6 Luglio 2022
Cibo e alimentazione Salute

Olio EVO: ricercatori italiani scoprono il ruolo di neurogenesi

L’idrossitirosolo, presente nell’olio extravergine di oliva, secondo uno studio condotto da ricercatori italiani del CNR-IBBC e dell’Università della Tuscia svolge benefici effetti anti-invecchiamento neurale, indispensabili per il mantenimento della memoria.

L’idrossitirosolo (HTyr), un composto naturalmente presente nell’olio extravergine di oliva, ha forti capacità antiossidanti e protettive sulle cellule, ed è in grado di stimolare attraverso la dieta alimentare la neurogenesi adulta.

È il risultato di una ricerca condotta dai ricercatori dell’Istituto di Biochimica e Biologia Cellulare del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IBBC-CNR)  e dell’Università della Tuscia (Dipartimenti di Scienze ecologiche e biologiche e di Scienze agrarie e forestali), pubblicata con il titolo “Hydroxytyrosol stimulates neurogenesis in aged dentate gyrus by enhancing stem and progenitor cell proliferation and neuron survival” sulla Rivista della Federazione delle Società Americane per la Biologia Sperimentale (FASEB).

Nel cervello dei mammiferi, in particolare nell’ippocampo, nell’arco di tutta la vita vengono prodotti nuovi neuroni (neurogenesi) a partire dalle cellule staminali. Tale processo è indispensabile per la formazione della memoria, ma durante l’invecchiamento ha luogo un calo progressivo di entrambi, con conseguente drastica riduzione della memoria episodica.

L’assunzione orale di idrossitisolo per un mese conserva in vita i nuovi neuroni prodotti durante tale periodo, sia nell’adulto che ancor più nell’anziano, nel quale stimola anche la proliferazione delle cellule staminali, dalle quali vengono generati i neuroni – ha affermato Felice Tirone, primo Ricercatore dell’IBBC-CNR di Monterotondo – Inoltre l’idrossitirosolo, grazie alla sua attività antiossidante, riesce a ‘ripulire’ le cellule nervose, perché porta anche ad una riduzione di alcuni marcatori dell’invecchiamento come le lipofuscine, che sono accumuli di detriti nelle cellule neuronali”.

Abbiamo poi verificato, grazie ad un marcatore di attività neuronale (c-fos), che i nuovi neuroni prodotti in eccesso nell’anziano vengono effettivamente inseriti nei circuiti neuronali, indicando così che l’effetto dell’idrossitirosolo si traduce in un aumento di funzionalità dell’ippocampo – ha sottolineato a sua volta Laura Micheli, sempre dell’IBBC-CNR – La dose assunta quotidianamente durante la sperimentazione equivale alle dosi che un uomo potrebbe assumere con una dieta arricchita e/o con integratori (circa 500 mg/die per persona). Comunque l’assunzione di idrossitirosolo avrebbe un’efficacia anche maggiore se avvenisse mediante consumo di un cibo funzionale quale è l’olio di oliva”.

Questi risultati confermano gli effetti benefici della dieta mediterranea che un altro Studio (metanalisi) aveva indicato tra le diete alimentari capaci di esercitare il maggiore effetto protettivo contro il rischio di sviluppare la demenza senile di tipo Alzheimer (DA), oltre che essere quella che fa meno danni al Pianeta (Planetary Diet).

Ma i risultati di questa ricerca, avrebbero anche potenziali risvolti ecologici, perché i prodotti di derivazione della spremitura delle olive sono fitotossici.
I residui della lavorazione delle olive, molto inquinanti, contengono una grande quantità di idrossitirosolo – ha aggiunto Tirone – Migliorare le procedure di separazione delle componenti buone nella lavorazione consentirebbe di ottenere idrossitirosolo e ridurre l’impatto nocivo”.

Allo studio hanno partecipato anche Giorgio D’Andrea e Manuela Ceccarelli dell’IBBC-CNR, e altri ricercatori dell’Università della Tuscia: Carla Caruso del Dipartimento di scienze ecologiche e biologiche e un team del Dipartimento di Scienze agrarie e forestali composto da Roberta Bernini, Luca Santi e Mariangela Clemente che ha sintetizzato l‘idrossitirosolo con una nuova procedura brevettata.

In copertina: L’ippocampo (in rosso) è una piccola regione del cervello che fa parte del sistema limbico ed è responsabile della memoria (Fonte: Sciepro/Getty Images)

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