2 Luglio 2022
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Rapporto UNESCO: disparità di genere nei ruoli creativi chiave

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Il Rapporto 2018 “Re-Shaping Cultural Policies” che monitora lo stato di implementazione della Convenzione sulla Protezione e Promozione delle Diversità delle Espressioni Culturali (2005), sottolinea che il conseguimento dell’obiettivo della parità di genere (OSS 5) è in ritardo nella dimensione culturale.

Durante la riunione a Parigi (dicembre 2017) della Commissione Intergovernativa della Convenzione sulla Protezione e Promozione della Diversità delle Espressioni Culturali (2005), la quale riconosce la diversità delle espressioni culturali e delle tradizioni culturali quali fattori fondamentali allo scambio di idee e valori fra le stesse culture e alla quale hanno aderito 145 Paesi, l’UNESCO ha diffuso il Rapporto 2018Re-Shaping Cultural Policies” (Ristrutturare le politiche culturali).

Il Report sottolinea la crescita e lo squilibrio nel commercio culturale e analizza le ineguaglianze che le donne devono affrontare per accedere alle posizioni decisionali nel settore culturale, le minacce alla libertà artistica e le sfide che impediscono alle società di beneficiare del contributo potenziale del settore allo sviluppo sostenibile.

La diversità rimane una battaglia, nel 2018 come nel 2005 – ha affermato nell’occasione Audrey Azoulay, Direttrice generale dell’UNESCO – La cultura non è una merce: porta valori e identità, offrendo indicatori su come sia possibile vivere insieme in un mondo globalizzato. Il nostro ruolo è di incoraggiare, interrogare, raccogliere dati, comprendere e stimolare i canali creativi, incoraggiare la mobilità degli artisti, stimolare un settore in rapida evoluzione nel nuovo ambiente digitale”.

Pur riconoscendo l’accresciuta integrazione della cultura nei piani e nelle politiche di sviluppo nazionali da parte dei Governi di tutto il mondo, in particolare di quelli del Sud del mondo, la Direttrice UNESCO ha chiesto azioni adeguate per affrontare l’importante deficit di finanziamento alla cultura.

Nonostante l’importanza consolidata dell’economia creativa come motore della crescita e dell’occupazione – ha osservato la Azoulay – la quota di aiuti allo sviluppo spesi per la cultura è oggi al suo livello più basso in oltre un decennio. Nel 2015, lo 0,22% del totale dell’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) è stato speso per la cultura, in calo del 45% rispetto al 2005“.

Il Rapporto, pubblicato con il sostegno del Governo svedese, monitora il modo in cui i Paesi di tutto il mondo stanno progettando politiche conformi alla Convenzione UNESCO, concentrandosi sull’implementazione di 4 obiettivi chiave:
sostenere sistemi di governance per la cultura;
favorire un flusso equilibrato di beni e servizi culturali e aumentare la mobilità di artisti e professionisti della cultura;
integrare la cultura nei quadri dello sviluppo sostenibile;
promuovere i diritti umani e le libertà fondamentali.

In particolare, il primo obiettivo contribuisce all’attuazione di alcuni degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (8. Lavoro dignitoso e crescita economica; 16. Pace, giustizia e istituzioni solide; 17. Partnership per gli obiettivi) di cui all’Agenda ONU 2030. Questa sfida viene affrontata nei capitoli iniziali della prima sezione del rapporto, dove vengono analizzate le politiche e le misure per promuovere la diversità delle espressioni culturali.

Nella seconda sezione si sottolinea che la mobilità degli artisti e di altri professionisti della cultura è fondamentale per mantenere un mondo variegato di idee, valori e visioni, nonché per la promozione di vivaci imprese culturali e creative.

Anche la terza sezione prende in esame i collegamenti tra alcuni obiettivi della Convenzione e quelli dello Sviluppo Sostenibile. Pur riconoscendo il ruolo della cultura nell’attuazione della Agenda ONU, la percentuale di aiuti allo sviluppo spesi per la cultura e le attività ricreative è oggi la più bassa da oltre dieci anni.

Infine, nella quarta parte si affronta l’attuazione dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 5 (Parità di genere) nella dimensione culturale. Le donne non sono solo gravemente sottorappresentate nei ruoli creativi chiave, ma hanno anche un minore accesso alle risorse e generalmente sono pagate molto meno rispetto agli uomini. La disparità non viene adeguatamente riconosciuta nell’ambito culturale, mentre dovrebbe essere individuata ed affrontata se si vuole raggiungere la diversità delle espressioni culturali.

La Convenzione non può essere attuata correttamente senza promuovere attivamente l’uguaglianza di genere tra i creatori e produttori di espressioni culturali, nonché tra i cittadini, in termini di accesso e partecipazione nella vita culturale.

Durante la presentazione del Rapporto è stato proiettato “Dede” della giovane regista Mariam Khatchvani, il film vincitore del Premio per la diversità culturale 2017 dell’Asia Pacific Screen Award (Brisbane) e del Premio speciale della Giuria all’International Film Festival 2017 di Karlovy Vary (Repubblica Ceca).

Pur con le scarsità di risorse finanziarie e nonostante le difficoltà correlate alla mancanza di infrastrutture dell’area, paesaggisticamente splendida della Svanezia (Georgia), dove il film è stato girato, la regista è riuscita ad offrire un’opera attraente anche antropologicamente, con la storia di una donna che, in un ambiente dove persistono abitudini obsolete e tutto ruota attorno all’onore familiare, non ha nessuna voce in capitolo, neanche sul destino dei propri figli.

 

In copertina: La fotografia “The Departure” (2016), utilizzata per il frontespizio del Rapporto UNESCO, della fotografa etiope Aida Muluneh fondatrice e direttrice dell’Addis Photo Festival, e vincitrice nel 2010 dell’International Award of Photography indetto dal Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia (CRAF) a Spilimbergo (Friuli – Venezia Giulia).

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