19 Gennaio 2022
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Città 100% rinnovabili: ci sono anche Bolzano e Oristano

citta rinnovabili

di Carmela Marinucci

Il Rapporto “The World’s Renewable Energy Cities” diffuso il 27 febbraio 2018 da Carbon Disclosure Project (CDP), un’organizzazione no profit britannica che detiene il più grande database in merito a rischi connessi ai cambiamenti climatici, alla gestione delle acque, delle risorse naturali e che raccoglie le informazioni da oltre 570 città di tutto il mondo, rileva che sono oltre 100 le città in tutto il mondo che possono vantarsi di essere alimentate da rinnovabili per oltre il 70% del proprio consumo e più di 40 sono quelle che sono in grado di produrre elettricità al 100% da fonti fonti rinnovabili, tra cui le italiane Bolzano e Oristano.

Il capoluogo alto-atesino ricava la propria elettricità al 100% da fonti idroelettriche e ha già in atto un programma di generale riduzione delle proprie emissioni del 23% entro il 2020; mentre il capoluogo sardo ricava la propria energia da un mix di idroelettrico e solare .

Le città sono responsabili del 70% delle emissioni di CO2 legate all’energia – ha affermato Kyra Appleby, responsabile del Programma Città di CDP – Il loro potenziale per la costruzione di un’economia sostenibile è dunque immenso. I nostri dati mostrano che c’è molto impegno e grandi ambizioni, e ciò è certamente incoraggiante. Le città non solo vogliono passare alle energie rinnovabili, ma, cosa forse più importante, possono farlo. Invitiamo tutte le città a rivelarci i propri piani, a collaborare per raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi e dare priorità allo sviluppo di ambiziose strategie di approvvigionamento di energia rinnovabile. Ora è il momento di agire“.

Tra i principali città 100% rinnovabili nel mondo figurano:
– Burlington (USA), la più grande città del Vermont soddisfa il proprio intero fabbisogno energetico da eolico, solare, idroelettrico e biomasse, il tutto gestito da una utility locale su una rete proprietaria;

– Reykjavik, la capitale dell’Islanda è interamente alimentata da fonti idroelettriche e geotermiche, ed è inoltre impegnata in un percorso che vedrà la messa al bando dei combustibili fossili per i trasporti pubblici e privati entro il 2040, e ha quasi completato la transizione verso l’energia pulita per l’alimentazione e il riscaldamento domestico;

– Basilea (Svizzera) è alimentata al 100% da fonti rinnovabili, gestite dal proprio fornitore locale, per gran parte da idroelettrico, con un 10% di eolico, supportata da una chiara vision politica del Governo federale svizzero che nel maggio 2017 ha votato per eliminare gradualmente l’energia nucleare a favore delle energie rinnovabili.

Il numero dei centri urbani alimentati da fonti rinnovabili è in costante aumento: nel 2015 erano soltanto 42 le città che avevano raggiunto il 70% di alimentazione da fonti pulite. La lista include grandi centri come Auckland (Nuova Zelanda), Nairobi (Kenya), Oslo (Norvegia), Seattle (USA) e Vancouver (Canada).

Gran parte della spinta all’azione sul clima da parte delle città arriva dagli oltre 7.000 sindaci aderenti al Global Covenant of Mayors for Climate and Energy (Patto Globale dei Sindaci per il Clima e l’Energia) che si sono impegnati ad agire sui cambiamenti climatici.

Mostrando un mix eterogeneo di fonti energetiche, 275 città dichiarano di utilizzare energia idroelettrica, 189 l’eolico e 184 il solare. Altre 164 utilizzano biomasse e 65 fonti geotermiche.

Secondo il World Economic Forum, che ha dato vita all’iniziativa “Shaping the Future of Energy“, le rinnovabili non sovvenzionate hanno rappresentato nel 2017 la fonte di energia meno costosa in 30 Paesi, e questa tendenza è destinata a proseguire, come conferma l’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA) che in “Renewables Power Generation Costs in 2017“, il rilasciato lo scorso gennaio, prevede che entro il 2020 le tecnologie per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili saranno stabilmente più convenienti degli impianti alimentati da fonti fossili.

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