26 Settembre 2021
Infrastrutture e mobilità Territorio e paesaggio

Mobility manager: firmato il Decreto di MIMS e MiTE

Il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e quello della Transizione Ecologica hanno firmato il Decreto sul Mobility manager, una misura per ridurre l’impatto ambientale del traffico veicolare privato nelle aree urbane e metropolitane negli spostamenti sistematici casa-lavoro.

Il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (MIMS) e quello della Transizione Ecologica (MiTE) hanno firmato il Decreto che rende obbligatorio il “Mobility manager” per le città oltre i 50.000 abitanti e per le imprese oltre i 100 addetti, una misura che si pone la finalità di ridurre l’impatto ambientale derivante dal traffico veicolare privato nelle aree urbane e metropolitane negli spostamenti sistematici casa-lavoro.

A tal fine, il Decreto stabilisce che il:
– “Mobility manager aziendale” è una figura specializzata nel governo della domanda di mobilità e nella promozione della mobilità sostenibile nell’ambito degli spostamenti casa-lavoro del personale dipendente;
– “Mobility manager d’area” si occupa del supporto al Comune territorialmente competente, presso il quale è nominato, nella definizione e implementazione di politiche di mobilità sostenibile, nonché nello svolgimento di attività di raccordo tra i mobility manager aziendali

Il Decreto identifica inoltre il Piano degli spostamenti casa-lavoro (PSCL), che costituisce lo strumento di pianificazione degli spostamenti sistematici casa-lavoro del personale dipendente. In particolare, le imprese e le pubbliche amministrazioni con singole unità locali con più di 100 dipendenti situate in un capoluogo di Regione, in una Città metropolitana, in un capoluogo di Provincia o in un Comune con popolazione superiore a 50.000 abitanti sono tenute ad adottare, entro il 31 dicembre di ogni anno, un PSCL del proprio personale dipendente. Anche quelle che non rientrano in questi parametri, possono comunque procedere facoltativamente all’adozione del PSCL del proprio personale dipendente.

Proprio ai fini dell’adozione del PSCL, le imprese e le pubbliche amministrazioni nominano il Mobility manager aziendale, con funzioni di supporto professionale continuativo alle attività di decisione, pianificazione, programmazione, gestione e promozione di soluzioni ottimali di mobilità sostenibile.

Il Mobility manager aziendale e il Mobility manager d’area sono nominati tra soggetti in possesso di un’elevata e riconosciuta competenza professionale e/o comprovata esperienza nel settore della mobilità sostenibile, dei trasporti o della tutela dell’ambiente.

Nell’ambito dei programmi di finanziamento per la realizzazione di interventi di mobilità sostenibile promossi dal MIMS e MiTE o congiuntamente dagli stessi Ministeri, può essere assegnata una premialità ai Comuni che presentano un progetto derivante dalla integrazione e dal coordinamento di più PSCL relativi al proprio territorio, adottati e aggiornati ai sensi del Decreto stesso. Le amministrazioni pubbliche provvedono all’attuazione del Decreto con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente sui propri bilanci, e comunque senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Al Mobility manager spetterà di capire come spalmare lo smart working lungo la settimana – aveva commentato il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini, annunciando il provvedimento nel corso di un webinar sulla mobilità organizzato dal Consumers ForumÈ chiaro che se tutti fanno smart working il venerdì, poi negli altri giorni si crea intasamento”.

Secondo il Ministro, “il tema della flessibilità degli orari, in vista delle riaperture a settembre, deve coinvolgere tutti i soggetti locali. Senza il coinvolgimento di tutti, non si cambia la vita delle città. Occorre distribuire gli orari di lavoro e delle scuole”.

Giovannini ha ricordato che con proprio Decreto è stata istituita presso il MIMS la Consulta per le politiche delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, di cui fanno parte imprese, sindacati e reti di cittadini.

La finalità della Consulta è di supportare il Ministero stesso nel corretto trade-off tra le diverse politiche volta all’elaborazione di proposte ed indirizzi, all’aggiornamento e alla condivisione della valutazione d’impatto delle politiche e degli interventi del Ministero, a partire dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nella cui Missione 3. Infrastrutture per la mobilità sostenibile sono stati inseriti fondi per rendere, entro il 2026, il sistema infrastrutturale più moderno, digitale e sostenibile, in grado di rispondere alla sfida della decarbonizzazione indicata dall’Unione Europea con le Strategie connesse al Green Deal europeo (in particolare la “Strategia per la mobilità intelligente e sostenibile” , adottata lo scorso dicembre) e di raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile individuati dall’Agenda ONU al 2030.

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