La Commissione UE ha adottato una nuova Strategia per affrontare il problema degli interferenti endocrini, sostanze tossiche in grado di determinare effetti avversi sulla salute. “Time to Detox!”: claim della Settimana Europea di Riduzione dei Rifiuti (17-25 novembre 2018).
La Commissione UE ha adottato il 7 novembre 2018 laComunicazione“Towards a comprehensive European Union framework on endocrine disruptors”dove ribadisce l’impegno a proteggere i cittadini e l’ambiente dalle sostanze chimiche pericolose e come intende garantire che l’approccio dell’UE sia sempre il più moderno e adeguato allo scopo a livello globale.
“Questa comunicazione ribadisce che la Commissione attribuisce enorme importanza agli interferenti endocrini– ha affermatoKarmenu Vella, Commissario Ue responsabile per l’Ambiente, gli Affari marittimi e la Pesca – eintende intensificare gli sforzi per ridurre al minimo l’esposizione dei cittadini e dell’ambiente a tali sostanze chimiche”.
Secondo la Commissione UE, si è così adempiuto all’impegno assunto lo scorso anno, durante il lavoro con gli Stati membri suicriteri per l’identificazione degli interferenti endocrini negli ambiti dei pesticidi e dei biocidi,e si è data risposta alle preoccupazioni espresse dal Parlamento europeo e Consiglio, dando seguito, al contempo, a quanto previsto nel7° Programma quadro per l’ambiente (7EAP) che prevede l’armonizzazione dei criteri basati sui pericoli per l’identificazione degli interferenti endocrini.
Come richiesto dalla Commissione UE, nel giugno scorsoEFSA(Autorità europea per la Sicurezza Alimentare) edECHA(Agenzia Europea per le Sostanze Chimicheavevano pubblicato leLinee guidaarmonizzate per garantire che i criteri scientifici per la determinazione delle proprietà degli interferenti endocrini vengano applicati alla valutazione di biocidi e pesticidi in modo uniforme in tutta l’UE.
“La nuova strategia indica la nostra determinazione ad affrontare il problema degli interferenti endocrini nei suoi aspetti complessivi e con coerenza in un più ampio spettro di settori– ha sottolineatoVytenisAndriukaitis, Commissario UE responsabile per la Salute e la Sicurezza alimentare –Sono lieto che si metta a frutto il lavoro già svolto sui criteri di identificazione degli interferenti endocrini nei regolamenti riguardanti pesticidi e biocidi, in base alla definizione elaborata dall’Organizzazione mondiale della sanità”.
Nel 2002 il Programma internazionale per la sicurezza nel settore chimico, programma congiunto di varie agenzie delle Nazioni Unite tra cui l’Organizzazione Mondiale della sanità, aveva formulato la seguente definizione ufficiale di “interferente endocrino“: “una sostanza o miscela esogena che altera la funzione o le funzioni del sistema endocrino causando di conseguenza effetti avversi sulla salute di un organismo integro o della sua progenie o delle (sotto)popolazioni“.
L’aspetto innovativo di questa definizione è l’introduzione di un secondo elemento: generalmente nel definire la tossicità delle sostanze chimiche si osservano gli effetti evidenziati (end point), ossia l’eventuale presenza di un effetto negativo; qui l’elemento nuovo e aggiuntivo è il concetto di “modalità d’azione“, ossia la modalità di impatto di una sostanza chimica.
“Abbiamo già diminuito in misura notevole l’esposizione dei nostri cittadini agli interferenti endocrini e ad altre sostanze nocive grazie alla nostra legislazione generale sulle sostanze chimiche e sui cosmetici– ha dichiarato a sua voltalżbietaBieńkovska, Commissaria UE responsabile per il Mercato interno e l’Industria –Oggi compiamo un altro passo avanti per ridurre al minimo tali rischi e garantire la sicurezza dei nostri cittadini”.
A 20 anni dall’adozione della Strategia comunitaria sugli interferenti endocrini, la Commissione aggiorna il suoapproccioper gli anni a venire, avvalendosi delle conoscenze sempre più ampie, dell’esperienza acquisita e dei risultati ottenuti. I suoi obiettivi sono di:
–ridurre al minimo la nostra esposizione complessivaagli interferenti endocrini, prestando particolare attenzione a periodi importanti della vita come la gravidanza e la pubertà;
–accelerarelo sviluppo di una solida base diricercaal servizio di processi decisionali efficaci e lungimirantinel contesto diHorizon Europeche succederà per il periodo2021-2027aHorizon 2020, utilizzando le ricerche disponibili e prestando particolare attenzione ai settori che presentano lacune delle conoscenze;
–promuovere un dialogo attivoche permetta a tutti i portatori di interessi di essere ascoltati e di lavorare insieme, organizzando in tale contesto un forum a cadenza annuale sugli interferenti endocrini e intensificando il sostegno all’attività delle organizzazioni internazionali.
La Commissione UE si appresta così ad avviare per la prima volta unesame complessivo della legislazioneapplicabile agli interferenti endocrini, mediante uncontrollo dell’adeguatezzache utilizzerà i dati già raccolti e analizzati. Senza porre in discussione l’approccio generale dell’UE, basato su elementi scientifici, alla gestione delle sostanze chimiche, il controllo dell’adeguatezza esaminerà la legislazione attuale per verificare se essa realizzi effettivamente gli obiettivi di protezione della salute umana e dell’ambiente. Il controllo dell’adeguatezza comprenderà anche unaconsultazione pubblica.
La Comunicazione delinea inoltre le iniziative attualmente all’esame della Commissione al fine di garantire che l’attuazione delle politiche esistenti in materia di interferenti endocrini realizzi appieno il loro potenziale. Ciò comprende l’identificazione degli interferenti endocrini, ilmiglioramento della comunicazione lungo le catene di approvvigionamentocon l’utilizzo delle schede di dati di sicurezza stabilite dal Regolamento concernente la registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche(REACH)e il maggiore ricorso alla valutazione scientifica degli interferenti endocrini tramite ulteriori misure di regolamentazione.
In copertina: Una manifestazione per chiedere la nuova Strategia europea sugli interferenti endocrini dello scorso maggio della Campagna EDC Free Europe, una coalizione multi-stakeholder, che rappresenta più di 65 organizzazioni in tutta Europa che condividono la preoccupazione per le sostanze chimiche che distruggono gli ormoni e il loro impatto sulla nostra salute (fonte: Alliance for Cancer Prevention).
