Il “Rapporto sulle condizioni di pericolosità da alluvione in Italia e indicatori di rischio associati” dell’ISPRA fornisce il quadro conoscitivo sulle condizioni di pericolosità e di rischio di alluvioni in Italia, ai diversi livelli amministrativi, e si innesta nel più ampio tema del dissesto idrogeologico, rispetto al quale le alluvioni costituiscono la componente più significativa in termini di estensione dei fenomeni di inondazione e di impatti che sono in grado di generare sul territorio.
Circa il 5,4% del territorio nazionale ricade in aree potenzialmente allagabili, secondo uno scenario di probabilità/pericolosità elevata e questa percentuale sale al 14% in caso di scenario di probabilità/pericolosità bassa. Nelle aree a pericolosità elevata risiede il 4,1% della popolazione nazionale e ricade il 7,8% dei beni culturali, valori che raggiungono rispettivamente il 20,6% e il 24,3% nelle aree potenzialmente allagabili con bassa probabilità. Il 7,4% dei comuni italiani ha almeno il 20% della superficie in area allagabile in caso di scenario di probabilità elevata.
È quanto emerge dalRapportosulle condizioni di pericolosità da alluvione in Italia e indicatori di rischio associatidell’ISPRAe presentato il 16 novembre 2021 nel corso di un evento instreaming, che fornisce un quadro aggiornato e unitario delle conoscenze riguardanti le condizioni di pericolosità da alluvione in Italia.
Dalle analisi presenti nel Rapporto, emerge che Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana e Calabria sono le regioni in cui le percentuali di territorio potenzialmente allagabile risultano superiori rispetto a quelle calcolate a scala nazionale. In particolare, per lo scenario di pericolosità elevata, laCalabriacon il 17,1% del territorio regionale e l’Emilia Romagnacon l’11,6%, sono le Regioni con le maggiori percentuali di territorio potenzialmente allagabile. In queste Regioni, la Provincia diCrotoneè quella conmaggiori percentuali di aree allagabili e popolazione esposta, mentreFerraraè la Provincia in cui lapopolazione espostaa rischio di alluvione,in caso di scenario di pericolosità media e bassa, è il 100% di quella residente. Percentuali simili (99,1%) si riscontrano nellaProvincia di Rovigoin Veneto nel caso discenario di bassa probabilità di alluvione.
InVeneto(21,2%) eLiguria(18,6%) si registrano le maggiori percentuali dibeni culturali esposti a rischio di alluvioniper lo scenario di pericolosità elevata, rispetto al totale di beni culturali presenti nei relativi territori regionali. La Provincia diVeneziaè in Veneto quella con ilmaggior numero in percentuale di beni culturali esposti a rischio di alluvione per tutti gli scenari di probabilità, con un minimo di oltre il 60% per lo scenario di probabilità elevata a un massimo di circa l’80% per quello di probabilità bassa. In Liguria è la Provincia diSavonaquella con maggiore percentuale di beni culturali esposti per tutti e tre gli scenari di pericolosità.

Nel più vasto ambito del dissesto idrogeologico,la gestione e la mitigazione del rischio di alluvioni sono senza dubbio le componenti più rilevanticonsiderata l’estensione dei territori soggetti a pericolosità da inondazione e per gli impatti che gli eventi alluvionali sono in grado di causare a beni e persone segnando, anche drammaticamente, il nostro Paese.
Partendo dal contesto normativo di riferimento europeo e nazionale e dagli adempimenti derivanti, nel Rapporto sono descritte le attività che nel corso di due sessenni (i cosiddetti “cicli di gestione”, previsti dallaDirettiva Alluvioni– Direttiva 2007/60/CE), per la revisione (prossima scadenza 22 dicembre 2021) deiPiani di gestione del rischio di alluvioni e dei relativi strumenti conoscitivi, le Autorità Competenti (Autorità di Bacino Distrettuali, Regioni, Province autonome, MiTE, ISPRA, DPC) hanno svolto e svolgono ai fini dell’implementazione della Direttiva, e i risultati che ne sono conseguiti. Oltre che alla scala nazionale, il quadro conoscitivo fornito nel Rapporto è dettagliato rispetto ai diversi livelli amministrativi e alla scala di Distretto Idrografico e di Unità di Gestione, gli ambiti territoriali di riferimento della pianificazione di bacino. Nell’Appendiceal Rapporto sono contenute le statistichea livello comunale:aree allagabili,popolazione,beni culturalieimpianti esposti.
