2 Luglio 2022
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Edifici abbandonati dello Stato: a 150 euro mensili per giovani artisti

Un lotto di 7 edifici abbandonati di proprietà dello Stato per altre finalità istituzionali e non trasferibili agli enti territoriali, saranno concessi o locati dagli enti gestori a cooperative ed associazioni di artisti per la realizzazione di centri di produzione artistica, musica, danza e teatro contemporanei.

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 41 del 18 febbraio 2019 il Decreto 18 dicembre 2018 del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC) recante “Modifiche al decreto 22 dicembre 2015 recante realizzazione dei centri di produzione artistica, musica, danza e teatro contemporanei”, che contiene in Allegato il nuovo elenco degli edifici abbandonati da riconvertire con appositi progetti architettonici, destinati ad ospitare studi di giovani artisti.

Un precedente Decreto (MiBACT del 22 dicembre 2015) aveva disciplinato le modalità di utilizzo degli edifici abbandonati di proprietà dello Stato per altre finalità istituzionali e non trasferibili agli enti territoriali, destinati ad ospitare studi di giovani artisti italiani e stranieri per la realizzazione di produzioni di arte, musica, danza e teatro contemporanei.

In Allegato era stato individuato un primo elenco di 10 edifici abbandonati  ma i relativi Bandi  per la loro assegnazione in concessione a cura degli Enti gestori erano slittati, anche perché a seguito delle verifiche effettuate sul territorio alcuni immobili erano risultati inidonei per “gravi problemi strutturali e di agibilità”.  Si è reso quindi necessario modificare l’Allegato, stralciando quelli non congrui con le finalità del progetto ed inserendone altri:
1) Vico Pisano (PI) – Palazzo Ducale – ex “Casello Idraulico”;
2) Livorno, “Torre di Calafuria”;
3) Firenze, “Villa Carducci Pandolfini” ;
4) Trieste, Fabbricato “TSB0448”, in via Bramante n. 5;
5) Trieste, Fabbricato “TSB0514”, in via Belpoggio n. 28;
6) Bari, Fabbricato “La Torretta”;
7) Ancona, “Rifugio Antiaereo” in Via delle Rupi.

Come è avvenuto per i fari abbandonati e per le stazioni ferroviarie, altri immobili saranno locati o concessi dall’ente gestore. Un questo caso il periodo non potrà essere inferiore a dieci anni ed il canone mensile simbolico non potrà superare i 150 euro, con oneri di manutenzione ordinaria a carico del locatario o concessionario, esclusivamente a cooperative di artisti ed associazioni di artisti, residenti nel territorio italiano.

Le proposte dovranno definire specifiche modalità di uso nonché la tipologia di produzione artistica compatibile con la natura del bene concesso in uso o locazione, anche in relazione ai piani urbanistici e di riqualificazione urbana del territorio in cui è sito l’immobile.

Saranno considerati prioritariamente i progetti che rispondono ai seguenti requisiti:
a) interdisciplinarietà tra diversi settori artistici;
b) disponibilità a condividere i locali concessi in uso con artisti provenienti da altri territori italiani e stranieri coinvolti nella realizzazione del medesimo progetto;
c) attuazione periodica di iniziative aperte al pubblico;
d) alternanza, nei locali concessi, di produzioni artistiche e dei relativi artisti;
e) relazione organica e costruttiva con il territorio di riferimento e con l’intera filiera artistico-culturale e creativa;
f) sostenibilità e fonti plurime di finanziamento, pubblico o privato;
g) promozione da parte di cooperative di artisti ed associazioni di residenti composte prevalentemente da artisti di età inferiore ai 35 anni;
h) raccordo con il tessuto culturale e le tradizioni culturali del territorio in cui è sito l’immobile, creando sinergie con gli enti locali e le associazioni culturali già attive nel contesto,
i) gestione eco-sostenibile dell’immobile.

Compatibilmente con la tipologia del bene immobile concesso inuso o locazione, e nel rispetto della normativa vigente in materia, i soggetti beneficiari possono prevedere, nell’ambito del progetto, la realizzazione, anche in forma gestionale indiretta, di servizi aggiuntivi, quali, ad esempio, servizi di ristorazione,  caffetteria, accoglienza, gestione di punti vendita di prodotti culturali, purché tali attività non abbiano carattere prevalente rispetto alla produzione artistica. È auspicabile, come previsto, che l’elenco si arricchisca di anno in anno, dal momento che le attività artistico-culturali in generale e le industrie creative in particolare, valgono 33,6 miliardi di euro di valore aggiunto per l’Italia, come ha testimoniato l’ultimo Rapporto di Unioncamere e Fondazione Symbola “Io sono cultura”.

I Bandi dovrebbero scaturire a giorni, dal momento che il Decreto prevede il termine  di “entro tre mesi” dall’emanazione dello stesso, salvo ulteriori slittamenti.

In copertina: “Torre di Calafuria” (Livorno) uno degli edifici abbandonati non più utilizzati dallo Stato, che verranno assegnati tramite bando a cooperative ed associazioni di artisti.

 

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