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Piattaforma Fosforo: recuperare la risorsa con l’economia circolare

La Piattaforma Italiana del Fosforo, promossa dal MATTM e gestita dall’ENEA, si pone l’obiettivo di raggiungere l’autosufficienza per questa risorsa che l’Italia importa interamente,facendo risparmiare 60 milioni di euro l’anno, oltre che ridurre l’inquinamento da nutrienti e generare occupazione nell’economia circolare.

Nel corso di un evento organizzato dalla Direzione generale per il rifiuti e l’inquinamento del MATTM e dall’ENEA, è stata presentata a Roma oggi (26 marzo 2019) la Piattaforma Italiana del Fosforo, promossa dal Ministero dell’Ambiente con l’obiettivo a lungo termine di raggiungere l’autosufficienza su questa materia prima strategica, definita critica dalla Commissione UE.

Il fosforo è una risorsa non rinnovabile, insostituibile per produzione alimentare, essenziale per l’agricoltura e direttamente correlate alla sicurezza alimentare, oltre che essere importante in una serie di altri usi industriali e tecnici.

Le risorse mondiali di fosfato sono limitate, e la continua pressione internazionale sulle materie prime e la produzione alimentare, il fabbisogno di fosforo è destinato a crescere. Al contempo, la dispersione di fosforo nell’ambiente provoca gravi impatti, essendo la sostanza che contribuisce maggiormente all’eutrofizzazione e alla perdita di qualità delle acque superficiali in gran parte d’Europa, mentre gran parte della sua popolazione assume circa il doppio del fosforo necessario per mantenersi in salute.

Questi problemi di sostenibilità del fosforo sono associati ad altre sfide, tra cui la gestione dell’azoto, il trattamento delle acque, i rifiuti alimentari, l’erosione del suolo, i contaminanti e la sicurezza alimentare. Migliorare l’efficienza nel trattamento del fosforo e il suo utilizzo nell’industria, nell’agricoltura, nell’allevamento, nella trasformazione e dieta alimentari e nello sviluppo di strategie per il riutilizzo, il recupero e il riciclaggio di tale risorsa può far risparmiare denaro, contribuire a ridurre l’inquinamento da nutrienti e generare occupazione nell’economia circolare.

L’Italia è quasi totalmente dipendente dall’importazione di fosforo: circa mezzo milione di tonnellate l’anno, per oltre 400 tonnellate importate dal Marocco che, peraltro, lo estrae nei giacimenti che si trovano nel Sahara occidentale, ex spagnolo ed occupato militarmente nel 1975, estromettendo il popolo Saharawi che è stato costretto a vivere nei campi profughi della contigua Algeria.

Alla recente Assemblea Ambiente delle Nazioni Unite (Nairobi, 11-15 marzo 2019) il Rapporto dell’International Resource Panel (IRP) sulle previsioni di utilizzo di risorse naturali, ha messo in guardia sull’attuale consumo che potrebbe compromettere la loro disponibilità in futuro.

L’iniziativa Piattaforma Italiana del Fosforo, promossa dal Ministero dell’Ambiente, segue un’analoga iniziativa in atto a livello UE dal 2013 (ESPP) si basa sui principi dell’economia circolare, quindi sulla chiusura del ciclo su tutta la catena del valore, dalla produzione primaria al recupero da fonti secondarie,  al fine di rendere il nostro Paese autosufficiente per tale risorsa, risparmiando, secondo calcoli del Ministero, 60 milioni di euro all’anno.

Recuperare il fosforo da fanghi civili, agroalimentari e reflui organici per destinarlo all’agricoltura è un ottimo esempio di economia circolare – ha spiegato il Ministro dell’Ambiente, Sergio CostaSignifica limitare le importazioni e portare a una graduale autonomia in questo ciclo, limitare lo sversamento nei corpi idrici e perfino dare un contributo nella lotta alle specie aliene, se pensiamo che nel mare Adriatico sono arrivate specie aliene legate all’eccesso di fosforo e all’aumento di temperatura del mare, come la ‘noce di mare’ che si nutre di larve di altri pesci e sta già mettendo a rischio molti stock ittici“.

La Piattaforma riunisce tutti gli stakeholder italiani attivi in tutte le fasi del ciclo di vita del fosforo e punta a individuare tecnologie, buone pratiche e strategie per la chiusura del ciclo del fosforo, fino all’elaborazione di un piano di sostenibilità a lungo termine.

La Piattaforma del Fosforo si articolerà in 4 gruppi di lavoro:
– connessione e coinvolgimento delle realtà italiane (imprese, associazioni, istituzioni);
-promozione ed organizzazione di eventi e seminari;
– individuazione di buone pratiche esistenti sul recupero del fosforo;
– elaborazione di proposte per rimuovere gli ostacoli normativi.

Il nostro Paese ha un tasso di riciclo a fine vita del fosforo pari a zero, con un trend dei costi in aumento a causa della diminuzione delle riserve, della scarsa efficienza nell’uso e della sua dispersione nell’ambiente – ha sottolineato a sua volta Federico Testa, Presidente dell’ENEA, Ente che è stato individuato come Gestore della Piattaforma – Per questo la Piattaforma che lanciamo oggi diventa cruciale per il recupero e il riciclo di una materia prima strategica in un’ottica di sostenibilità economica e ambientale”.

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