20 Settembre 2021
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Prodotti agroalimentari di qualità: in crescita DOP, IGP, STG

Certificazioni agroalimentari

Dai dati del 2017 relativi ai prodotti agroalimentari di qualità rilasciati dall’Istat, si conferma il trend in crescita di DOP, IGP, e STG.

L’Istat ha pubblicato i dati del 2017 relativi ai Prodotti agroalimentari di qualità, nelle sue diverse componenti (produttori, trasformatori, superfici e numero di prodotti riconosciuti), da cui si evince che si è rafforzato il trend di crescita, mentre un leggero calo si è registrato per gli allevamenti.

Rispetto al 2016, il numero di produttori DOP, IGP e STG è aumentato dell’1,8%, sintesi del persistente calo registrato al Nord (-2,8%) e di un consistente aumento rilevato nel Mezzogiorno (+7,3%) e, in misura più lieve, al Centro (+1,4%). Cresce considerevolmente il numero dei trasformatori (+7,6%); l’aumento è maggiore nel Mezzogiorno (+11,5%) e al Centro (+8,4%).

In  confronto con l’anno precedente, gli allevamenti (40.043 strutture) si riducono dell’1,3% mentre la superficie (232.803 ettari) aumenta del 17,9%, con una crescita intensa nel Mezzogiorno (+31,2%) e nel Nord (+22,9%).

Con 295 Denominazioni di Origine Protetta, Indicazioni Geografiche Protette e Specialità Tradizionali Garantite (attive 285), l’Italia si colloca al 1° posto in Europa, seguita da Francia (245) e Spagna (195).

Nel 2017 hanno conseguito un nuovo riconoscimento gli Ortofrutticoli e cereali (Lenticchia di Altamura), gli Oli extravergine di oliva (Marche), le Carni fresche (Vitelloni Piemontesi della Coscia) e i Formaggi (Ossolano). Nel frattempo se ne sono aggiunti altri 4, per un totale al 29 ottobre 2018 di 299.

I settori con il maggior numero di riconoscimenti sono: Ortofrutticoli e cereali (111 prodotti), Formaggi (53), Oli extravergine di oliva (46) e Preparazioni di carni (41); Carni fresche e altri settori comprendono, rispettivamente, 6 e 38 specialità.

Emilia-Romagna e Veneto sono le regioni con più DOP e IGP (rispettivamente 45 e 38 prodotti riconosciuti).

I prodotti DOP (Denominazione di origine protetta) rappresentano il livello più elevato della qualità certificata e protetta dall’UE. Si contraddistinguono in quanto sono originari di una specifica zona geografica, presentano caratteristiche dovute essenzialmente o esclusivamente a un particolare ambiente geografico (inclusi i fattori naturali e umani) e vengono prodotti e trasformati esclusivamente in un delimitato territorio. Al 31 dicembre 2017 i prodotti DOP italiani riconosciuti dall’UE sono 167.

I prodotti IGP (Indicazione geografica protetta) raggruppano le specialità agroalimentari di pregio riconosciute e tutelate dall’UE. Si caratterizzano in quanto sono originarie di una specifica zona geografica, possiedono una determinata qualità, reputazione o altre caratteristiche attribuibili a uno specifico territorio, ossia vengono almeno prodotte e/o trasformate in una delimitata zona geografica. Al 31 dicembre 2017 le IGP italiane riconosciute dall’UE sono 126.

I prodotti STG (Specialità tradizionale garantita) comprendono le preparazioni riconosciute e tutelate dall’UE, le cui peculiarità non dipendono dall’origine geografica ma da una composizione tradizionale del prodotto, una ricetta tipica o un metodo di produzione tradizionale. Le singole specialità STG si possono produrre sia nell’intero territorio nazionale sia negli altri Paesi UE. Anche nel 2017 la Mozzarella e la Pizza napoletana si confermano le uniche specialità tradizionali italiane riconosciute.

Nel 2017 gli operatori certificati sono 85.592, 1.897 in più del 2016 (+2,3%). Tra questi, il 90,6% svolge solo attività di produzione, il 6,4% solo trasformazione e il 3% entrambe le attività. Durante il 2017 entrano 11.116 nuovi operatori nel sistema di certificazione a fronte dei 9.219 che escono.

Gli operatori sono soprattutto uomini: l’83,8% dei produttori e l’86,2% dei trasformatori. I produttori (80.189) sono particolarmente numerosi nei settori Formaggi (26.491, 33% del totale), Oli extravergine di oliva (21.959, 27,4%) e Ortofrutticoli e cereali (18.746, 23,4%). Pur essendo presenti su tutto il territorio nazionale, i produttori risultano fortemente concentrati in alcune aree; oltre la metà (50,9%) è localizzata in tre regioni: Sardegna, Toscana, e Trentino-Alto Adige, con un peso pari, rispettivamente, a 20,5%, 16,1% e a 14,3% del totale nazionale.
La metà dei produttori è attiva in aree montane mentre oltre un quarto (26,5%) opera in collina, confermando dunque il contributo dei prodotti DOP e IGP, così come avviene per l’agriturismo, al mantenimento e al rafforzamento degli insediamenti umani e dell’attività agricola nelle Aree interne che costituiscono i territori più periferici del nostro Paese

Anche i trasformatori (8.050) sono presenti soprattutto nei settori Oli extravergine (27,4% del totale), Ortofrutticoli e cereali (20,8%) e Formaggi (18,7%).

Circa la metà dei trasformatori (48%) opera in quattro regioni del Centro-nord: Emilia-Romagna (18,6%), Toscana (16%), Veneto (7,4%) e Lombardia (6%). In Emilia-Romagna e Lombardia prevalgono i trasformatori di prosciutti e insaccati (macellatori, elaboratori e porzionatori), in Toscana gli operatori oleari (molitori e imbottigliatori) e in Veneto i confezionatori ortofrutticoli.

A livello regionale, i maggiori incrementi si segnalano in Sicilia (+750 produttori, trasformatori +106, +22,4%) Puglia (+465 produttori, +14,4%), Emilia-Romagna (+11mila ettari; +115,4%) e Veneto (+104 trasformatori; +21,1%).

Gli allevamenti sono particolarmente concentrati in Sardegna (41,1% delle strutture), Lombardia (13,1%), Emilia-Romagna (9,8%) e Veneto (6,6%), ossia nelle aree geografiche del Paese storicamente specializzate nell’allevamento suinicolo e nella produzione lattiero-casearia di qualità.

 

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