27 Maggio 2022
Cambiamenti climatici Clima

Ghiacciai: al MUSE di Trento la Mostra dedicata a questo habitat

ghiacciai al MUSE di Trento mostra

di Carmela Marinucci

Al Museo delle Scienze (MUSE) di Trento, l’innovativo e modernissimo progetto museale voluto dalla Provincia Autonoma di Trento e realizzato dall’architetto Renzo Piano, è stata inaugurata il 12 luglio 2018  la Mostra “Ghiacciai. Il Futuro dei ghiacci perenni nelle nostre mani”, interamente dedicata all’esplorazione di questo habitat naturale e al racconto delle storie e dei miti che ad esso si sono intrecciati nel corso dei millenni.

Masse di ghiaccio, riserve d’acqua dolce, attrazione turistica, laboratori scientifici a cielo aperto, termometri del riscaldamento medio globale, testimoni dell’impronta dell’uomo sull’ambiente. I ghiacciai sono tutto questo e molto di più: sono l’elemento che, più di ogni altro, con il loro arretramento testimoniano vistosamente l’andamento meteorologico estivo ed evidenziano i cambiamenti climatici in atto. Il mutamento glaciale, infatti, è osservabile di stagione in stagione con l’arretramento della fronte, la riduzione del loro spessore, la presenza di numerosi torrenti sopraglaciali, la comparsa di nuovi laghi, estese zone crepacciate e isole rocciose che emergono dal ghiaccio e che si fanno, ogni, anno, sempre più grandi.

Quantunque il fenomeno della regressione dei ghiacciai sia globale per effetto dei cambiamenti climatici, l’Europa ne è più duramente colpita. I ghiacciai pirenaici hanno perso dalla prima metà del XIX secolo circa i due terzi della copertura di ghiaccio, con una accelerazione evidente dopo il 1980 e sulle Alpi, la catena che fornisce il 40% di acqua dolce al vecchio Continente, quasi la metà dei ghiacciai è scomparsa da quando è iniziato il monitoraggio.

Da metà ’800 ad oggi circa il 70% delle superficie glacializzata in Trentino è andata persa. I ghiacciai si stanno ritirando con ritmi sempre più elevati. Fino agli anni ’50 le perdite di superficie erano di 0,3-0,4 % all’anno; ora superano l’1,5%. A fine estate, tutta la neve invernale va incontro a fusione e il ghiaccio di ghiacciaio affiora quasi ovunque. La quota media dei ghiacciai trentini negli ultimi 60 anni si è alzata di circa 300 metri.

La Mostra offre una fotografia dei ghiacciai che ricoprono il nostro pianeta da 4 prospettive:
– l’ambiente naturale glaciale e le dinamiche che lo mantengono in equilibrio;
– le attività scientifiche e i rilievi che permettono di quantificare lo stato di salute dei ghiacciai e di studiare i cambiamenti climatici degli ultimi secoli;
– le avventurose esplorazioni sui sentieri glaciologici e il ritrovamento di Ötzi;
– le vicende storiche e i miti legati ai luoghi più inospitali dell’ambiente montano.

Il visitatore ha la possibilità di scoprire diverse realtà dell’attività glaciologica grazie a contenuti multimediali inseriti in strutture lignee, dalle linee essenziali e curiose. Dal punto di vista dell’allestimento sono stati scelti dei pannelli in plexiglass, dall’aspetto glaciale e con forme e trasparenze che trasmettono leggerezza, che caratterizzano lo stile narrativo della mostra che affronta l’emergenza climatica e il ritiro dei ghiacciai in modo delicato, ma diretto.

Da non perdere anche il laboratorio sugli adattamenti degli animali ai climi estremi.

La Mostra che resterà aperta fino al 23 marzo 2019 ha ottenuto il patrocinio dRegione autonoma Trentino – Alto AdigeProvincia Autonoma di TrentoComune di TrentoComitato Glaciologico ItalianoUNESCO.

Main sponsor è Novamont, il Gruppo leader nello sviluppo e nella produzione di bioplastiche e biochemicals attraverso l’integrazione di chimica, ambiente e agricoltura., che da alcuni anni è impegnata nella divulgazione scientifica e nella promozione di modelli di produzione e di consumo sostenibili.
Sosteniamo la Mostra ‘Ghiacciai’– ha dichiarato Andrea Di Stefano, Responsabile comunicazione di business e eventi speciali di Novamont – perché raccontare e documentare la realtà attuale dell’habitat glaciale significa sensibilizzare le coscienze e promuovere il cambiamento per combattere il degrado in cui versa madre Terra e l’impoverimento complessivo, non solo economico, in cui vivono le persone”.

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