23 Settembre 2021
Energia Fonti rinnovabili

I posti di lavoro nelle energie rinnovabili continuano a crescere

La revisione annuale di IRENA sui posti di lavoro creati dalle fonti energetiche rinnovabili conferma il trend di crescita a lungo termine, ma potrebbero essere molti di più se venisse adottato un quadro politico globale per una decisa transizione energetica che la pandemia di COVID ha dimostrato essere ineludibile.

Secondo i dati dell’ultimo Renewable Energy and Jobs. Annual Review”, diffuso il 29 settembre 2020 dall’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili (IRENA), l’energia rinnovabile continua ad apportare benefici socio-economici creando numerosi posti di lavoro in tutto il mondo.

Nel 2019 i posti di lavoro del settore hanno raggiunto a livello globale 11,5 milioni, dei quali 3,8 milioni, ovvero un terzo del totale, nel solare fotovoltaico.

L’adozione delle energie rinnovabili crea posti di lavoro e aumenta i redditi locali sia nei mercati energetici sviluppati che in quelli in via di sviluppo – ha affermato il Direttore generale di IRENA, Francesco La Camera Mentre oggi in cima troviamo una manciata di Paesi, ogni Paese può sfruttare il proprio potenziale rinnovabile, catturando le opportunità locali per lo sviluppo industriale e formare i propri lavoratori“.

L’anno scorso, il 63% di tutti i posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili è registrato in Asia, confermando lo status della regione come leader di mercato.
Dopo i posti di lavoro del solare fotovoltaico, vengono quelli dei biocarburanti che sono arrivati a 2,5 milioni. Molti di questi posti di lavoro si trovano nella filiera agricola, in particolare in Paesi come Brasile, Colombia, Malaysia, Filippine e Thailandia, con operazioni ad alta intensità di manodopera. Altri grandi datori di lavoro nel settore delle energie rinnovabili sono gli impianti idroelettrici e quelli eolici, rispettivamente con quasi 2 milioni e 1,2 milioni di posti di lavoro.

Inoltre, dal Rapporto emerge che i lavori nel settore delle energie rinnovabili dimostrano una maggiore inclusione e un migliore equilibri di genere rispetto al settore dei combustibili fossili: le donne hanno occupato nel 2019 il 32% del totale dei posti di lavoro nelle energie rinnovabili, contro il 21% nei settori dei combustibili fossili.

Sebbene le stime precise rimangano tuttora scarse e i numeri assoluti siano ancora piccoli, le energie rinnovabili off-grid stanno facendo crescere i livelli occupazionali, trainati dalla tecnologia solare. L’energia rinnovabile decentralizzata può anche stimolare usi produttivi nelle aree rurali. Questo effetto moltiplicatore di posti di lavoro può essere colto nell’agricoltura e nella trasformazione alimentare, nella sanità, nelle comunicazioni e nel commercio locale.

Per sostenere l’espansione dell’occupazione nelle energie rinnovabili, sono determinanti politiche globali, guidate da misure di istruzione e formazione, interventi sul mercato del lavoro e politiche industriali che supportino lo sfruttamento delle capacità locali.

La revisione di questa edizione 2020 evidenzia alcune promettenti iniziative a sostegno dell’istruzione e della formazione dei lavoratori. Tali sforzi ruotano intorno alla formazione professionale, alla creazione di programmi di studio, alla formazione degli insegnanti, all’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, alla promozione di partenariati pubblici-privati ​​innovativi e al reclutamento di gruppi sottorappresentati come le donne.

I responsabili politici, sottolinea IRENA, devono anche dare la priorità alla riqualificazione per i lavoratori del settore dei combustibili fossili che hanno perso o rischiano di perdere i propri mezzi di sussistenza. Molti di loro hanno notevoli capacità e competenze per contribuire a implementare un’industria energetica pulita e riorientata.

Il mondo ha visto una crescita incoraggiante dei posti di lavoro nelle energie rinnovabili, ma potrebbero essere molti di più se venisse adottato un quadro politico globale che guidi la transizione energetica. L’importanza di una simile spinta non è mai stata così chiara come in questo momento epocale. Anche se il mondo sta ancora affrontando la pandemia di COVID-19, all’umanità viene rammentato quasi giornalmente quel che il futuro riserverà se non riusciamo ad affrontare gli impatti crescenti dei cambiamenti climatici.

La necessità di tracciare una rotta diversa è innegabile, sottolinea IRENA, così come sono evidenti i benefici che possono derivarne. Il RapportoAgenda per il recupero post-COVID” che l’Agenzia ha pubblicato lo scorso giugno, offre  consigli pratici sugli investimenti chiave e sulle decisioni politiche per una ripresa veloce post-pandemia. In particolare, gli investimenti verdi nella transizione energetica possono far crescere il PIL e i posti di lavoro potrebbero arrivare fino a 5,5 milioni di posti di lavoro in più nei prossimi tre anni rispetto a un approccio business-as-usual. Ogni milione di dollari investito nelle energie rinnovabili o nella flessibilità energetica creerebbe almeno 25 posti di lavoro, mentre ogni milione investito in efficienza ne creerebbe altri 10.

Tale iniziativa consentirebbe inoltre al mondo di rimanere sulla buona strada per la creazione dei 42 milioni di posti di lavoro nelle energie rinnovabili che il primo Global Renewables Outolook di IRENA prevede per il 2050.

 

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