Un Rapporto congiunto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) e della Fondazione Europea per il Miglioramento delle Condizioni di Vita e di Lavoro (Eurofound), basato sull’annuale sondaggio della Fondazione “Vivere e lavorare in UE”, rileva che i cittadini europei si sentono sempre più “surriscaldati e impreparati”, con il 20% che non ha adottato alcuna misura di protezione domestica (come schermature solari, ventilazione o assicurazioni contro eventi estremi) e con il 38% che dichiara di non potersi permettere economicamente di mantenere la propria casa fresca durante l’estate.
Gli europei sono molto preoccupati per il caldo estremo e per gli altri effetti dei cambiamenti climatici, come gli incendi boschivi. Tuttavia, molti cittadini non sono preparati ad affrontare la crescente frequenza e intensità di ondate di calore, inondazioni o carenze idriche nelle proprie abitazioni.
Sono i risultati di un’indagine analizzati nelRapporto“Overheated and underprepared: Europeans’ experience of living with climate change”, pubblicato il 4 febbraio 2026 dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) e dalla Fondazione Europea per il Miglioramento delle Condizioni di Vita e di Lavoro (Eurofound), che offreuna panoramica a livello europeo dell’attuazione percepita delle misure di resilienza climatica, sia quelle segnalate dai partecipanti all’indagine a livello familiare, sia le loro osservazioni sulle misure attuate dalle autorità.
Il Rapporto si basa su unsondaggio online“Vivere e lavorare in UE” condotto da Eurofound dal 1° aprile al 4 giugno 2025, che hacoinvolto oltre 27.000 intervistati provenienti dai 27 Paesi europei, e che includeva quest’anno un modulo speciale sulla transizione verde conuna serie di domande sugli impatti climatici percepiti in passato, sulle preoccupazioni per il futuro e sulle azioni di resilienza adottate a livello nazionale, nonché quelle di cui sono a conoscenza nel luogo in cui vivono.

“Il cambiamento climatico ha un impatto sulla vita di quattro cittadini dell’UE su cinque, ma solo un quarto di loro è dotato di strumenti adeguati per affrontarlo– ha dichiaratoIvailo Kalfin, Direttore esecutivo di Eurofound –Per i decisori politici e i ricercatori, questi risultati, basati su 27.200 risposte a un sondaggio in tutta Europa, forniscono una prospettiva fondamentale su come la preparazione al cambiamento climatico
Ne emerge che:
–Quattro intervistati su cinque hanno già subito almeno un impatto legato al clima(calore, inondazioni, incendi boschivi, scarsità d’acqua, vento, punture di zanzare/zecche) negli ultimi cinque anni. Oltre a ciò,oltre la metà degli intervistati si è detta molto o abbastanza preoccupata per le temperature estremamente elevate in futuroe si è sentitamolto o abbastanza preoccupata per gli incendi boschivi.
–Un intervistato su cinque non ha adottato alcuna delle misure domestichedi protezione dalle condizioni meteorologiche estreme elencate nel sondaggio (ombreggiatura,aria condizionata o ventilazione,protezione dalle inondazioni,raccolta dell’acqua piovana, assicurazione contro le condizioni meteorologiche estreme). Oltre il38% degli intervistati ha dichiarato di non potersi permettere di mantenere la propria casa adeguatamente fresca d’estate.
A livello regionale, il gruppo con lapercentuale più bassa di intervistati che hanno segnalato sia gli impatti climatici sia la presenza di misure di resilienzaelencate nel sondaggio proveniva dall’Europa settentrionale.
L’indagine ha anche chiesto ai partecipanti se fossero a conoscenza delle azioni di adattamento intraprese dalle autorità locali, rivelandoche alcuni degli impatti climatici segnalati hanno avuto effetti diversi su determinati gruppi a seconda del loro reddito. Ad esempio, unnumero quattro volte maggiore di intervistati appartenenti a famiglie con le risorse finanziarie più basse ha riscontrato problemi di accesso all’acqua potabile e pulita.

“I risultati dell’indagine evidenziano che garantire il benessere e la prosperità della società europea in un clima in rapido cambiamento richiede un’ampia attuazione di misure di prevenzione e preparazione agli impatti climatici– ha sottolineatoLeena Ylä-Mononen, Direttore esecutivo dell’AEA –Ciò significa anche che sarà necessario aumentare la preparazione delle famiglie ad affrontare gli impatti e garantire che le azioni intraprese a livello familiare siano accessibili e socialmente eque, per garantire che nessuno venga lasciato indietro”.
I risultati riflettono numerosi studi, tra cui la Valutazione Europea del Rischio Climatico (EUCRA), che evidenziano rischi climatici critici per la salute delle persone, l’ambiente edificato, le infrastrutture e gli ecosistemi in Europa. La gestione dei rischi climatici attuali e futuri è riconosciuta dalle politiche dell’UE come essenziale per il mantenimento della prosperità dell’Europa e della qualità della vita dei suoi residenti. Il lavoro è stato svolto in collaborazione con i partner dell’Osservatorio Europeo sul Clima e la Salute.
Sia l’indagineche l’analisi congiunta AEA-Eurofound offrono ai decisori politici un’istantanea preziosa dellapercezione degli intervistati sullo stato di resilienza dell’UE e sulla capacità dei suoi cittadini di affrontare i cambiamenti climatici e l’impatto che questi hanno sulla loro vita quotidiana. L’obiettivo è contribuire a indirizzare gli sforzi nell’ambito delle misure attuali e future di resilienza climatica e gestione del rischio, anche in vista dell’adozione da parte della Commissione UE di un “European Climate Resilience and Risk Management Integrated Framework”, anche alla luce delle Raccomandazioni della Corte dei Conti europea (ECA), previsto per la seconda metà del 2026 e per il quale è stata avviata una Consultazione pubblica(scadenza 23 febbraio 2026.
