Un nuovo Studio coordinato dall’Istitutoper l’Ambiente Alpino-Eurac Research di Bolzano-Bozen, mettendo in relazione tra loro i dati di varietà di uva, aree di coltivazione e clima, riguardo a 1.085 regioni vinicole europee (DOP) e rendendoli navigabili all’interno di un’applicazione web, ha individuato quali aree soffriranno maggiormente per effetto dei cambiamenti climatici e quali sono le opzioni disponibili per rendere la viticoltura più resiliente al clima.
Nel corso dei secoli, i viticoltori europei hanno sviluppato una profonda conoscenza di uve, ambiente e tecniche che producono i vini di pregio. In molte regioni, questa conoscenza si riflette nel sistema delle DOP del vino, ma i cambiamenti climatici stanno mettendo alla prova questo “storico connubio”.
UnoStudio, coordinato dall’Istituto per l’Ambiente Alpino-Eurac Research di Bolzano-Bozene pubblicato sulla prestigiosaNature Communications, ha valutato lavulnerabilità ai cambiamenti climatici di 1085 DOP del vino in tutta Europa, al fine di indicare percorsi persviluppare resilienza climatica, utilizzando un insieme di indicatori biofisici e socioeconomici.
Lavulnerabilità di unaregione DOP(Denominazione di Origine Protetta) è un’indicazione della sua resilienza nei confronti dei cambiamenti climatici. Comprende vari fattori, tra cuil’esposizione ai cambiamenti climatici, lasensibilità ai suoi impattie lacapacità di adattarsi. È influenzata dallecondizioni sociali, economiche e ambientali, nonché dallaposizione geograficae dall’accesso alle risorse. Unavulnerabilità più elevata indica regioni che sono più suscettibili a subire effetti negativi dai cambiamenti climatici rispetto alle altre regioni DOP europee,mentre le regioni con una vulnerabilità inferiore sono relativamente più resilienti. La valutazione della vulnerabilità aiuta a identificare le regioni più a rischio, guidando gli sforzi permigliorare la resilienza e ridurre gli impatti negativi dei cambiamenti climatici.
“La conoscenza delle varietà di uva, dell’ambiente in cui queste crescono e delle tecniche di vinificazione ha prodotto grandi vini in Europa– ha dichiaratoSimon Tschool, Ricercatore post-Dottorato presso EU Reasearch e co-principale autore dello Studio –Tuttavia, i cambiamenti climatici pongono nuove sfide a questo storico connubio”.
Nel corso delle generazioni, le persone hanno imparato a ottenere il meglio dalle uve che crescono nelle condizioni climatiche della loro regione. Il sistema delle indicazioni geografiche, che per lungo tempo è stato la fortuna del marketing delle regioni vinicole europee, sta ora creando svantaggi per queste aree a causa dei rigorosi requisiti. I cambiamenti climatici richiedono un’adattabilità che è resa molto più difficile dalrigido sistema normativo, ad esempio nel caso in cui all’interno delle aree DOP possono essere coltivate solo determinate varietà di uva.
“Se, ad esempio, il regolamento prevede solo alcune varietà di uva per un’area designata– ha spiegato Tscholl –I viticoltori hanno poco spazio di manovra per adattarsi all’aumento delle temperature se allo stesso tempo mantenere la denominazione di origine protetta”.
Ma non tutte le aree DOP sono colpite allo stesso modo da questi cambiamenti: da qui nasce l’idea di aggiungere i dati climatici alla mappa creata nel 2022 da Eurac Research. Per il nuovo studio, i modelli climatici futuri sono stati sovrapposti a un totale di1.085 regioni vinicole. La loro vulnerabilità che può essere visualizzata sullaWinemap Climateè stata determinata in basea 3 indicatori:
– esposizione(exposure)ai cambiamenti climatici;
–sensibilità(sensitivity)di una regione, che dipende dalle restrizioni previste dallo standard della rispettiva DOP;
–capacità di adattamento(adaptive capacity)

I risultati dello Studio indicano che leregioni vinicole dell’Europa meridionale sono tra le più vulnerabili, conlivelli elevati riscontrati anche nell’Europa orientale. Lecarenze contestuali, come le risorse socio-economiche limitate, possono ulteriormente contribuire a una maggiore vulnerabilità. Costruire un settore vinicolo resiliente al clima richiederà diripensare il sistema IG consentendo all’innovazione di compensare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici.
“Anche gli aspetti sociali, naturali, finanziari e umani svolgono un ruolo importante– ha sottolineato Tscholl, convinto che “La viticoltura come la conosciamo oggi dovrà quindi cambiare”. Da un lato, il rapporto tra le varietà di uva si modificherà e, dall’altro, la vite si diffonderà come coltura permanente ad altitudini più elevate e geograficamente più vicine al Nord Europa.
In unostudio, pubblicato lo scorso marzo, un gruppo di ricercatori di varie università e istituti di Francia ha definito una mappa globale degli effetti dei cambiamenti climatici sulla produzione del vino alla fine del secolo,individuando i Paesi vincitori e quelli vinti, tra i quali l’Italia risulterebbe la più penalizzata.
Non è solo nella viticoltura che le denominazioni d’origine protetta sono messe a rischio dai cambiamenti climatici; ad esempio, il clima sempre più caldo e secco inSiciliasta minacciando la produzione di alcunevarietà di formaggiocome ilRagusano DOP, laVastedda della Valle del Belice DOPe ilPecorino DOP.
“Noi abbiamo deciso di analizzare gli effetti dei cambiamenti climatici sulle zone DOP della viticoltura, poiché il vino reagisce in modo molto sensibile ai cambiamenti climatici e la sua qualità dipende in modo particolare dalle condizioni climatiche– ha concluso Tscholl– Inoltre a questo riguardo è disponibile una gran quantità di informazioni, con dati dettagliati provenienti da tutta Europa”.
In copertina: Vigneti dell’Alto Adige – Südtirol (foto di Tiberio Sorbillo)
