Dalla Relazione sulla Stato della Green Economy in Italia, presentata dal Presidente della FoSS, con cui si sono aperti, alla presenza del Ministro dell’Ambiente, i lavori degli Stati Generali della Green Economy (Fiera di Rimini, 6-7 novembre 2018) emerge che con investimenti annui pubblici (7-8 miliardi di euro) e privati (21 miliardi) in 10 settori chiave, si creerebbero in 5 anni 3,3 milioni di posti lavoro (compreso l’indotto).
AECOMONDO, la Fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibileinaugurata ieridal Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del MareSergio Costae in svolgimento fino al 9 novembre 2018 alla Fiera di Rimini, in contemporanea aKey Energy(Fiera internazionale per l’energia e la mobilità sostenibile), sono stati contemporaneamente avviati i lavori della VII edizione degliStati Generali della Green Economy.
Il Convegno promosso dalConsiglio Nazionale della Green Economy, composto da 66 organizzazioni di imprese della green economy in Italia, in collaborazione cin il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) e con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) e dellaCommissione europea, e con il coordinamento dellaFondazione per lo Sviluppo Sostenibile(FoSS), si è aperto, alla presenza del Ministro dell’Ambiente,Sergio Costa,con presentazione dellaIV Relazionesullo Stato della Green Economyda parte diEdo Ronchi, Presidente della FoSS, che ha fornito un aggiornamento sull’andamento dei settori strategici delle green economy in Italia.
Dal Report emerge che l’Italia nel 2017 ha realizzato unabuona performance in economia circolare(è prima fra i grandi Paesi europei),agricoltura biologicaed ancheeco-innovazione, ma ha ancora molto da fare sulconsumo del suolo, latutela della biodiversità, ladecarbonizzazione. Ecco l’ analisi settore per settore:
Emissioni di gas serra
Secondo stime preliminari, nel 2017 le emissioni di gas serra in Italia potrebbero essere nuovamente cresciute, anche se di poco: in ogni caso negli ultimi quattro anni, con una modesta ripresa economica, il processo di decarbonizzazione nazionale, come anche nel resto d’Europa, sembra essersi fermato.
Fonti Rinnovabili ed efficienza energetica
Nell’ultimo triennio, in concomitanza di una modesta ripresa economica,i consumi di energia sono tornati a crescere, passando da 166 Mtep a oltre 170 Mtep tra 2014 e 2017, segnalando una difficolta delle politiche di efficienza energetica. Nel 2017 lefonti rinnovabili soddisfano il 17,7% del fabbisogno di energia. Dopo un periodo di crescita sostenuta tra il 2005 e il 2013, nell’ultimo quinquennio ilprogresso nelle rinnovabili è stata più moderato, anche se i dati del primo semestre del 2018, particolarmente piovoso, indicano che la produzione idroelettrica è tornata a crescere.
Economia circolare e uso efficiente delle risorse
Per tasso di circolarità,l’Italia, con il 18,5%, èprimafra i cinque principali Paesi europei e ha una buonaproduttività delle risorse(misurata in euro di PIL per kg di risorse consumate) nell’ambito della quale è al2° postofra i cinque principali Paesi europei. Nel 2016 sono statiriciclati in Italia 13,55 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, pari al 45% e questo permette all’Italia di posizionarsi al2° postoposto in Europa dietro alla Germania, risalendo di una posizione rispetto al 2014, con un’ottima performance (67%) in particolare nel settore dei rifiuti d’imballaggio. Anche nelriciclo dei rifiuti specialisiamo fra i leader in Europa: nel 2016 sono state riciclate in Italia circa 91,8 Mt di rifiuti speciali, pari al 65% di quelli prodotti.
Eco-innovazione
Per quanto riguarda l’eco-innovazione, secondo l’indicatore Eco-IS (Eco-Innovation Scoreboard) l’Italia con unpunteggio di 113 si posiziona al di sopra della media UE28(100), al pari con l’Austria, ma dopo Svezia, Finlandia, Germania e Danimarca.
Agricoltura.
L’agricoltura biologica nel 2017 ha raggiunto 1,8 milioni di ettari,più 20% rispetto al 2016. Dopo la Spagna, l’Italia è il Paese europeo con la più ampia superficie dell’agricoltura biologica, davanti alla Francia e alla Germania e aumentano anche leproduzioni agricole di qualità certificatache, a fine 2016, hanno raggiunto il valore di 15 miliardi.
Territorio e capitale naturale
Ilconsumo di suolo nel 2017 ha continuato ad aumentare al ritmo di 15 ettari al giorno: l’Italia resta fra i Paesi europei conla più alta percentuale di consumo di suolo in relazione alla superficie. Nonostante un patrimonio naturale tra i più importanti al mondo, la spesa per la protezione della biodiversità e del paesaggio in Italia è molto bassa e diminuita da 689 nel 2010 a 524,7 milioni nel 2017.
Mobilità sostenibile
L’Italia e il Paese europeo dovecircola la quota maggiore di mezzi con alimentazione diversa rispetto ai carburanti tradizionali(benzina e diesel) sul totale dei veicoli (12,7%), maggiore di quasi nove punti percentuali rispetto alla Germania. Il dato italiano è sostenuto dalla diffusione della flotta a gas (Gpl/metano), che con 3,16 milioni di veicoli (tra auto, veicoli commerciali leggeri e pesanti) rappresenta il 53% della flotta a gas europea. Manon va altrettanto bene per i nuovi veicoli ecologici: nella top ten delle vendite del 2017 né nella categoria dei veicoli ibridi, né di quelli ibridi plug-in né in quelli elettrici figura un’auto prodotta in Italia.
I potenziali di sviluppo della green economy in Italia sono in genere sottovalutati sia per quanto riguarda i benefici ambientali, il benessere e la qualità della vita, sia in termini dicrescita del valore della produzione di beni e servizi, del loro valore aggiunto e, in particolare, dicreazione di posti di lavoro. Per valutare tali potenziali sono stati analizzati gli effetti prodotti dall’adozione e dallo sviluppo nei prossimi cinque anni (2019 – 2023) di 10 necessarie e utili misure di green economy:
1.Rilanciare le fonti energetiche rinnovabiliin attuazione dell’Accordo di Parigi;
2. Accelerare e rendere più incisivi gliinterventi di riqualificazione energetica di abitazioni, scuole e uffici;
3. Realizzare unprogramma nazionale di rigenerazione urbana;
4. Sviluppare le diverse filiere delriutilizzo e riciclo dei rifiuti in direzione dei nuovi obiettivi per l’economia circolare;
5. Rilanciare laspesa per la ricerca e lo sviluppo in materia ambientale;
–6.Riqualificare il sistema idrico nazionale;
7. Realizzare unprogramma di interventi per la riduzione del rischio idrogeologico;
8. Rafforzare l’agricoltura biologica, leproduzioni agricole tipiche e di qualitàerilanciare la gestione forestale sostenibile;
9. Completare lebonifiche dei siti contaminatidi interesse nazionale;
10. Attivare alcune misure strategiche per unamobilità sostenibile.
Si tratterebbe di indirizzare su queste misure gli investimenti pubblici e privati: in media7 – 8 miliardi di investimenti pubblici annui per i prossimi cinque anni, che attiverebbe 21,4 miliardi di investimenti privati annui.
“I vantaggi economici di questi investimenti green sono molteplici-ha sottolineato Ronchi-Il primo riguarda i costi evitati dell’inquinamento e di altri impatti ambientali; il secondo la capacità di queste scelte green di attivare, con investimenti pubblici, effetti moltiplicatori anche di quelli privati; il terzo vantaggio sta nella capacità di utilizzare e promuovere innovazione, diffusione di buone pratiche e buone tecniche”.
Ivalori della produzionegenerati, cumulati nei cinque anni, sarebbero pari a circa370 miliardi di euro, quelli delvalore aggiuntosarebbero dicirca 129 miliardi; leunità di lavoro, sempre cumulate nei cinque anni, sarebbero pari a circa2,2 milioni, che arriverebbero, calcolando anche l’effetto indotto, a circa3,3 milioni di unità lavorative. Ciò significa attivare in media ogni anno 74 miliardi di euro di produzione economica, in gran parte nazionale, quasi 26 miliardi di euro di valore aggiunto e 440.000 unità di lavoro, 664.000 considerando l’indotto.

