La Commissione UE ha lanciato un appello per esortare le Parti della COP26 di Glasgow a rispettare gli impegni assunti nell’ambito dell’Accordo di Parigi, in particolare quelli finanziari per aiutare i Paesi più vulnerabili per le misure di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici, e quelli di riduzione delle emissioni di gas a effetto.
In vista dell’imminente inizio della Conferenza delle Parti (COP26) della Convenzione ONU sui Cambiamenti climatici (UNFCCC) di Glasgow (31 ottobre -12 novembre 2021), la Commissione UE ha rivolto il 28 ottobre 2021 un appello ai partner “Dall’ambizione all’azione – Agire insieme per il Pianeta”, con l’obiettivo esortare tutte le parti a rispettare gli impegni assunti nell’ambito dell’Accordo di Parigi.
“L’obiettivo della Commissione è quello di esortare tutte le Parti a rispettare gli impegni assunti nell’ambito dell’Accordo di Parigi e a ridurre le emissioni di gas a effetto serra – ha dichiarato la Presidente Ursula von der Leyen che parteciperà all’inaugurazione ufficiale della COP26 con il Vertice dei Capi di Stato e di Governo (1-2 novembre 2021) – Incoraggeremo inoltre i Paesi sviluppati a stanziare maggiori finanziamenti per il clima per raggiungere l’obiettivo di 100 miliardi di dollari concordato a cui l’UE contribuisce già per un valore di oltre 25 miliardi di dollari, e lavoreremo per mettere a punto il ‘Codice di Parigi’”.
Dal 2020 al 2025 i Paesi sviluppati si sono impegnati a stanziare 100 miliardi di l’anno di finanziamenti internazionali per il clima per aiutare i Paesi più vulnerabili e i Piccoli Stati insulari, soprattutto negli sforzi di mitigazione e adattamento. L’UE è il principale donatore, con un contributo superiore a un quarto dell’obiettivo, e la Presidente von der Leyen ha recentemente annunciato che l’UE metterà a disposizione ulteriori 4 miliardi di euro dal proprio bilancio fino al 2027. È necessario che anche gli altri partner intensifichino i propri sforzi per colmare l’attuale deficit, vicino ai 20 miliardi di dollari. I finanziamenti per il clima sono fondamentali per sostenere gli sforzi delle comunità vulnerabili che si ritrovano ad affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici e per promuovere un’economia pulita.
Nell’ambito dell’Accordo di Parigi, 195 paesi hanno presentato contributi determinati a livello nazionale (NDC) che illustrano i propri obiettivi individuali in materia di riduzione delle emissioni. L’insieme di tali contributi dovrebbe garantire che il riscaldamento globale si attesta a un livello inferiore a 2 °C e di avvicinare quanto più possibile il limite di 1,5 °C entro la fine del secolo. Tuttavia, la relazione di sintesi del Segretariato UNFCCC ha rilevato che gli NDC non sono sulla giusta traiettoria per conseguire l’obiettivo e anche l’Emissions Gap Report dell’UNEP di due giorni fa ha confermato che ci stiamo pericolosamente avvicinando alla soglia di +2,7 °C, con effetti estremamente dannosi che costituiscono una sfida impossibile da fronteggiare.
“Sarà fondamentale trarre vantaggio dalla scienza, dal sostegno popolare e dall’intensa pressione cui saremo sottoposti nelle due settimane per ottenere passi coraggiosi a favore dell’azione globale per il clima – ha dichiarato Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo responsabile per il Green Deal europeo, che guiderà la delegazione dell’UE ai negoziati della COP26 a cui parteciperà anche la Commissaria UE per l’Energia Kadri Simson – Solo se lavoreremo tutti insieme, preserveremo il futuro dell’umanità sul pianeta. Nelle ultime settimane ho collaborato con ogni continente per gettare le basi dei colloqui futuri sull’Accordo di Parigi, per accelerare la riduzione delle emissioni e garantire i finanziamenti per il clima di cui il mondo ha bisogno“.
In particolare, l’UE si adopererà per un’intesa che garantisca l’integrità ambientale dei mercati globali del carbonio e che introduca obblighi di monitoraggio e comunicazione delle emissioni. Un mercato internazionale del carbonio comporterebbe ulteriori investimenti nella transizione verde e ad una accelerazione nella riduzione delle emissioni, garantendo efficienza in termini di costi.
L’Unione europea è leader mondiale nell’azione climatica, in quanto è riuscita a ridurre le emissioni del 31% a partire dal 1990 registrando, nel contempo, una crescita della propria economia di oltre il 60%. Con il Green Deal europeo, ha puntato ancora più in alto per i propri obiettivi climatici, impegnandosi a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Tale obiettivo è diventato giuridicamente vincolante con l’adozione e l’entrata in vigore, nel luglio 2021, della Legge europea sul Clima che fissa inoltre un obiettivo intermedio di riduzione delle emissioni nette di gas ad effetto serra almeno del 55% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990. L’UE ha comunicato all’UNFCCC il suo obiettivo NDC di riduzione delle emissioni nel dicembre 2020 e per rendere concreti tali impegni ha presentato un Pacchetto di proposte legislative (Fit for 55) affinché le politiche dell’UE in materia di clima, energia, uso del suolo, trasporti e fiscalità siano in linea con l’obiettivo di riduzione netta di almeno il 55 % entro il 2030.
