2 Dicembre 2021
Acqua Regioni Territorio e paesaggio

Alluvioni: in Italia ad elevata pericolosità il 5,4% del territorio

Il “Rapporto sulle condizioni di pericolosità da alluvione in Italia e indicatori di rischio associati” dell’ISPRA fornisce il quadro conoscitivo sulle condizioni di pericolosità e di rischio di alluvioni in Italia, ai diversi livelli amministrativi, e si innesta nel più ampio tema del dissesto idrogeologico, rispetto al quale le alluvioni costituiscono la componente più significativa in termini di estensione dei fenomeni di inondazione e di impatti che sono in grado di generare sul territorio.

Circa il 5,4% del territorio nazionale ricade in aree potenzialmente allagabili, secondo uno scenario di probabilità/pericolosità elevata e questa percentuale sale al 14% in caso di scenario di probabilità/pericolosità bassa. Nelle aree a pericolosità elevata risiede il 4,1% della popolazione nazionale e ricade il 7,8% dei beni culturali, valori che raggiungono rispettivamente il 20,6% e il 24,3% nelle aree potenzialmente allagabili con bassa probabilità. Il 7,4% dei comuni italiani ha almeno il 20% della superficie in area allagabile in caso di scenario di probabilità elevata.

È quanto emerge dal Rapporto sulle condizioni di pericolosità da alluvione in Italia e indicatori di rischio associati dell’ISPRA e presentato il 16 novembre 2021 nel corso di un evento in streaming, che fornisce un quadro aggiornato e unitario delle conoscenze riguardanti le condizioni di pericolosità da alluvione in Italia.

Dalle analisi presenti nel Rapporto, emerge che Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana e Calabria sono le regioni in cui le percentuali di territorio potenzialmente allagabile risultano superiori rispetto a quelle calcolate a scala nazionale. In particolare, per lo scenario di pericolosità elevata, la Calabria con il 17,1% del territorio regionale e l’Emilia Romagna con l’11,6%, sono le Regioni con le maggiori percentuali di territorio potenzialmente allagabile. In queste Regioni, la Provincia di Crotone è quella con maggiori percentuali di aree allagabili e popolazione esposta, mentre Ferrara è la Provincia in cui la popolazione esposta a rischio di alluvione, in caso di scenario di pericolosità media e bassa, è il 100% di quella residente. Percentuali simili (99,1%) si riscontrano nella Provincia di Rovigo in Veneto nel caso di scenario di bassa probabilità di alluvione.

In Veneto (21,2%) e Liguria (18,6%) si registrano le maggiori percentuali di beni culturali esposti a rischio di alluvioni per lo scenario di pericolosità elevata, rispetto al totale di beni culturali presenti nei relativi territori regionali. La Provincia di Venezia è in Veneto quella con il maggior numero in percentuale di beni culturali esposti a rischio di alluvione per tutti gli scenari di probabilità, con un minimo di oltre il 60% per lo scenario di probabilità elevata a un massimo di circa l’80% per quello di probabilità bassa. In Liguria è la Provincia di Savona quella con maggiore percentuale di beni culturali esposti per tutti e tre gli scenari di pericolosità.

Nel più vasto ambito del dissesto idrogeologico, la gestione e la mitigazione del rischio di alluvioni sono senza dubbio le componenti più rilevanti considerata l’estensione dei territori soggetti a pericolosità da inondazione e per gli impatti che gli eventi alluvionali sono in grado di causare a beni e persone segnando, anche drammaticamente, il nostro Paese.

Partendo dal contesto normativo di riferimento europeo e nazionale e dagli adempimenti derivanti, nel Rapporto sono descritte le attività che nel corso di due sessenni (i cosiddetti “cicli di gestione”, previsti dalla Direttiva Alluvioni – Direttiva 2007/60/CE),  per la revisione (prossima scadenza 22 dicembre 2021) dei Piani di gestione del rischio di alluvioni e dei relativi strumenti conoscitivi, le Autorità Competenti (Autorità di Bacino Distrettuali, Regioni, Province autonome, MiTE, ISPRA, DPC) hanno svolto e svolgono ai fini dell’implementazione della Direttiva, e i risultati che ne sono conseguiti. Oltre che alla scala nazionale, il quadro conoscitivo fornito nel Rapporto è dettagliato rispetto ai diversi livelli amministrativi e alla scala di Distretto Idrografico e di Unità di Gestione, gli ambiti territoriali di riferimento della pianificazione di bacino. Nell’Appendice al Rapporto sono contenute le statistiche a livello comunale: aree allagabili, popolazione, beni culturali e impianti esposti.

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