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Forum internazionale PolieCo: stare al passo con l’Europa per attuare la transizione green

Necessario un cambio di paradigma che punti su innovazione, prodotti facilmente riciclabili a fine vita, raccolta dei rifiuti basata sulla qualità, riduzione degli scarti e maggiori controlli della filiera della gestione dei rifiuti.

Conclusa laXVII edizionedelForum Internazionale Polieco sull’Economia dei Rifiuti(Napoli: 26 e 27 settembre), l’ormai tradizionale appuntamento autunnale che il Consorzio Nazionale per il riciclaggio di rifiuti di beni in polietilene appronta come due-giorni dialta formazione,informazioneeconfrontosullatutela dell’ambientee sull’economia circolarea partire dalle problematiche e dalle prospettive del settore delriciclo dei rifiuti plasticiavendo sempre come riferimento principe le parole chiave:sostenibilità,eticaelegalità.

Il Forum, che vanta uno storico di oltre230ore di interventi complessivi in17 edizioni consecutive; oltre630Relatori(provenienti dall’Italia, dalContinente europeo, dall’Asiae dalNord Africa) e la presenza di oltre1.950 partecipantidal mondo delleImprese,delDiritto,dellaMagistratura,delleIstituzionie delleForze a tutela dell’ambiente,dell’Università,delLegislatore nazionaleedEuropeo, delGiornalismo, quest’anno ha preso le mosse dalla riflessione su unsistema a doppia velocitàche, se da un lato vede le imprese pronte a cogliere la sfida green, accettando di innovare i processi produttivi, dall’altro trova una visione istituzionale che, in alcuni casi, rallenta la corsa per latransizione ecologicacapace non solo di risanare ma anche di innalzare lacompetitività.

Nel mezzo, la criminalità che prova ad approfittarsi degli eventuali vuoti di controllo e ad infiltrarsi negli appalti, in contrapposizione ad essa la magistratura e le forze inquirenti ma anche la politica che deve necessariamente tener conto della necessaria azione di prevenzione e promozione dell’economia circolare per tener il passo imposto dall’Europa e dagli altri Paesi internazionali.

È ”prevenzione”, dunque, la parola chiave scaturita dai lavori della due-giorni che ha restituito la necessità condivisa di un cambio netto di paradigma, puntando suinnovazione per manufatti che siano facilmente riciclabili a fine vita, su unaraccolta dei rifiuti basata su qualità e quantitàcosì daridurre la produzione di scarti, financomaggiori controlli della filiera della gestione dei rifiuti.

DL TERRA DEI FUOCHI

Unfocusparticolare è stato destinato – durante i lavori che hanno visto lo svolgimento di 5 sessioni con più di 30 relatori – al nuovoD. Lgs. su “Terra dei fuochi”, che inasprisce pene e responsabilità in materia di ecoreati.

La repressione serve ma non basta –ha affermatoil Direttore Generale del PolieCo,Claudia Salvestrinila vera scommessasta nell’intervenire sulle criticità e le anomalie di un sistema di raccolta dei rifiuti che non riesce a porre un freno ai traffici illeciti che si traducono in danno per l’ambiente, la salute e l’economia sana. La rotta è chiara: trasparenza, qualità, tracciabilità e verifiche costanti: la linea per cui da anni si batte PolieCo”.

In occasione della due giorni, Salvestrini ha anche rimarcato la posizione del Consorzio sul nuovo disegno di legge che prevede la liberalizzazione dell’utilizzo del CSS (combustibile da rifiuto): “Bruciare i rifiuti nei cementifici non può essere la strada giusta se vogliamo raggiungere il traguardo dell’economia circolare, senza considerare che, in Europa, sono molto più stringenti le procedure sulla qualificazione end of waste di un combustibile che proviene dai rifiuti”.


Tenere il passo dell’Europa, basta rinvii della Plastic tax
Determinante, per il PolieCo, il ruolo della politica, chiamata a tenere il passo imposto dall’Europa e dagli altri Paesi.

L’Europa spinge l’uso di materia riciclata rispetto a quella vergine ma i continui rinvii in Italia dellaplastic taxsui manufatti monouso, che favorirebbe la domanda di granulo da riciclo, hanno alimentato l’incertezza e frenato gli investimenti nel riciclo meccanico.

Anche gliacquisti pubblicisono decisivi: icriteri ambientali minimi(CAM) premiano il riciclato, ma quando la premialità è legata solo a flussi urbani si creano distorsioni e import con certificazioni non omogenee possono penalizzare i riciclatori italiani.

Qui entra in campo la visione PolieCo: metodo e risultati lungo la filiera dei beni in polietilene,tracciabilità dei percorsi,trasparenza delle certificazioni,standard chiari, raccolte che puntino allaqualitàe non allaquantità.

I lavori del Forum PolieCo si sono svolti in 5 Sessioni tematiche e sono stati anticipati dalla relazione dellaSottosegretaria del Ministero delle Imprese e del Made in Italy,Fausta Bergamottoe da un prezioso messaggio di saluto delViceministro all’Ambiente e alla sicurezza energetica, On.Vania Gava(tra l’altro proprio il MASE ha concesso il patrocinio all’Evento).

Una prima riflessione sulla “Gestione illecita dei rifiuti e il punto sulla normativa ambientale”, moderata dalla giornalistaGaia Bozza, ha visto la partecipazione delProcuratore della Repubblica presso il Tribunale di Tirana, Rovena Zoto, dellaDirettrice del Centro dei cambiamenti climatici del Montenegro,Ivana Voijonovic, della giornalista investigativa del MontenegroTijana Lekic, delPresidente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari,On.Jacopo Morrone, delProcuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari,Roberto Rossi,delCapo del Centro Operativo DIA Napoli,Antonio Galante, dellaProcuratrice della Repubblica presso il Tribunale di Taranto,Eugenia Pontassuglia, delProcuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani,Renato Nitti, e, infine, delViceministro Ministero della GiustiziaSen.Francesco Paolo Sisto.

La seconda sessione della prima giornata è stata incentrata su: “Acquisti verdi e certificazioni ambientali: quali opportunità?”eguidata daAlessandro Manzardo,docente del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università di Padova e co-founder SPINLIFE, e ha visto la partecipazione diSilvano Falocco,Direttore di Fondazione Ecosistemi, delResponsabile Technical Service and Development Idrotherm2000 SpA,Marco Michelotti; delDirettore Commerciale Centraltubi Spa,Andrea Romeo.

La seconda giornata di lavori si è aperta con i saluti introduttivi dell’On.Pina Picierno,Vicepresidente del Parlamento europeo.

Di seguito la stessa Direttrice Generale del PolieCo,Claudia Salvestriniha moderato ilfocussu “Riciclo chimico e meccanico”, con la partecipazione diPaolo Bottarelli,Head of Chemical Recycling and SRM Sourcing Recycling Business Unit di Versalis SpA;Gianni Gallozzi,Direttore e Coordinatore Divisione Industria di Ecoeridania Group SpA;Sebastiano Di Martino,Addetto Marketing I.L.P.A.V SpA.

Successivamente si è svolta la sessione dedicata allaTerra dei Fuochidal titolo: “Diritto alla salute e ambiente sano: Europa chiama Italia”, guidata dal giornalistaSergio Nazzaro.

Atteso l’intervento del Generale D. CC,Giuseppe Vadalà –Commissario Straordinario per la Terra dei Fuochi, nonchéCommissario Unico per la realizzazione degli interventi necessari all’adeguamento alla normativa vigente delle discariche abusive presenti sul territorio nazionaleper un inedito punto sulle aree da bonificare, sui fondi che saranno impegnati e sui tempi necessari.

Di seguito, sono intervenuti, poi, i parlamentari campani: On.Carmela Auriemma,Componente Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari,e i dueVicepresidentidella stessa Commissione, On.Gerolamo Cangianoe On.Francesco Borrelli.

Nella quinta e ultima sessione della XVII edizione del Forum PolieCo, la riflessione è stata su “Corruzione e rischio infiltrazioni negli appalti green”.

A fare il punto, a partire dalle domande della giornalistaMarilù Musto,presidente della Commissione Legalità dell’Ordine dei giornalisti della Campania, sono stati:Consuelo del Balzo,Consigliere Autorità Nazionale Anticorruzione;Laura D’Aprile,Capo Dipartimento Sviluppo Sostenibile del MASE;Anna Rita Mantini,Procuratore Aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Pescara, nonchéConsulente giuridico della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentarieAntonio Ardituro,Sostituto Procuratore presso la Direzione Nazionale Antimafia.


Presenze altamente qualificate che hanno reso l’appuntamento un evento imprescindibile nel panorama nazionale e, non a caso, fregiato del Patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e della collaborazione dell’Ordine dei Giornalisti della Campania.  

Redazione

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