Mari e oceani

Stato degli Oceani 2025: ogni parte è minacciata dalla triplice crisi

La IX edizione del Copernicus Ocean State Report dell’UE evidenzia che il riscaldamento degli oceani sta accelerando, le zone particolarmente ricche di biodiversità marina sono sempre più a rischio e l’acidificazione avanza rapidamente. L’inquinamento da plastica ora colpisce tutti i bacini oceanici, mentre le specie in pericolo e le barriere coralline sono sottoposte a minacce critiche. 

Ogni parte degli oceani è ora minacciata dalla triplice crisi dei cambiamenti climatici, dalla perdita di biodiversità e dall’inquinamento.

L’avvertimento è contenuto nel9° RapportosulloStato degli Oceani (OSR) pubblicato il 30 settembre 2025 dalServizio di monitoraggio dell’ambiente marino diCopernicus, il sistema di osservazione della Terra dell’UE, che fornisce dati vitali su come icambiamenti negli oceani influenzino gli ecosistemi, la sicurezza alimentare, le economie, le comunità costiere e la regolamentazione globale del clima.

L’OSR è una collaborazione scientifica annuale che coinvolge oltre 100 esperti provenienti da Europa e da tutto il mondo ed è redatto dalCopernicus Marine Service. 

“Quale proprietaria di Copernicus, il sistema di osservazione della Terra più unico al mondo, l’UE è in grado di monitorare lo stato dell’ambiente terrestre e dei suoi sottosistemi– ha affermatoAndrius Kubilius, Commissario per la Difesa e lo spazio –L’infrastruttura e i servizi Copernicus costituiscono una capacità di livello mondiale che consente all’Unione di svolgere un ruolo guida nell’osservazione e nella previsione dei diversi parametri dello stato degli oceani. La Commissione è impegnata a favore della continuità e dell’evoluzione di Copernicus e a garantire che la capacità di osservazione della Terra in Europa sia onnicomprensiva, riunendo attori e capacità pubblici e privati. L’economia spaziale consiste nel liberare il potere dei sistemi e dei servizi spaziali per offrire soluzioni in diverse politiche e settori di mercato“.

Utilizzando dati basati sull’osservazione(telerilevamento, in situ) esulla rianalisi oceanica, l’OSR fornisce un’analisi completa a 4 dimensioni (latitudine, longitudine, profondità e tempo) dell’Oceano Blu,VerdeeBianco[ndr:si riferisce ai significati diversi dei colori associati al mare: blu per la profondità e la trasparenza dell’acqua; verde per le fioriture di fitoplancton che prosperano nelle acque;  bianco per le schiume delle onde, la neve marina o il ghiaccio]. fungendo da riferimento e fornendo un cruscotto di monitoraggio oceanico unico per la comunità scientifica.

L’OSR 9 fornisce informazioni sui cambiamenti e le variazioni dell’oceano negli ultimi decenni, con particolare attenzione agli eventi estremi del 2023 e del 2024. La pubblicazione di quest’anno esplora lanatura profondamente interconnessa degli impatti dei cambiamenti oceanici con i cambiamenti negli ecosistemi marini, nella società umana, nella cultura e nell’economia.   

I risultati mostrano che ilriscaldamento degli oceani sta accelerando, ipunti caldi della biodiversità marina sono a rischio crescentee l’acidificazione sta avanzando rapidamente. L’inquinamento da plastica ora colpisce tutti i bacini oceanici, mentrele specie in via di estinzione e le barriere coralline affrontano minacce critiche.

Questa visualizzazione globale dei dati evidenzia le diffuse pressioni sugli oceani, dimostrando che l’innalzamento del livello del mare, il riscaldamento, l’acidificazione e i rifiuti di plastica hanno effetti su tutti i bacini oceanici. Fonte: Unione Europea, Copernicus Marine Service

I principali risultati della relazione di quest’anno includono:
–Riscaldamento senza precedenti. Nella primavera del 2024, il mare globale ha raggiunto una temperatura record di 21 °C, con importanti impatti sull’ecosistema terrestre.

–Ondate di calore marine. Nel 2023 e nel 2024 le temperature oceaniche hanno superato i precedenti record di oltre 0,25 °C, con ripercussioni sugli ecosistemi, sulla pesca e sulle economie costiere.

–Innalzamento dei mari. Il livello del mare è aumentato di 228 millimetri tra il 1901 e il 2024, minacciando 200 milioni di europei che vivono nelle zone costiere e mettendo a rischio i siti del patrimonio mondiale dell’UNESCO.

–Specie invasive. Durante l’ondata di caldo del Mediterraneo del 2023, le acque più calde hanno aumentato le specie invasive come i granchi blu dell’Atlantico (Callinectes sapidus) e i lombrichi barbuti (Hermodice carunculata), portando la pesca locale sull’orlo del collasso.

–Ghiaccio marino in declino. Tra dicembre 2024 e marzo 2025, il ghiaccio del Mar Artico ha registrato quattro minimi consecutivi di tutti i tempi, perdendo un’area quasi il doppio delle dimensioni del Portogallo.

Attraverso il suo sistema Copernicus, l’UE sta intensificando l’azione fornendo dati affidabili per monitorare la salute degli oceani esostenere misure che proteggano la biodiversità, riducano l’inquinamento e rafforzino la resilienza ai cambiamenti climatici.

“Le conclusioni dell’Ocean State Report rivelano una diagnosi difficile ma essenziale del nostro oceano– ha sottolineatoCostas Kadis, Commissario per la Pesca e gli oceani –Conferma che la triplice crisi planetaria non è una minaccia futura, ma una realtà presente nei nostri bacini. Ciò significa anche che abbiamo fatto i primi passi necessari, poiché i dati sono alla base di un’azione efficace. In linea con l’iniziativa di osservazione degli oceani del patto per gli oceani, stiamo sfruttando il potere del gemello digitale europeo dell’oceano, basato su risorse di conoscenza marina come Copernicus Marine ed EMODnet, per trasformare i dati in prevedibilità, consentendoci di passare dall’osservazione alla soluzione. Ora possiamo simulare la diffusione delle specie invasive, prevedere l’impatto delle ondate di calore sugli stock ittici e testare l’efficacia delle AMP prima di implementarle. Questi strumenti sono fondamentali per un’economia blu resiliente e sostenibile. L’oceano ci sta mandando un chiaro segnale; Ora siamo meglio attrezzati per rispondere“.

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