22 Settembre 2021
Energia Fonti rinnovabili

Dal gas rinnovabile risparmi in UE di 138 miliardi di euro all’anno

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È ora disponibile sul sito CIB, il Consorzio nazionale che rappresenta tutta la filiera del biogas agricolo, dai produttori di biogas, ai produttori di impianti e servizi per la produzione di biogas e biometano, lo Studio “Gas for Climate. How gas can help toachieve the Paris Agreement target in an affordable way”, le cui conclusioni erano state anticipate ed approfondite nella seconda giornata dell’annuale “Biogas Italy (Roma, 14-15 febbraio 2018), durante la presentazione del Progetto “Gas for Climate: a Path to 2050”, iniziativa promossa da alcune aziende europee di trasporto di gas naturale e da associazioni attive nel settore del gas rinnovabile.

Lo Studio, per l’appunto, è stato commissionato da tale Consorzio (EnagasFluxys, Gasunie, GRTgazOpen Grid Europe, SNAMTIGF e da CIB e EBA) alla Ecofys, società di consulenza energetica del gruppo Navigant e leader a livello internazionale, con lo scopo analizzare il ruolo del gas in un sistema energetico completamente decarbonizzato entro il 2050.

Lo Studio studio parte dalla prospettiva che tutti i consumi di gas in Europa entro il 2050 devono essere ad emissioni zero di carbonio. Ciò significa che il gas deve essere prodotto da fonti rinnovabili e che il consumo rimanente di gas naturale sarà combinato con la cattura e lo stoccaggio del carbonio (CCS) o la cattura e l’utilizzo del carbonio (CCU).

Ecofys ha analizzato la quantità di gas rinnovabile che l’Europa è in grado di produrre e qual è il valore sociale di utilizzare gas rinnovabile nelle infrastrutture di gas esistenti in vari settori dell’economia.

Una stima prudente basata su un potenziale di produzione realmente sostenibile del biometano nell’UE, dimostra che è possibile produrre almeno 98 miliardi di metri cubi (miliardi di metri cubi), in grado di soddisfare un fabbisogno di 1.072 TWh di energia all’anno entro il 2050.

Concentrandosi sulla produzione dell’UE, la sicurezza del suo approvvigionamento energetico migliorerebbe e l’economia rurale ne sarebbe rafforzata. In aggiunta, c’è la possibilità di produrre 24 miliardi di m3 di idrogeno rinnovabile, convertendo a bassi costi l’energia elettrica da eolico e solare in idrogeno.

Così si arriverebbe ad un potenziale di gas rinnovabile combinato di 122 miliardi di metri cubi all’anno. Le importazioni dall’Ucraina e Bielorussia, ad esempio, potrebbero fornire ulteriori 20 miliardi di metri cubi di biometano all’anno.

Tale risorsa verrebbe utilizzata in quei settori economici in cui derivino i maggiori risparmi, che sono il riscaldamento degli edifici e la produzione di elettricità (in totale 72miliardi di m3).

Una parte (5 miliardi di m3) sarebbe utilizzata nel trasporto pesante (via mare e terra) e una larga fetta (45 miliardi di m3) verrebbe destinata all’industria, secondo lo scenario B2DS(sotto i 2 gradi centigradi) dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), sufficiente a decarbonizzare quel settore entro il 2050, sebbene i risparmi derivanti dall’utilizzo del gas nell’industria non siano stati modellati nello studio.

Non tenendo conto del gas rinnovabile assegnati all’industria, Ecofys ha quantificato i risparmi dei costi, utilizzando 77 dei 122 miliardi di m3 di biometano e idrogeno.

I 5 miliardi di m3 assegnati ai trasporti pesanti non inciderebbero poiché gli stessi risparmi si otterrebbero con i biocarburanti, mentre i 72 miliardi di m3 destinati al riscaldamento degli edifici e alla produzione di elettricità, genererebbero risparmi pari a 138 miliardi di euro a per anno al 2050, equivalenti a circa 600 euro all’anno per ogni famiglia dell’UE, rispetto a un sistema energetico decarbonizzato senza alcun ruolo per i gas rinnovabili.

Questi risparmi, secondo lo Studio, deriverebbero principalmente dalla possibilità di evitare i costi associati alla costruzione e gestione degli impianti necessari per soddisfare gli alti picchi di domanda di energia elettrica, nonché attraverso notevoli risparmi sui costi di isolamento degli edifici per poter ospitare pompe di calore completamente elettriche.

Secondo gli autori dello Studio, pur dando per scontato un aumento della produzione di energia elettrica da rinnovabili, una combinazione di produzione con gas rinnovabile, generebbe una maggior sicurezza energetica, apportando benefici non soltanto in termini di risparmi sui costi, ma anche di rafforzamento dell’economia agricola.

“Il valore del gas rinnovabile all’interno della transizione energetica merita grande attenzione – ha dichiarato Piero Gattoni, Presidente del CIB –Siamo impegnati per un aumento significativo della produzione di biometano raffinato prodotto dalla digestione anaerobica di biomasse agricole e altri rifiuti organici, nonché di biometano prodotto dalla gassificazione termica di residui legnosi. Un contributo aggiuntivo può venire dall’idrogeno ricavato da elettricità rinnovabile e dal metano sintetico prodotto da idrogeno rinnovabile”.

Una precedente ricerca di Ecofys aveva individuato nel modello italiano di produzione di biogas e biometano, secondo i principi del Biogasfattobene, promosso dal CIB, una soluzione sostenibile per decarbonizzare il settore elettrico e quello dei trasporti.

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