Cambiamenti climatici Circular economy Sostenibilità

QUID: un progetto di moda etica contro i cambiamenti climatici

Progetto QUID

Momentum for Change” è un’iniziativa del Segretariato della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) che premia alcune delle attività più innovative, pratiche, perseguibili e scalabili (Lighthouse Activities)) che mostrano quel che persone, aziende, governi e industrie stanno facendo per affrontare i cambiamenti climatici, su 5 tematiche: Iniziative femminili; Finanziamenti per investimenti climate friendlySoluzioni ICTSalute del pianetaNeutralità climatica.

Ogni anno, quindi, viene diffuso sulla pagina dedicata dell’UNFCCC il Rapporto sulle attività prescelte, che grazie all’utilizzo combinato di infografiche, animazioni, foto e video, rende i dati accessibili, evidenziandone i risultati.
Negli ultimi otto anni il report Momentum for change ha messo in luce le azioni per il clima di cittadini, organizzazioni, imprese, e governi, individuando le più interessanti e di successo – ha dichiarato Patricia Espinosa, Segretaria esecutiva dell’UNFCCC – Il Rapporto 2017 ha individuato 19 attività molto diverse tra loro, provenienti da ogni parte del mondo, accomunate da un unico denominatore comune: fare la differenza”.

Tra i progetti premiati c’è l’italiano “From Waste to Wow” di QUID, cooperativa sociale di Verona che ha deciso di puntare sulla moda sostenibile per contrastare i cambiamenti climatici e lottare contro le disuguaglianze di genere, fornendo posti di lavoro a donne svantaggiate, come le richiedenti asilo e le vittime della schiavitù, della prostituzione e della violenza domestica.
Il modello innovativo di QUID consente il recupero di una grande quantità di residui di tessuto, evitando così lo smaltimento nelle discariche, suscettibili di produrre un potente gas a effetto serra, metano – ha sottolineala Segretaria UNFCCC – Anche il consumo di energia associato allo smaltimento dei rifiuti è ridotto, con un effetto di abbattimento dei costi. Durante i primi quattro anni di attività QUID ha continuato a recuperare una quantità sempre crescente di tessuti, evitando le emissioni di gas a effetto serra che altrimenti avrebbero comportato. Più di 200.000 metri di tessuto sono stati recuperati nel 2016, riducendo le emissioni di CO2 di circa 18.000 tonnellate. Posseggo una delle loro camicie: la adoro”.

L’impresa principalmente femminile (85% dei dipendenti è donna) ricicla i rifiuti di tessuto di alta qualità delle aziende di moda per produrre e vendere collezioni di abbigliamento da designer per donne. Queste collezioni sono vendute attraverso partnership con aziende di moda che credono nei valori di QUID e dispongono delle collezioni QUID nei loro negozi. Con l’incremento della domanda e delle vendite è aumentata anche la produzione che ha permesso alla cooperativa di assumere un numero sempre maggiore di lavoratrici svantaggiate, contrastando la disoccupazione femminile, la diseguaglianza di genere e recuperando, al contempo, una quantità crescente di tessuti che sarebbe stata sprecata. Inoltre, il riciclaggio dei tessuti determina minor consumo di risorse ed energia.

Peraltro, l’impresa era stata già segnalata come green practice in “GreenItaly 2017”, l’annuale Rapporto di Fondazione Symbola Unioncamere,

Il piano a lungo termine di QUID – conclude il Report – è quello di sostenere la creazione di una “Franchising Sociale”, replicando il progetto in altre aree sia a livello nazionale che internazionale. QUID fornirà supporto e tutoraggio a queste nuove imprese, tra cui: la formazione, le risorse umane, la ricerca di partner for-profit e la creazione di una rete di partner sociali e sostenibili, ampliando così quelli che possono trarre vantaggio dai metodi di economia circolare sostenibile sviluppati da QUID”.

Il 2017 è stato uno degli anni più caldi mai registrati, con tempeste distruttive da record, ondate di calore e altri eventi estremi – ha sottolineato la Espinosa – Al contempo, le emissioni globali di gas serra hanno ripreso a salire dopo una breve pausa. Chiaramente, se vogliamo cambiare le cose, dobbiamo agire con maggiore urgenza per ridurre le emissioni e le nostre impronte di carbonio. Non domani. Non tra cinque anni. Oggi. I governi stanno lavorando insieme attraverso l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e l’Agenda di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite per affrontare questa enorme sfida. Ma affrontare i cambiamenti climatici non può essere solo un processo dall’alto verso il basso. Alla fine, ci vorranno cittadini, comunità, città, stati e imprese per trasformare le decisioni di alto livello in azioni reali ”.

Purtroppo il suo monito non ha trovato adeguato riscontro, viste le conclusioni degli ultimi Colloqui sul clima (link: (Bangkok, 4-9 settembre 2018) indetti straordinariamente dalla Espinosa per cercare di raggiungere un’intesa sulla stesura di Linee guida per l’implementazione dell’Accordo di Parigi, ma che hanno visto ancora molto distanti le posizioni dei vari gruppi di Paesi, mentre il tempo a disposizione per la loro adozione alla COP24 di Katowice in dicembre si è ulteriormente accorciato.

Articoli simili

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo accetti la memorizzazione e la gestione dei tuoi dati da questo sito web.