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Croci dipinte nelle Marche: un viaggio nell’arte sacra alla scoperta del territorio

La presentazione del volume dedicato al patrimonio artistico marchigiano di croci dipinte su tavola dal XIII al XVIII Sec. da parte del curatore, è ulteriore occasione per ribadire come il patrimonio culturale locale può essere volano di promozione e sviluppo per il territorio stesso.

di Alberto Piastrellini

Un viaggio nell’arte pittorica sacradeclinata nella realizzazione di grandi croci lignee dipinte realizzate a cavallo tra i secoli XIII e XVIII e dislocate in altrettanti luoghi delleMarchefra chiese e musei; un viaggio che consente di “riscoprire” 45 opere dell’ingegno e dell’arte a servizio della spiritualità e della devozione in un percorso intrigante che unisceStoria,Cultura,Territorioe rappresenta, allo stesso tempo, il primo tentativo di catalogazione con criteri scientifici di queste opere.

È il viaggio proposto nel volume: “Croci dipinte nelle Marche. Capolavori di arte e di spiritualità dal XIII al XVII secolo” a cura diMaria Giannatiempo LopezeGiovanni Venturi(edizioni:Il lavoro editoriale), chemartedì 8 febbraio, a partire dalle ore21.00su piattaformaEclub2072sarà oggetto di una presentazione da parte del curatore,Giovanni Venturi, nell’ambito degli appuntamenti: “Un caffè con l’Arte” promossi dalDistretto 2072 Italia Rotary.

L’idea di questo volume nasce dalla volontà dell’autore di contribuire alla conoscenza e alla valorizzazione delpatrimonio storico-artisticonon solo delMontefeltro, sua terra natale, ma anche dell’intero territorio marchigiano.

Un patrimonio artistico che, nel caso specifico delle croci dipinte su tavola, rappresenta una straordinaria testimonianza della fede locale che, malgrado la pregevole fattura e le spesso, singole, notevoli dimensioni, è rimasta per lungo tempo confinata all’interno di monasteri, chiese, piccoli musei quale corredo decorativo senza per questo assurgere alla dignità di una ricerca specifica; una catalogazione o una vera e propria mostra tematica.

Ma sotteso al volume non v’è solo l’obiettivo di far conoscere un fenomeno pittorico caratteristico del territorio marchigiano, che per naturale vicinanza con l’Umbria, sin dalDuecento, ha vissuto la prima diffusione delfrancescanesimocon la conseguente moltiplicazione di luoghi di preghiera e devozione ed il conseguente fiorire di un ampio mercato della committenza locale.

Copertina volume: “Croci dipinte nelle Marche. Capolavori di arte e di spiritualità dal XIII al XVII secolo”

Qui si intende anche raccontare un fenomeno che, anche dal punto di vista artistico riflette la “pluralità” della regione con l’assenza di uno stile e di una scuola predominanti per estrinsecarsi in una molteplicità di visioni, iconografie e influssi che, per osmosi, sono derivati dai territori limitrofi.

Non solo, a partire dalla catalogazione e censimento delle varie opere  si è inteso arricchire il tesoro di conoscenze con altrettante utili informazioni sui luoghi ospitanti, senza, per questo, nascondere una finalità anche promozionale dei luoghi stessi.

Del resto, l’ultimo decennio ha visto mutare considerevolmente l’approccio del turismo secondo una logica piùslow, più attenta alla scoperta deipiccoli borghie dei loro tesori nascosti, più legata all’esperienza del territorio da “assaggiare” e “gustare” in tutte le sue molteplici e diversamente “golose” componenti.

In questo senso, gli stimoli dell’arte, della storia e della cultura si sono manifestati come ottimi spunti per un invito al viaggio per i turisti del terzo millennio, oltre che uno straordinario volano per lo sviluppo e la promozione di iniziative volte allavalorizzazione del territorio, dell’ambiente, delpaesaggioruraleeurbano.

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