Dall’annuale Rapporto di Althesys c’è la conferma che le Utility italiane dei servizi di pubblica utilità hanno visto aumentare nel 2019 gli investimenti (+10% sul 2018) dimostrando che possono giocare un ruolo cruciale nel rilancio del Paese. Assegnati i Premi Top Utility per le eccellenze del comparto in base alle analisi delle performance nelle varie categorie: Premio assoluto al Gruppo Iren.
Le utility italiane negli anni scorsi hanno investito nella direzione giusta: buona parte dei 7,2 miliardi impegnati nel 2019(+10%rispetto all’anno precedente) è rivolta a predisporre gli strumenti per resistere meglio a fenomeni di dimensione planetaria, come i cambiamenti climatici, la crisi sanitaria, i rischi digitali di sistema. In pratica hanno investito, per usare un termine di gran moda, sulla “resilienza”, oggi centrale, nel Piano nazionale recupero e resilienza (PNRR) che indirizzerà l’utilizzo delle risorse del Recovery Fund europeo.
È quanto emerge dallo Studio“Le performance delle utility italiane. Analisi delle 100 maggiori aziende dell’energia, dell’acqua, del gas e dei rifiuti”, giunto alla IX edizione, e presentato il 24 febbraio 2021 nel corso dell’evento in versione digitale “Le Utility per la rinascita dell’Italia. Investimenti, tecnologie e sostenibilità per il rilancio e la resilienza del sistema Italia”, evento organizzato daAlthesys,lasocietà professionale indipendente specializzata nella consulenza strategica e nello sviluppo di conoscenza, che opera con competenze di eccellenza nei settori chiave di ambiente, energia, infrastrutture e utility, nei quali assiste imprese e istituzioni, in collaborazione conUtilitalia, la Federazione che riunisce le aziende dei servizi pubblici dell’Acqua, dell’Ambiente, dell’Energia Elettrica e del Gas.
“Il settore dei servizi pubblici mostra, anche in questo momento di crisi, alcuni chiari segnali di trasformazione– ha affermato l’economista Alessandro Marangoni, CEO di Althesys e a capo del team di ricerca – Il più importante è legato all’impegno delle imprese verso gli obiettivi della sostenibilità, il secondo punta allo sviluppo delle infrastrutture e alla digitalizzazione che concorrono all’aumento della resilienza del sistema. In un quadro che è ancora disomogeneo, le utility italiane si confermano elemento portante del sistema economico e giocano un ruolo cruciale nel rilancio dell’Italia”.
Ritratto di un settore ancora frammentato, nel quale spiccano i leader
Con oltre 102 miliardi di ricavi, pari al 6% del PIL italiano 2019, e più di 153.000 addetti, leTop 100 si confermano realtà di grande rilevanza sia economica che sociale; resta peròimmutato il quadro di forte frammentazione, nel quale le grandi multiutility con ricavi superiori al miliardo sono solo il 12% del totale, mentre più della metà delle imprese (il 54%) è costituito da monoutility con meno di 100 milioni di fatturato. Lo studio indica che le principali utility sono in prevalenza concapitale interamente pubblico (62%) o capitale misto (25%); poche le quotate (9%) e ancora meno quelle private (4%). LeTop 100coprono la metà dell’energia elettrica generata in Italia(51,6%) e quasitre quarti delle vendite finali(73,6%), oltre al36,7% dei volumi di gas distribuitie il57,4% di quelli venduti; infine, il61,8% dell’acqua distribuitae il36,7% dei rifiuti urbani raccolti.
Economics & investimenti, vincono le multiutility
Il 2019 ha evidenziato dati sostanzialmente stabili in termini difatturato aggregato, ma variati per settore: ilcomparto delle monoutility elettriche segna un calo del 3,6%rispetto all’anno prima per la flessione dei prezzi nei mercati energetici.
Buone, invece, le performance degli altri settori: in particolare, lemultiutility mettono a segno un aumento del 10%, mentre le aziende attive nell’idricocrescono del 6,3%. Anche il settore del waste management chiude il 2019 con un aumento del valore della produzione(+3,3%). L’analisi nel tempo della redditività mostra unsettore idrico in lieve aumento(+1,3%), mentre sonoin calo multiutility e rifiuti, rispettivamente del -4% e -2,3%.
Capitolo investimenti
Le risorse impiegate in impianti, reti ed attrezzature hanno raggiunto i 7,2 miliardi, (+10% a perimetro omogeneo sul 2018). Questo valore corrisponde allo0,4% del PIL italiano del 2019e al2,2% degli investimenti fissi lordi. Con oltre 3 miliardi di euro, quelli nel settore elettrico sono sempre la quota principale(42,2%), anche se in calo del 2% sul 2018.
Cresce il peso dellemultiutility, che nel 2019 hanno investito oltre 2,7 miliardi(+23,3% sul 2018).
Le monoutility idriche hanno investito più di 1,2 miliardi (+23,4%), mentre ilgas si è attestato su livelli analoghi ai precedenti(91,1 milioni, +1,4%).Forte calo per il settore dei rifiuti(-33,8%).
Ricerca: si spende in resilienza e sicurezza
L’innovazione e la ricerca si confermano strategiche per le utility. Sebbene l’incidenza sul fatturato
sia ancora limitata, la quasi totalità (95%) delle imprese dichiara di svolgereattività di ricerca. Oltre 138 i milioni investiti in ricerca, dedicati primariamente alle aree dell’Information Technologye dellasostenibilità. In particolare, lasicurezza informaticasta rapidamente diventando una delle preoccupazioni più pressanti per le utility: negli ultimi tre anni, le Top100 hanno subitooltre 260 attacchi, e i trend di digitalizzazione aumenteranno l’esposizione. In futuro, gli investimenti in quest’area saranno in aumento per la larga maggioranza delle utility (86,5%) mentre solo un 10% circa ritiene che rimarranno stabili.
Sostenibilità, utility sempre più attente ai rischi del clima che cambia
La crescita di eventi climatici estremi costringe le utility a sviluppare adeguate capacità per fronteggiarli. Il 73% delle società analizzate dichiara che ilbudget dedicato alla resilienza aumenterà nei prossimi anni, mentre per il 23% rimarrà stabile.
I principali fattori di rischio riconducibili ai cambiamenti climatici sono soprattutto leprecipitazioni intense(15,19%), lealluvioni(13,92%) e itemporali(12,02%), seguiti dasiccità(11,39%),ondate di calore(7,59%) efrane(6,69%).
La resilienza è stata inserita nei piani di sviluppo dalla totalità dellesocietà elettriche(il 57% delle quali ha segnalato un aumento della frequenza dei fenomeni ad alto rischio) e dal 71% delle altre.
Progetti finalizzati ad incrementare la resilienza sono operativi per il 21,4% delle Top 100, in corso di realizzazione per il 33,3% e programmati per il 28,6%. L’attenzione alla sostenibilità trova conferma anche nelrapporto di sostenibilità, principale strumento di rendicontazione non finanziaria,prodotto dal 53% delle Top 100 nel 2019.
Servizi e soddisfazione dei clienti
La qualità dei servizi si mantiene piuttosto stabile; il settore idrico e quello deiservizi ambientali, caratterizzati negli ultimi anni da continui miglioramenti, confermano i buoni risultati finora ottenuti, peròsenza consistenti nuovi progressi, anche se ladepurazione rimane l’anello debole della catena idrica, perfino per le Top 100.Calaancora, sebbene di poco, lapercentuale di utenti collegata ai depuratori(l’83% contro l’85% del 2018).
Situazione sostanzialmente stabile per le monoutility del gas, che incrementano l’efficienza, a fronte però di meno controlli sulla rete, così come nella gestione rifiuti.Lievi arretramenti, invece, per le società dell’energia elettrica.
Emerge un complessivo miglioramento nei rapporti con i clienti e con gli altri stakeholder locali con lacrescita dell’indice disoddisfazione dei clienti(ICS), che passa dal 85,3 registrato nella scorsa edizione all’86,8.
Risorse umane e inclusione
Le risorse umane sono un fattore chiave per le utility e la formazione continua ad avere un ruolo di rilievo: in media, l’86% dei dipendenti delle Top 100 è soggetto a formazione, contro una media nazionale del settore utility del 37,6%.
Diversità e inclusione stanno poi diventando sempre più rilevanti anche per le imprese di servizi. Il 17% delle aziende ha promosso politiche su questi temi e il 23% ha preso un impegno pubblico circa il rispetto degli obiettivi ONU per lo sviluppo sostenibile o i principi del Global Compact.
“Investimenti, sostenibilità e resilienza sono i tre assi portanti sui quali si sta muovendo il mondo delle utilities– ha commentato la Presidente di Utilitalia,Michaela Castelli – Lo studio evidenzia come quanto più le imprese sono qualificate e orientate a un approccio industriale, tanto più crescono gli standard di qualità dei servizi offerti ai cittadini. Grazie a un importante piano di investimenti su cui le nostre aziende si sono già impegnate e con l’auspicabile sostegno del Recovery fund, il contributo delle utility alla ripresa del Paese in chiave sostenibile può diventare decisivo”.
Nel corso della giornata sono stati anche assegnati i Premi Top Utility, iniziativa promossa quest’anno da Althesys in collaborazione con Amazon Web Service,RSE, Utilitalia.
Lamigliore utility italiana, secondo l’insieme dei parametri adottati dal team di ricerca Top Utility (economico-finanziari,ambientali,comunicazione,customer careericerca&sviluppo) è il Gruppo IREN, che si aggiudica ilpremio Top Utility assoluto.
Della cinquina facevano parte ancheA2A,Acque SpA,Gruppo CAP,MM.
Prima per AWS-Sostenibilità è la pesarese Marche Multiservizi (in lizza conAcea,Gruppo CAP,Enel,Estra); per la Comunicazione si è distinta la modenese AIMAG (A2A,Gruppo CAP,Gruppo Herae Veritas); perRSE Ricerca e Innovazioneha vinto il Gruppo CAP (conAcea,Aimag,Enel eMM).
Nella categoria Consumatori e Territorio il riconoscimento è andato alla toscana Acque Spa (in lizza anche Gruppo Hera,Iren,MMePubliacqua); per le Performance Operative alla trevigiana Contarina (conA2A,Ambiente Servizi,Gruppo CAPeSilea); per la CategoriaDiversityha vinto il Gruppo Hera (conAcea,Gruppo CAP,EneleMarche Multiservizi); infine, quest’anno ha fatto ritorno la categoria Sud, per la quale è stata premiata la campana GoridelGruppo Acea, in gara conAcquedotto Pugliese,AMAP,AMGAS Bari,AMIU Puglia.
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