18 Agosto 2022
Inquinamenti e bonifiche Territorio e paesaggio

Sostanze inquinanti: le 22 domande a cui occorre dare risposte

sostanze inquinanti 22 domande cui occorre dare risposte

Il degrado della qualità dell’ambiente e delle risorse naturali, la perdita di biodiversità, gli impatti sulla salute e i rischi per la sicurezza alimentare, sono alcuni degli effetti del rilascio nell’ambiente di sostanze chimiche originate dalle attività umane.

Quali sono i prodotti chimici più dannosi per l’ambiente?
In quali aree del Pianeta sono presenti più sostanze inquinanti?
Siamo in grado di individuare i contaminanti più difficili da identificare?

Come possiamo proteggere meglio la biodiversità e gli ecosistemi naturali? 

Sono queste alcune delle domande che la Society for Environmental Toxicology and Chemistry (SETAC) cerca di dare risposte attraverso il Global Horizon Scanning Project (GHSP) suddiviso in 6 diverse aree geografiche (Europa, Africa, Nord America, America, Asia e Australasia), una ricerca globale sugli impatti delle sostanze chimiche nell’ambiente, che può fungere da tabella di marcia per responsabili politici, legislatori, industrie e finanziatori, attraverso un approccio più coordinato nello studio e nella regolamentazione delle sostanze chimiche nell’ambiente..

Ne fa parte, lo Studio “Towards Sustainable Environmental Quality: Priority Research Questions for Europe” condotto da ricercatori di alcune Università europee e pubblicato il 20 luglio 2018 su Environmental Toxicology and Chemistry, che ha identificato le 22 domande più importanti a cui dare risposta per colmare le lacune scientifiche più urgenti nel prossimo decennio.

L’elenco include domande su quali prodotti chimici rappresentano la maggiore minaccia per le popolazioni e gli ecosistemi europei, dove sono i punti caldi dei principali contaminanti e come possiamo sviluppare metodi per proteggere l’ambiente.

La nostra ricerca ha messo in evidenza le priorità dellai ricerca scientifica internazionale e le nostre principali lacune in termini di conoscenza dei rischi e degli impatti delle sostanze chimiche – ha dichiarato uno dei principali autori dello studio, il Professor Alistair Boxall del Dipartimento Ambiente dell’Università di York (GB) – Lo studio si propone di aiutare a focalizzare lo sforzo scientifico sulle domande che realmente contano e informano le decisioni sul tipo di ricerca necessaria per aggiornare politiche e regolamenti”.

Secondo i ricercatori bisogna identificare gli ecosistemi con un maggiore rischio di degrado a causa dell’inquinamento chimico in Europa e definire quali sono le azioni da intraprendere per la conservazione della biodiversità. Perciò è necessario conoscere l’effetto potenziale degli inquinanti emergenti, che di solito derivano da prodotti farmaceutici o cosmetici e non sono regolamentati da alcuna legislazione specifica.

Un suggerimento chiave contenuto nel report è che gli effetti dannosi delle sostanze chimiche sulla salute umana e sull’ambiente dovrebbero essere considerati in combinazione con altri fattori di stress.

Considerare le sostanze chimiche isolate può portare a una valutazione semplicistica che non tiene conto della complessità del mondo reale – ha aggiunto Boxall – Ad esempio, un pesce non sarà esposto a una singola sostanza chimica, ma a centinaia se non a migliaia sostanze chimiche. Ci saranno anche altri impatti, come lo stress termico, ed è probabile che questi componenti interagiscano, influenzando negativamente la salute dell’ecosistema”.

Ecco di seguito le 22 domande individuate a cui occorre dare risposta, secondo gli autori, anche per conseguire gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU al 2030.
1. In che modo le interazioni tra i diversi fattori di stress che agiscono sui differenti livelli dell’organizzazione biologica possono essere considerate nella valutazione del rischio ambientale?

2. Come possiamo migliorare la valutazione del rischio dei fattori di stress ambientali per essere più predittivi attraverso l’aumento della complessità ambientale e delle scale spazio-temporali? 

3. Come possiamo definire, distinguere e quantificare gli effetti dei molteplici fattori di stress sugli ecosistemi?

4. Come possiamo sviluppare la modellistica meccanicistica per estrapolare gli effetti contrastanti tra i livelli dell’organizzazione biologica?

5. Come possiamo caratterizzare correttamente l’uso delle sostanze chimiche, le emissioni, il caso e l’esposizione  delle sostanze chimiche alle diverse scale spaziali e temporali? 

6.Quali sostanze chimiche sono i principali driver della tossicità delle miscele nell’ambiente? 

7. Quali sono le principali sfide ecologiche derivanti dai megatrend globali? 

8. Come possiamo sviluppare, valutare e selezionare le misure di mitigazione più efficaci per i prodotti chimici nell’ambiente? 

9. In che modo gli effetti subletali alterano l’idoneità individuale e si propagano ai diversi strati di popolazione e comunità? 

10. Biodiversità e servizi ecosistemici: cosa stiamo cercando di proteggere, dove, quando, perché e come? 

11. Quali approcci dovrebbero essere usati per dare la priorità ai composti per la valutazione e la gestione del rischio ambientale? 

12. In che modo è possibile utilizzare i dati di monitoraggio per determinare se gli attuali schemi normativi di valutazione del rischio sono efficaci per i contaminanti emergenti? 

13. Come possiamo migliorare i metodi “in silico” per la stima del caso e degli effetti ambientali? 

14. Come possiamo integrare la conoscenza evolutiva ed ecologica per meglio determinare la vulnerabilità di popolazioni e comunità a fattori di stress?

15. Come possiamo creare strategie ad alto rendimento per la previsione di effetti e processi rilevanti dal punto di vista ambientale? 

16. Come possiamo gestire, usare e condividere meglio i dati per sviluppare prodotti più sostenibili e più sicuri?

17. Quali interazioni non vengono catturate dai modelli attualmente accettati di tossicità delle miscele?

18. Come possiamo valutare il rischio ambientale dei fattori di stress emergenti e futuri? 

19. Come possiamo integrare la valutazione comparativa del rischio, l’analisi del ciclo di vita e l’analisi rischio-beneficio per identificare e progettare alternative più sostenibili? 

20. Come possiamo migliorare la comunicazione dei rischi alle diverse parti interessate?

21. Come rileviamo e caratterizziamo le sostanze difficili da misurare nell’ambiente?

22. Dove sono gli hotspot dei principali contaminanti in tutto il mondo? 

Mappa delle reti che indicano le interrelazioni fra le differenti domande prioritarie (fonte: SETAC)

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