6 Ottobre 2022
Cambiamenti climatici

Carovana dei ghiacciai: al via la Campagna 2022

Prenderà il via il 17 agosto e si concluderà il 3 settembre la terza edizione della Campagna “Carovana dei Ghiacciai”, avviata da Legambiente, in collaborazione con il Comitato Glaciologico Italiano, per monitorare in 5 tappe (dalla Valle d’Aosta al Friuli-Venezia Giulia) lo stato di salute dei ghiacciai alpini minacciati dall’emergenza climatica.

Ghiacciai fragili e sempre più a rischio per effetto della crisi climatica. Siccità, ondate di calore senza precedenti, temperature record e assenza di neve: tutte facce della stessa inarrestabile emergenza che minaccia lo stato di salute del nostro arco alpino. Infatti, a causa del riscaldamento globale, i ghiacciai alpini si stanno riducendo ad un ritmo inimmaginabile anche dagli esperti, più di 200 sono già scomparsi da fine Ottocento, lasciando il posto a detriti e rocce.

Per monitorare lo stato di salute dei ghiacciai alpini minacciati dall’emergenza climatica, prenderà il via il 17 agosto e durerà fino al 3 settembre 2022 la terza edizione della Campagna “Carovana dei Ghiacciai”, avviata da Legambiente in collaborazione con il Comitato Glaciologico Italiano per monitorare lo stato di salute dei ghiacciai alpini minacciati dall’emergenza climatica.

Sono previste 5 tappe dalla Valle d’Aosta (17-19 agosto, Ghiacciai Miage e Pré de Bar) fino al Friuli-Venezia Giulia (1-3 settembre 2022, Ghiacciaio Montasio) percorrendo tutto l’arco alpino: i Ghiacciai del Monte Rosa (Valle d’Aosta-Piemonte, 20-22 agosto); il Ghiacciaio dei Forni (Lombardia, 23-26 agosto); il Ghiacciaio della Marmolada (Trentino-Veneto, 27-31 agosto).
Qui il Programma completo

A poco più di un mese dalla tragedia della Marmolada torniamo a richiamare l’attenzione sull’emergenza climatica, ormai inarrestabile, che compromette lo stato di salute di tutto il nostro arco alpino – ha sottolineato Giorgio Zampetti, direttore nazionale Legambiente Incendi, siccità, ondate di calore, eventi estremi sempre più frequenti, temperature record: non c’è più tempo per le nostre montagne, che ci lanciano un SOS forte e chiaro. Con la terza edizione di Carovana dei Ghiacciai vogliamo tornare a fornire dati ed elementi concreti per chiedere al governo italiano di spingere l’acceleratore per arrivare a emissioni di gas a effetto serra nette pari a zero nel 2040, in coerenza con l’Accordo di Parigi (COP 21), e di dotarsi di un piano di adattamento al clima per tutelare i territori e le comunità. A partire dalle aree più colpite, come le Alpi”.

In ogni tappa sono previsti monitoraggi, escursioni, conferenze stampa, momenti di arte e musica dedicati ai ghiacciai, per riflettere su un futuro sostenibile delle nostre montagne e del pianeta, spingendo decisori politici verso scelte lungimiranti e le persone verso stili di vita più sobri. Coinvolti nella “Carovana delle Alpi” ci sono testimonial d’eccezione come Enrico Camanni (scrittore, giornalista e alpinista), Steve Della Casa (critico cinematografico e direttore artistico), Tessa Gelisio (conduttrice televisiva, blogger e imprenditrice), Martin Mayes (musicista eclettico), Nives Meroi e Romano Benet (alpinisti) e Isabella Morlini (tre volte campionessa mondiale di racchette da neve).

Un viaggio di tre settimane per raccontare in tempo reale non di un futuro probabile, ma della crisi climatica che oggi viviamo, di cui la montagna è la sentinella principale – ha dichiarato Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e coordinatrice della campagna L’impensabile emorragia dei ghiacciai a cui assistiamo non è che una spia, infatti, di fenomeni che si stanno verificando su scala molto più vasta e che richiedono soluzioni coraggiose. La decisione di ritornare su molti dei ghiacciai visitati due anni fa non è casuale: abbiamo seri motivi per credere che la situazione sia peggiorata al di là di ogni razionale previsione”.

Nelle Alpi le temperature stanno crescendo a una velocità doppia rispetto alla media globale. L’atmosfera, soprattutto al di sopra dei 3.500 metri di quota, è in totale disequilibrio: si pensi che, a fine luglio, lo zero termico è stato registrato da MeteoSvizzera sulle Alpi svizzere a 5184 metri. Un dato senza precedenti. In aggiunta ci sono gli effetti dell’inverno 2021/2022, estremamente mite e siccitoso in tutto l’arco alpino italiano (in molte aree si è superata la soglia dei 100 giorni senza pioggia). Senza contare che, la neve al suolo, negli ultimi dieci anni ha subito un costante decremento lasciando sempre più spazio ad aride sterpaglie; in primavera l’innevamento è stato prossimo ai minimi storici tanto che, molti nivometri, già a maggio sono arrivati a zero. Effetti destinati a segnare sempre più profondamente gli ecosistemi delicati di montagna, con ripercussioni importanti anche in pianura.

I dati scientifici indicano che il riscaldamento climatico sta producendo effetti ambientali sempre più rapidi ed evidenti nelle Alpi – ha aggiunto Marco Giardino, vicepresidente del Comitato Glaciologico Italiano – A soli 2 anni di distanza dalla prima edizione della Carovana, potremo verificare direttamente gli impressionanti cambiamenti nel frattempo avvenuti su alcuni ghiacciai-campione; il confronto con i preziosi dati storici che il Comitato Glaciologico Italiano raccoglie dal 1914 nelle campagne glaciologiche annuali ci permetterà di comprendere le modalità del cambiamento e di valutare quali siano le possibilità di risposta, in termini di mitigazione e adattamento”.

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