14 Agosto 2022
Circular economy Sostenibilità

Economia circolare: piace e convince sempre più gli italiani

Nel corso di EcoForum (Roma, 5-6 luglio 2022) la Conferenza nazionale dell’economia circolare, organizzata da Legambiente, Kyoto Club e Editoriale La Nuova Ecologia, sono stati presentati i dati del sondaggio sull’economia circolare effettuato da IPSOS su un campione di 1.000 italiani.

L’economia circolare piace e convince sempre più cittadini, informati, attenti al tema e consapevoli dei benefici ad essa connessi a partire dall’occupazione.

È quanto emerge dal sondaggio realizzato da IPSOS dal titolo “L’Italia e l’economia circolare” e presentato nel corso della prima giornata della IX edizione di EcoForum (Roma, 5-6 luglio 2022) la Conferenza nazionale dell’economia circolare, organizzata da Legambiente, Kyoto Club e Editoriale La Nuova Ecologia, con il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica (MiTE) e della Regione Lazio e in collaborazione con: Conai, Conou; Partner Principali; Assocarta, Contarina, Erion, Gruppo Fabbri, Gruppo Saviola, Itelyum, Lucart, Montello, Nespresso, NextChem, Novamont, Saint-Gobain Italia; Partner Sostenitori: Aamps Livorno, Alia Servizi Ambientali, Barricalla, Ecopneus, Ersu, Gruppo Esposito, Iterchimica, Mich,ReLife, Resolfin; Partner: Alea Ambiente, Ascit, Cermec, CIC, Cosmari, Cribis, Ecomondo, Nuova CPlastica, Sartori Ambiente.

Dal sondaggio, effettuato tra 8 e il 15 giugno 2022 ad un campione di 1.000 italiani, si evidenzia in particolare che in un contesto dominato da incertezze economiche, sanitarie e geopolitiche, quasi il 70% dei cittadini intervistati ritiene che lo sviluppo dell’economia circolare e l’energia da fonti rinnovabili possano contrastare l’aumento delle bollette. 

La percezione del posizionamento dell’Italia rispetto al resto dell’Europa relativamente alla circolarità delle produzioni è peggiorato, segno di un arretramento mediatico e forse di scoramento legato ad alcuni dibattiti specifici.

Non sorprende quindi che i termovalorizzatori siano considerati una soluzione idonea dal 45% degli italiani, anche se il 28% non ha un pensiero definito.

Analogamente cala la percezione della capillarità della raccolta dell’olio minerale in Italia, tale calo è dovuto alla contrazione di coloro che pensano che venga usato come combustibile.

Quasi un italiano su due (48%) si attende un aumento di green jobs, che offre una prospettiva nuova al settore, forse da accelerare perché percepita come non sufficientemente veloce.

I cittadini hanno poi le idee chiare anche su dove dovrebbero concentrarsi gli investimenti per aumentare la circolarità: i conoscitori (il 41%) mettono nelle prime 5 posizioni alcune azioni particolarmente drastiche come la chiusura di impianti a rischio e delle aziende inquinanti.

Il 71% delle persone concorda sul fatto che la ripresa post-pandemia è un momento unico per costruire società più resistenti agli shock futuri. In sintesi, Covid-19 ha insegnato che cambiare si può, specie se la società civile diventa più attenta, se la burocrazia aiuta e se ci sono risorse adeguate.

L’economia circolare è un settore cruciale per il Paese, in grado di creare investimenti, occupazione, economia sul territorio, e generare importanti benefici all’ambiente – ha dichiarato Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente – Per questo è fondamentale che l’Italia acceleri il passo in questa direzione iniziando da quelle opere che servono per farla decollare. Il primo cantiere da avviare riguarda quello della rete impiantistica su cui oggi si registra una forte disparità tra il nord, dove è concentrata la maggioranza degli impianti, e il centro sud dove sono carenti. Per avvicinarsi all’obiettivo rifiuti zero a smaltimento servono mille nuove impianti di riciclo per rendere autosufficiente ogni provincia italiana, coinvolgendo nella fase autorizzativa i cittadini, le attività produttive e le istituzioni locali attraverso una fase di dibattito pubblico. E poi bisogna lavorare al meglio sull’ottimizzazione dei sistemi di raccolta, sui progetti faro che servono al Paese, semplificando gli iter autorizzativi, e sull’innalzamento qualitativo dei controlli ambientali pubblici in tutto il Paese”.

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