Dall’ultimo Rapporto del GSE sulla produzione di energia da fonti rinnovabili in Italia, emerge che nel 2017 si è consolidato il loro peso nel sistema energetico nazionale, tuttavia il passo è troppo lento per sperare di conseguire al 2030 non solo l’obiettivo UE del 32% ma anche quello del 30% del Piano Clima ed Energia.
IlGestore dei Servizi Energetici(GSE), la Società per azioni italiana, interamente controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), ha pubblicato il 7 febbraio 2019 ilRapporto“Energia da fonti rinnovabili in Italia – 2017”, elaborato nell’ambito delle attività di monitoraggio statistico dello sviluppo delle energie rinnovabili in Italia, che gli sono state affidate dall’articolo 40 del D.lgs. n. 28/2011 di attuazione della Direttiva 2009/28/CE sullaPromozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili.
Il Documento attesta che nel 2017 i consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili (FER) in Italia, calcolati applicando i criteri fissati dalla suddetta Direttiva, ammontano complessivamente a 22 Mtep, con un aumento di circa 920 ktep rispetto al 2016(+4,4%), legato principalmente all’aumento degli impieghi di biomassa solida per riscaldamento(+8% circa, a causa dal clima più rigido che ha caratterizzato il 2017) e dellaproduzione elettrica da pannelli solari fotovoltaici(+10%) e daimpianti eolici(+4%, dato normalizzato).
Iconsumi finali lordi complessivi di energiadel Paese nel 2017 sono stati pari a 120,4 Mtep (-0,5% rispetto al 2016); pertanto, la quota coperta da FERsi è attestata al 18,3%, in crescita rispetto al dato 2016 (17,4%), superiore quindi all’obiettivo del 17% al 2020, fissato dalla Direttiva stessa.
In particolare, nelsettore elettrico:
– il 35% della produzione lorda complessiva di energia elettrica in Italia nel 2017 è stato generato da impianti alimentati da FER;
– laproduzione effettiva di energia elettrica da FERè stata pari a poco meno di 104 TWh, in flessione rispetto al 2016 (-3,8%), a causa della cospicua riduzione (-14,7%) di apporto dell’idroelettrico per la scarsità di precipitazione che ha caratterizzato il 2017, mentre la produzione calcolata con i criteri introdotti dalla Direttiva al fine del monitoraggio degli obiettivi UE al 2020 risulta in leggero aumento (+2,4% rispetto al 2016);
– la fonte rinnovabile che registra la crescita più significativa è quellasolare: a fronte di un aumento della potenza installata di 414 MW (+2,1%), rispetto al 2016, la produzione è salita di circa 2,3 TWh (+10,3%), principalmente per effetto di migliori condizioni di irraggiamento;
– lafonte idricagarantisce il principale contributo alla produzione di energia da FER (35% della produzione complessiva), pur con la diminuzione registrata;
– la produzione effettiva dafonte eolicaè rimasta pressoché stabile: a fronte di 355 MW di potenza installata incrementale rispetto al 2016(+3,7%) si rilevano poco più di 17,7 TWh di energia elettrica complessivamente prodotta (+0,3%);
-le altre fonti hanno cali lievi di produzione rispetto al 2016:geotermica -1,4%,bioenergie -0,7%.
Le FER nel settoreTermiconel 2017:
– poco più del20% dei consumi energetici nel settore del riscaldamentoproviene da FER;
– la produzione complessiva di energia termica è pari a 11,2 Mtep (circa 470.000 TJ), in crescita rispetto al 2016 (+6,4%);
– la crescita dei consumi è generata principalmente dall’aumento degli impieghi dibiomassa solida(legna da ardere e pellet:+8% circa), indotto dal clima più rigido rispetto al 2016;
– si rilevano incrementi anche per la fontegeotermica(+4,0%), per la fonte solare catturata da collettorisolari termici(+4,3%) e per l’energia rinnovabile fornita dallepompe di calore(+1,6%).
Le FER neiTrasporti:
– l’immissione in consumo dibiocarburanti(biodiesel, benzine bio) nel 2017 è pari a poco più di 1,2 milioni di tonnellate, per un contenuto energetico di 1,06 Mtep (+2% rispetto al 2016);
– l’obiettivo settoriale europeo (10% dei consumi energetici complessivi nei trasporticoperti da FER al 2020) comprende sia l’utilizzo di biocarburanti sia quello di energia elettrica nei trasporti: applicando i criteri di calcolo previsti dalla Direttiva e dalla Direttiva 2015/1513/UE relativa alla qualità della benzina e del combustibile diesel, per evitare ilrischio di cambiamento indiretto di destinazione dei terreni(ILUC), il dato dell’Italia è stato pari6, 5%.
Seppur in crescita, il trend attuale non consentirebbe di raggiungere non solo l’obiettivo del 32% al 2030 dell’UE, ma nemmeno quello del 30% previsto dalPiano Energia e Clima adottato dal Governo lo scorso gennaio ed attualmente al vaglio della Commissione UE.
L’Agenzia Europea dell’Ambiente(AEA) nell’ultimoRapporto “Energia Rinnovabile in Europa”, pubblicato il 18 dicembre 2018, sulla base dei dati ufficiali per il 2016 e delle stime preliminari per il 2017, sottolineava che sebbene l’UE resti sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo del 20% al 2020, per raggiungere l’obiettivo del 2030, gli Stati membri dell’UE devono aumentare gli sforzi in modo considerevole, e che il settore dei trasporti è quello attualmente più in difficoltà con solo il 7% di quota di energia rinnovabile.


