Uno studio di ricercatori dell’Università spagnola di Jaume che ha calcolato per la prima volta l’impatto sulla salute dell’inquinamento indoor da biossido di azoto (NO2) correlato all’utilizzo di fornelli a gas, denuncia che nei 14 Paesi europei analizzati si verificano 39.959 morti premature all’anno, e l’Italia è il paese più colpito (12.706), ma l’UE non ha standard fissati per l’inquinamento interno, nonostante oltre il 70% delle case dove si usano i fornelli a gas abbiano valori di NO2 superiori a quelli delle Linee guida OMS per l’ambiente esterno.
L’inquinamento causato dai fornelli a gas accorcia la vita di 12.706 italiani ogni anno, molto più che in qualsiasi altro paese d’Europa.
È quanto emerge dalloStudio“Assessment of the health impacts and costs associated with indoor nitrogen dioxide exposure related to gas cooking in the European Union and the United Kingdom”, condotto da ricercatori della Facoltà di Scienze della Salute dell’Università di Jaume I(Spagna), che ha stimato i potenziali impatti sulla salute e i costi economici associati ai livelli di inquinamento atmosferico, in particolare di biossido di azoto (NO2), osservati all’interno delle case che utilizzano apparecchi per cucinare a gas in13 Paesi dell’UE e in Gran Bretagna, e valutato la riduzione dei costi economici associati all’attuazione di raccomandazioni politiche volte a utilizzare energia più pulita per cucinare.
Secondo i ricercatori, nelle abitazioni con scarse ventilazioni e durante prolungate operazioni di cottura, si creano condizioni pericolose, poiché i fumi dei fornelli a gas si combinano con il restante inquinamento, superando le Linee guidadell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

Lo Studio, innovativo e primo nel suo genere, ha ampliato notevolmente lacomprensione dell’impatto sulla salute umana della cottura a gas.
“Abbiamo imparato per la prima volta nel lontano 1978[NdR: “Differences in NO2 levels in kitchens with gas or electric cookers” inAtmospheric Environment, 1978] che l’inquinamento da NO2 è molte volte maggiore nelle cucine a gas rispetto a quelle elettriche – ha dichiaratoJuana Maria Delgado Saborit, prima autrice dello studio –Ma solo adesso siamo in grado di quantificare il numero di vite stroncate. La portata del problema è assai peggiore di quanto pensassimo, con i nostri modelli che suggeriscono che la casa media in metà Europa supera i limiti dell’OMS. L’inquinamento dell’aria esterna getta le basi per tali violazioni, ma sono poi le cucine a gas che spingono le case nella zona di pericolo”.
Gli studi precedenti non avevano potuto applicare i tassi di rischio al mondo reale fino allo scorso anno, quando è stato pubblicato ilTNO Report:“Health Effects in Europe from Cooking on Gas – Phase II Field Study” che, dopo aver fatto misurazioni estese sulNO2, dentro e fuori le abitazioni in i7 Paesi Europei, tra cui l’Italia, ha fornito una fotografia più accurata dell’inquinamento interno causato dai fornelli a gas, scoprendo che il 72% delle case con cucine a gas supera il valore guida giornaliero dell’OMS per il NO2.
L’Università di Jaume ha utilizzato set di dati governativi per ampliare questi risultati e produrre le prime mappe a scala regionale dell’inquinamento indoor da NO2, calcolandola prima stima scientifica delle morti premature e dei casi di asma infantile dovuti al NO2 in Europa.
Secondo lo studio, lemorti premature ammonterebbero a 39.959 all’anno,e gliStati più colpitisarebberoItalia, con12.706 morti ogni anno,Polonia,Romania,FranciaeGran Bretagna, dove risiedono le famiglie che cucinano di più con il gas.

Ma i ricercatori ritengono che il vero costo umano dell’inquinamento dei fornelli a gas è probabilmente più alto, perché la mancanza di dati ha costretto aescluderealcuni impatti di altri inquinanti dannosi prodotti dalla combustione del gas (monossido di carbonio,benzene, formaldeideeparticolato)
Utilizzando un metodo meno preciso, hanno stimato che i fornelli a gas causano circa 367.000 casi di asma nei bambini e 726.000 in tutte le fasce d’età a causa di questi altri inquinanti, ad eccezione del monossido di carbonio, che non ha connessioni note con l’asma.
L’Ue non ha standard per la qualità dell’aria indoor e i suoi strumenti legislativi per affrontare il problema sono frammentati, sostiene l’European Public Health Alliance (EPHA), la più grande rete di organizzazioni della società civile europee che si occupa di salute pubblica, che coordina unaCampagna per una cucina più pulita
Secondo l’European Public Health Alliance (EPHA), la più grande rete di organizzazioni della società civile europee che si occupa di salute pubblica e che coordina unaCampagna per una cucina più pulita, nell’UE e in Gran Bretagnagli standard per l’inquinamento atmosferico si applicano solo all’aria esterna, mentre questo studio ha rilevato che nelle case con apparecchi di cottura a gas si registrano livelli di inquinamento dell’aria interna che superano regolarmente i limiti previsti per gli ambienti esterni. Per questo esorta Bruxelles a eliminare rapidamente le cucine a gas, imponendo limiti alle emissionie introducendo incentivi finanziari per passare a cucine più pulite.
“Per troppo tempo è stato facile ignorare i pericoli delle cucine a gas– ha affermatoSara Bertucci, responsabile delle politiche per la salute pubblica globale dell’EPHA –Come le sigarette, le persone non hanno pensato molto agli impatti sulla salute e, come le sigarette, le cucine a gas sono un piccolo fuoco che riempie la nostra casa di inquinamento“.
Di certoil passaggio alla cottura elettrica è la soluzione più efficace, ma è fondamentale anche sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di una ventilazione adeguata.

