto di comunicazione;
– individuare modalità di comunicazione adeguate ai diversi destinatari
”.
Un Box dal titolo “I suggerimenti dell’IPCC per una buona comunicazione” riporta la sintesi del Manuale redatto da Climate Outreach (Ong britannica istituita nel 2004 con la missione di aiutare le persone a comprendere i cambiamenti climatici e diventata la principale organizzazione di comunicazione sul clima in Europa) per l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC)  contenente i 6 princìpi chiave per una comunicazione e un coinvolgimento efficaci dei cambiamenti climatici.

Il terzo documento riguarda la quantificazione e valutazione dei costi dell’inazione o del “mancato” adattamento.

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