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Obesità infantile: ancora molto da fare per sana alimentazione più piccoli

obesita infantile

Nonostante la dieta mediterranea sia considerata una delle più complete ed equilibrate, i bambini dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo presentano i più alti tassi di obesità infantile in Europa, con seri rischi di sviluppare da adulti gravi patologie, se non si interverrà adeguatamente per cambiare abitudini alimentari e stili di vita.

di Nicoletta Canapa

In occasione dell’11° Incontro dell’Iniziativa Osservatorio Obesità Infantile (Vienna, 22-23 maggio 2018), la sezione Europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO-Europe) ha diffuso i dati preliminari della IV raccolta COSI (Childhood Obesity Surveillance Initiative), basata su una ricerca triennale (2015- 2017) che ha coinvolto circa 250 mila bambini europei di età compresa fra i 6 ed i 10 anni.
Dall’indagine emerge che Danimarca, Francia, Irlanda, Lettonia e Norvegia sono tra i Paesi con i tassi più bassi di obesità infantile: dal 5% al 9% in entrambi i sessi: Viceversa, i Paesi dell’Europa meridionale hanno il più alto tasso di obesità infantile: a Cipro, Grecia, Italia, Malta, San Marino e Spagna, quasi 1 bambino su 5 (dal 18% al 21%) è obeso. E proprio i bambini italiani sono quelli più in sovrappeso rispetto ai coetanei europei, con le bambine affette da problemi di sovrappeso e obesità addirittura nel 38% dei casi.
L’obesità è diventata uno dei maggiori problemi di sanità pubblica in Italia – ha sottolineato il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), Walter RicciardiNonostante il miglioramento registrato, restano forti differenze geografiche tra Nord e Sud, a discapito di quest’ultimo. La diminuzione del tasso di obesità nei bambini è un segno che le politiche sanitarie messe in atto cominciano a dare i primi risultati e che dobbiamo concentrare gli sforzi in questa direzione. Tuttavia resta molto da fare, soprattutto nella promozione della consapevolezza sui corretti stili di vita. I genitori devono fare la loro parte: i dati ci dicono che circa il 40% delle madri di bambini in sovrappeso o obesi ritiene che il peso del proprio figlio sia nella norma”.

Nella fotografia scattata dallo studio sulla obesità infantile, c’è tuttavia un aspetto positivo che coinvolge anche i bambini italiani, costituito dal consolidato consumo di frutta, almeno a giorni alterni, se non tutti i giorni, : la mangerebbero, infatti, a giorni alterni, e dalla riduzione del consumo di cibi fast food.

In positivo va sottolineato che in Paesi come Italia, Portogallo, Spagna e Grecia, sebbene i tassi di obesità infantile e sovrappeso siano elevati, c’è stata un’importante diminuzione attribuibile all’enorme sforzo che i singoli Paesi hanno speso negli ultimi anni nella prevenzione e nel controllo dell’obesità – ha affermato Joao Breda, dell’European Office for Prevention and Control of Non communicable DiseasesÈ cruciale aumentare il consumo di frutta e verdura nei bambini, riducendo il consumo di dolci e bibite. È anche molto importante aumentare la consapevolezza dei genitori al problema della obesità infantile, dato che i nostri dati mostrano che molte madri non riconoscono che i propri figli siano in sovrappeso o obesi”.

Potrebbe essere definito il “paradosso Mediterraneo”, nonostante la regione abbia dato il nome alla dieta riconosciuta dalla medicina come la più salutare, i Paesi che si affacciano sul mare Mediterraneo hanno i più alti tassi di obesità infantile.

Come accennato, la situazione è diversa per i bambini dell’Europa settentrionale, dove i bambini con la più alta incidenza di obesità infantile o in sovrappeso si registra in Gran Bretagna, Paese dove solo il 2,35% dei bambini che iniziano ad andare alla scuola primaria è severamente obeso. Ma la percentuale aumenta fino al 4,1% nel momento in cui termina il ciclo scolastico (10-11 anni). Se a questi si aggiungono i bambini obesi e in sovrappeso, si raggiunge il 22,5% all’inizio della scuola primaria e il 34,5% alla fine del ciclo.

Questi ultimi dati sono stati diffusi per la prima volta Tra le misure per contrastare l’insorgenza della obesità infantile c’è anche la riduzione del consumo di zuccheri, tant’è che l’OMS ha proposto di aumentare le
tasse sulle bibite non alcoliche zuccherate dalla LGA (Local Government Association) basandosi sulle statistiche della Public Health England, Agenzia del Dipartimento della Salute del Regno Unito. Maggiori risorse per gli enti locali e adozione di interventi più mirati, sono  solo due delle soluzioni che in Inghilterra, così come in tutti i Paesi interessati da questo fenomeno, bisognerebbe mettere in atto per contrastare la dilagante obesità infantile.

Se non si affronta per tempo questa grave obesità infantile – ha affermato ClirIzzi Seccombe, Presidente del Community Wellbeing Board della LGA – i bambini obesi di oggi diventeranno gli adulti obesi di domani a cui gli anni di vita sana saranno abbreviati da tutta una serie di problemi di salute tra cui diabete, cancro e malattie cardiache”.

Tra le misure per contrastare l’insorgenza della obesità infantile c’è anche la riduzione del consumo di zuccheri, tant’è che l’OMS ha proposto di aumentare le tasse sulle bibite non alcoliche zuccherate.

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