Si è aperta la Conferenza sulla Sostenibilità di Amburgo (29 e 30 giugno 2026) che riunisce nella città tedesca capi di Stato, leader del settore privato, accademici e società civile per accelerare il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) dell’Agenda ONU 2030.
La terza edizione dellaHamburg Sustainability Conference(HSC). Il cui tema quest’anno è “Il potere della cooperazione: guidare il progresso insieme“, si è aperta riunendo circa 1.600 partecipanti provenienti da 115 paesi nel corso delle due giornate, tra cui il Presidente federale tedescoFrank-Walter Steinmeier, 22 ministri, 13 rappresentanti di alto livello di organizzazioni internazionali e oltre 280 dirigenti di vertice del settore privato, in quasi 80 sessioni ed eventi collaterali, con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione globale e promuovere lo sviluppo sostenibile.
La Hamburg Sustainability Conference è un’iniziativa congiunta delMinistero federale tedesco per la cooperazione economica e lo sviluppo(BMZ), del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), dellaCittà libera e anseatica di Amburgoe dellaFondazione Michael Otto, con la collaborazione dellaDeutsche Gesellschaft für Internationale Zusammenarbeit(GIZ) GmbH e ilGerman Institute for Development and Sustainability(IDOS).
Il mondo sta attraversando una fase di profondo cambiamento. Crisi e conflitti molteplici stanno rimodellando la sicurezza internazionale, l’economia globale e lo sviluppo. Negli ultimi anni, le tensioni e le incertezze geopolitiche si sono intensificate. Il rischio di un’ulteriore polarizzazione è concreto e richiede un’azione decisa e una cooperazione internazionale più solida. In questo contesto, HSC 2026 pone al centro una prospettiva positiva: ilprogresso sostenibile e il dialogo verso un futuro comune sono possibili. Ciò richiede il riconoscimento pragmatico del fatto che lacooperazione può aprire la strada a maggiore sicurezza e prosperità per tutti gli attori coinvolti.
“Ci riuniamo in un momento difficile per la cooperazione internazionale. Le tensioni geopolitiche, i conflitti e la crescente sfiducia stanno ridisegnando il nostro mondo– ha dichiaratoAchim SteinerPresidente della HSC, già Sottosegretario generale delle Nazioni Unite ed Amministratore del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) per due mandati consecutivi –Tuttavia, la risposta alla frammentazione non può essere un’ulteriore frammentazione. In un secolo multipolare, l’imperativo non è ridurre la cooperazione, bensì renderla migliore e più ampia. La Hamburg Sustainability Conference riunisce governi e organizzazioni internazionali, mondo delle imprese e della finanza, società civile e comunità scientifica, città e giovani leader da ogni parte del mondo. Possiamo scegliere di considerare questa diversità di prospettive e interessi come una fonte di divisione, oppure possiamo riconoscerla per ciò che è realmente: la capacità fondamentale necessaria per affrontare le sfide sistemiche del nostro tempo. La HSC si è affermata come una piattaforma globale per un’ambizione pragmatica e una cooperazione orientata al futuro in materia di sviluppo sostenibile: un luogo in cui il dialogo si trasforma in impegno, l’impegno in azione collettiva e l’azione collettiva genera progressi concreti”.
In vista della Conferenza, UNDP aveva lanciato ildocumento base“Un nuovo mondo coraggioso: costruire alleanze che concretizzano lo sviluppo sostenibile” cheesaminalesfide globali dello sviluppo ed esplora in che modo nuove coalizioni internazionali possano promuovere progressi nei settori delle energie rinnovabili, dell’intelligenza artificiale e della finanza per lo sviluppo,al fine di gettare le basi per i negoziati e gli accordi che si terranno durante la conferenza.

La Conferenza (Programma) è articolata su 3 temi principali:
– Economie resilienti, tecnologia e futuro del nostro pianeta. Le economie resilienti del 2026 si costruiscono attraverso una trasformazione sistemica che coinvolge finanza, infrastrutture, tecnologia e tutela ambientale. Questa trasformazione deve coinvolgere sia attori privati che pubblici. In tutto il mondo, i paesi si trovano ad affrontare la “triplice stretta” dovuta alla riduzione dello spazio fiscale, alla contrazione dei percorsi industriali e all’intensificarsi delle pressioni commerciali e delle catene di approvvigionamento. Allo stesso tempo, il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità sono diventati forze economiche determinanti, che stanno rimodellando l’agricoltura, la sicurezza idrica, lo sviluppo urbano e la competitività a lungo termine. Il contributo della tecnologia è fondamentale, in quanto in grado di promuovere un progresso inclusivo e sostenibile. Per sfruttarne appieno il potenziale, è necessario che sia guidata da principi di responsabilità e inclusione e integrata in solidi quadri giuridici e politici.
– Rischio, incertezza e conflitto. Il mondo attuale è caratterizzato da shockche si sovrappongono: instabilità geopolitica, crisi prolungate, stress climatico, oneri del debito e sconvolgimenti tecnologici che si manifestano simultaneamente. Queste transizioni convergenti mettono a nudo la fragilità dei sistemi globali e minacciano di vanificare i progressi compiuti in termini di sviluppo. Il rischio non è più un’eccezione da gestire, bensì la condizione di base che plasma le politiche, la finanza e la cooperazione. Questo pilastro tematico raggruppa sessioni che affrontano direttamente il tema della fragilità: dagli sfollamenti interni e dalle conseguenze a cascata dei conflitti alle basi economiche della resilienza in contesti ad alto rischio. Una sfida centrale riguarda il modo in cui la resilienza può essere finanziata in un contesto in cui l’incertezza limita gli investimenti. Il rischio è sempre più ecologico e sistemico. La perdita di biodiversità, l’insicurezza idrica e l’instabilità legata al clima non sono più considerate problemi ambientali isolati, ma rischi strutturali per l’economia e la sicurezza che influenzano la stabilità e la competitività a lungo termine.
–Garantire il futuro della collaborazione umana: multilateralismo e governance. In un’epoca di frammentazione e rinnovata polarizzazione geopolitica, il multilateralismo rimane indispensabile, ma è sempre più oggetto di controversie. Il calo di fiducia, le istituzioni messe a dura prova e le pressioni politiche interne stanno indebolendo la capacità di risolvere i problemi collettivamente, proprio in un momento in cui i rischi condivisi sono in aumento. In un mondo sempre più multipolare, i mercati emergenti e le economie in via di sviluppo esercitano una maggiore influenza e definiscono in modo più attivo i termini della cooperazione internazionale. Ci si aspetta che la cooperazione si fondi sull’uguaglianza, sul mutuo vantaggio e sulla responsabilità condivisa, sostenendo al contempo un ordine internazionale basato su regole, capace di produrre risultati concreti. Il multilateralismo deve quindi dimostrare la sua capacità di tradurre gli impegni comuni in azioni efficaci, nel rispetto delle diverse priorità nazionali e dei percorsi di sviluppo.
“Le crisi globali stanno vanificando decenni di progressi nello sviluppo conquistati con fatica– ha dichiarato l’Amministratore dell’UNDPAlexander De Croo–Non possiamo uscire da questa realtà limitandoci a fare promesse: dobbiamo investire per superarla. I rapidi progressi in settori come l’energia pulita e l’intelligenza artificiale offrono enormi opportunità, ma il loro impatto dipende interamente dalla capacità di implementarli su larga scala nei paesi che ne hanno più bisogno. Oggi, la cooperazione multilaterale non può più limitarsi alla condivisione di ideali; deve tradursi nella definizione di accordi concreti. Riunendo leader del settore pubblico, privato e della società civile, la Hamburg Sustainability Conference ci aiuta a colmare questo divario attuativo e a costruire economie al servizio sia delle persone che del pianeta“.
