6 Dicembre 2022
Risorse e rifiuti Sostenibilità

Materie prime critiche: la sfida dell’UE per l’approvvigionamento

Un documento della rete dei Centri per le Politiche Europee (CEP) analizza la situazione attuale dell’approvvigionamento di materie prime critiche, valuta le aree di intervento individuate dall’UE e formula raccomandazioni per una futura politica dell’UE in materia. La Commissione UE annuncia una legge europea sulle materie prime critiche, per “evitare di diventare nuovamente dipendenti, come abbiamo fatto con petrolio e gas”.

L’espansione delle tecnologie del futuro crea un’enorme domanda di materie prime indispensabili. L’UE deve affrontare la sfida di garantire l’approvvigionamento di questi materiali critici.

Lo stimolo è nel cepInput Europe’s Position on Raw Materials of the Future. Risks, Potential and Guidelines” del Centres for European Policy Network (CEP), che riunisce gli Istituti per le politiche europee di Friburgo/Berlino, Parigi e Roma, specializzati nell’analisi e nella valutazione degli atti promossi dalle istituzioni dell’UE nell’ambito delle politiche di loro competenza e nel quadro d’insieme del processo di integrazione, che portato avanti indipendentemente da qualsiasi interesse di parte e in favore di un’UE che rispetti lo stato di diritto ed i principi dell’economia sociale di mercato.

Sottolineando alcuni passaggi del discorso sullo “Stato dell’Unione”, tenuto dalla Presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen il 14 settembre 2022 (“Il litio e le terre rare diventeranno presto più importanti del petrolio e del gas. La nostra domanda di sole terre rare aumenterà di cinque volte entro il 2030. […] Dobbiamo evitare di diventare nuovamente dipendenti, come abbiamo fatto con petrolio e gas. […] Identificheremo progetti strategici lungo tutta la filiera, dall’estrazione alla raffinazione, dalla lavorazione al riciclo. E creeremo riserve strategiche dove l’offerta è a rischio. Questo è il motivo per cui oggi annuncio una legge europea sulle materie prime critiche”), Il Commissario UE per il Mercato interno e i servizi Thierry Breton ha confermato la presentazione a breve di una legge europea sulle materie prime critiche che:
– offra una  comprensione condivisa di quali materie prime critiche possono essere considerate particolarmente strategiche;
– crei una vera  rete europea di agenzie per le materie prime, anticipando i rischi;
– costruisca una catena di approvvigionamento più resiliente, sostenendo progetti e attirando più investimenti privati ​​dall’estrazione mineraria alla raffinazione, alla lavorazione e al riciclaggio;
– garantisca condizioni di parità solide e sostenibili,  attingendo a strumenti e schemi di certificazione sulle  prestazioni ambientali e sociali  delle attività minerarie. 

Nell’attuale contesto di crisi permanente, l’Unione europea deve trovare i mezzi per sfruttare la globalizzazione in modo diverso – ha concluso Breton –Dobbiamo essere più assertivi e meno ingenui nel difendere i nostri interessi economici ei nostri valori. Anche quando si tratta di materie prime strategiche”.

Il documento del CEP, diffuso lo scorso agosto e tradotto ora in italiano dal Centro Politiche Europee di Roma, analizza la situazione attuale dell’approvvigionamento di materie prime, valuta le aree di intervento individuate dall’UE e formula raccomandazioni per una futura politica dell’UE in materia.

Le possibilità di sopravvivenza del modello sociale ed economico europeo sono in parte determinate dai mercati internazionali delle materie prime – afferma l’economista André Wolf, Capo dipartimento al CEP di Berlino e autore del cepInput.

Le cosiddette materie prime critiche sono il prerequisito per la trasformazione delle industrie verso la decarbonizzazione e l’automazione. Metalli come il litio, il cobalto, il titanio e le terre rare sono indispensabili per diverse tecnologie future: per la generazione di energia rigenerativa negli impianti eolici e fotovoltaici, per la rivoluzione della mobilità nelle batterie e nelle celle a combustibile, per la rete digitale nei display e nei cavi a fibre ottiche e per il controllo automatizzato nei microchip.

Il problema però sta nel fatto che le risorse vengono estratte prevalentemente al di fuori della sfera d’influenza europea. Molti Paesi di origine non condividono gli standard ambientali e sociali europei – e la situazione di approvvigionamento è spesso concentrata in un solo Paese o in pochi Paesi: il cobalto dal Congo, i metalli di platino dal Sudafrica o il litio, vanadio e le terre rare dalla Cina.

Wolf analizza 3 strategie che potrebbero essere seguite dall’UE nell’approvvigionamento di materie prime.
Una strategia di estrazione delle materie prime interna all’UE che ha finora svolto un ruolo subordinato, secondo Wolf, non sarebbe la strada giusta, soprattutto per ragioni economiche e di sostenibilità sociale.

A breve termine, l’UE trarrebbe maggiori benefici da partenariati strategici, come quelli già esistenti con Canada e UcrainaQuesti potrebbero essere formati con altri Paesi che condividono standard di sostenibilità simili a quelli dell’UE.

A lungo termine appare strategica per l’autore del paper l’espansione delle capacità di riciclo. Sotto la parola urban mining, le materie prime già presenti nei nostri apparecchi elettrici/elettronici devono essere riciclate. Ciò richiede uno smaltimento adeguato, un sistema di raccolta e selezione efficiente e un aumento del capitale investito. In generale, i tassi di raccolta e riciclaggio nell’UE devono essere aumentati in modo significativo.

Il Piano d’azione UE del 2020 per le materie prime critiche, mirava a rafforzare la valorizzazione di estrazioni a livello nazionale, a diversificare le catene di approvvigionamento e a garantire la sicurezza delle forniture.

La Commissione europea però solo ora ha veramente riconosciuto l’importanza strategica di questi temi non solo in linea di principio, come dimostra il recente annuncio di una vera normativa UE sulle materie prime critiche – sottolinea Wolf – Tuttavia, mancano ancora strumenti concreti ed una chiara definizione delle priorità”.

Il CEP, quindi, sostiene una strategia per le materie prime basata essenzialmente su partenariati strategici con Paesi terzi nel breve termine e sul rafforzamento delle capacità di approvvigionamento interne attraverso l’uso circolare delle risorse nel lungo termine.

In copertina: Estrazione di litio in Argentina (Fonte: ERMA)

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