Un’analisi condotta dall’Oxford Sustainable Finance Group prevede che l’UE con investimenti pari a 811 miliardi di euro: comprensivi di 299 miliardi di previsti già dal Green Deal europeo e di 512 miliardi di euro in energie rinnovabili e pompe di calore, sarebbe in grado al 2028 di affrancarsi dal gas russo, recuperando fino al 90% dell’investimento aggiuntivo, risparmiando sull’acquisto di gas. Anche l’Italia raggiungerebbe tale obiettivo “se aumentasse le sue ambizioni attualmente modeste per l’eolico onshore”.
Le tecnologie verdi impiegate dall’UE per la sostituzione del gas russo entro il 2028 farebbero recuperare fino al 90% dell’investimento aggiuntivo richiesto, oltre alla spesa attualmente prevista per il Green Deal europeo, recuperando sui risparmi per l’acquisto di gas.
La previsione è contenuta nelRapporto“The Race to Replace: the economics of using renewables to free Europe from Russian gas” pubblicato il 9 maggio 2023 dall’Oxford Sustainable Finance Group,parte dellaSmith School of Enterprise and the Environmentdell’Università di Oxford.
Come risposta all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, l’UE ha attuato misure di emergenza (RePowerEU) per eliminare la sua dipendenza dalla Russia come fonte di gas naturale entro il 2028. Il gas russo ha rappresentato circa la metà delle forniture di gas dell’UE nel 2021, mentre la sua quota è scesa al 12,9% a fine 2022.
La nuova analisi dell’Oxford Sustainable Finance Groupesamina il costo della sostituzione completa di questo gas per l’elettricità e il riscaldamento con fonti energetiche pulite,invece che rimpiazzare l’approvvigionamento, importando combustibili fossili provenienti da altri Paesi.
“La transizione dal gas russo all’energia pulita non solo è realizzabile, ma offre molteplici vantaggi– ha dichiaratoGireesh Shrimali, co-autore del Rapporto e responsabile della ricerca sulla finanza di transizione presso l’Oxford Sustainable Finance Group –La sostituzione del gas naturale con l’energia eolica e solare elimina la necessità di pagare per il gas in futuro. Eliminando la dipendenza dall’importazione di un combustibile fossile con prezzi e offerta volatili, l’UE può mitigare i problemi di sicurezza energetica, affrontare la crisi del costo della vita indotta dai costi energetici e portare avanti i propri obiettivi per raggiungere zero emissioni nette e affrontare la crisi climatica”.
Il Rapporto prevede unaspesa totale di 811 miliardi di euro per sostituire il gas russo con tecnologie verdi, comprensiva della spesa pianificata di299 miliardi di euro per l’energia pulita nell’ambito del Green Deal europeoe un investimento aggiuntivo di512 miliardi di euro in energie rinnovabili e pompe di calore.

Fino al 90% dell’investimento aggiuntivo richiesto “potrebbe essere recuperato nei prossimi trent’anni eliminando la necessità di acquistare gas“, afferma il rapporto, sebbene rilevi che sononecessari cambiamenti politici per consentire la transizione.
Secondo gli autori del Rapporto,i fondi pubblici e privati sono fondamentali per ottenere un miglioramento nella diffusione su larga scala di energie rinnovabili e pompe di calore. Inoltre ci vuole un sostegno politico mirato per gli investitorimigliorando le aste per energia solare ed eolicasu larga scala.
Oltre a rendere disponibili i finanziamenti, si sottolinea che i responsabili politici devono garantire che l’Europa disponga deilavoratori qualificatidi cui ha bisogno per installare e mantenere la tecnologia verde. Per cercare di colmare il significativo divario di competenze sono stati avviatidiversi partenariaticon l’industria per formare i lavoratori.
L’Europa deve anche occuparsi della sicurezza delle sue catene di approvvigionamento. Ad esempio, vi sono crescenti preoccupazioni che l’UE dipenda eccessivamente da paesi come la Cina per i materiali tecnologici rinnovabili, come il litio e le terre rare, lasciando il settore vulnerabile alle interruzioni di approvvigionamento. A tal fine, la Commissione UE ha adottato il Critical Raw Materials Actche propone delle azioni per garantire l’accesso dell’UE ad un approvvigionamento sicuro, diversificato, economicamente accessibile e sostenibile di materie prime critiche.
Infine, leprocedure di autorizzazionedevono essereacceleratee le suereti elettriche migliorateper far fronte al necessario aumento di energia verde. Molti progetti rinnovabili sono bloccati nei processi di autorizzazione, mentre altri sono limitati dalla scarsa capacità di rete.
L’analisi prende sinteticamente in esame la situazione dei 4 principali Paesi dell’UE (Germania, Francia,Italiae Spagna).
“L’Italia segue la Germania nella sua dipendenza dal gas russo, rappresentando oltre il 52% del consumo lordo totale prima della guerra– vi si legge –Ma l’Italia dirotta una quota minore al riscaldamento (41%) a favore dell’elettricità (16%). In combinazione con il suo mercato leader per le pompe di calore nell’UE, l’Italia prevede di sostituire il gas nel riscaldamento entro il 2028. L’Italia ha le maggiori potenzialità di risorse eoliche nel sud del Mediterraneo, una fortuna da sfruttare. Ciononostante, ci si aspetta che il gas russo per l’elettricità venga gradualmente eliminato entro il 2030, ma potrebbe esserlo prima al 2028 se il Paese aumentasse le sue ambizioni attualmente modeste per l’eolico onshore. In entrambe le varianti[Corsa di sostituzione a bassa o alta velocità], l’Italia sfrutta il 2% della superficie disponibile per la diffusione delle energie rinnovabili e l’1% delle potenziali risorse eoliche nel Mar Mediterraneo”.
