Clima

Climate 100: la lista annuale dei leader climatici

Presentata a New York nel corso della Settimana per il Clima (21-28 settembre 2025) Climate 100, la lista formulata dal quotidiano britannico The Indipendent, che celebra le 100 figure più influenti, visionarie e di impatto in tutto il mondo che lavorano per combattere il cambiamento climatico e accelerare la giustizia climatica, la sostenibilità e l’innovazione ambientale. Nell’elenco ci sono 2 italiane.

A New York, mentre il Presidente degli Stati UnitiDonald Trumpintervenendo all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (UNGA80)ha attaccatole politiche climatichee le energie rinnovabili, affermando che “i mulini a vento sono patetici” e definendo l’impronta di carbonio “una bufala“, un evento promosso nell’ambito dellaClimate Week NYC(21-28 settembre) daThe Indipendent, una delle principali testate giornalistiche mondiali impegnata a realizzare il cambiamento, ha presentatoClimate 100, lapubblicazionegiunta alla seconda edizione,  che premia100 delle figure più influenti, visionarie e di impatto in tutto il mondo che lavorano per combattere il cambiamento climatico e accelerare la giustizia climatica, la sostenibilità e l’innovazione ambientale.

“Questo è il momento di dare risalto alle persone che stanno adottando misure coraggiose per affrontare la crisi climatica e di celebrare le loro idee, il loro impatto e la loro speranza– ha affermato Geordie Greig, Caporedattore del quotidiano britannico –Ora, al secondo anno di Climate 100, siamo entusiasti di continuare a onorare i leader che non si limitano a lanciare l’allarme, ma promuovono le soluzioni di cui il nostro pianeta ha urgente bisogno”.

L’elenco comprende personaggi noti, quali:
Greg Jackson(ha tenuto ildiscorso di apertura dell’evento), attivista diGreenpeacee fondatore diOctopus Energy, ha trasformato la tecnologia verde in una forza formidabile che vuole rendere l’energia rinnovabile intelligente, conveniente e innegabilmente a misura di consumatore;
Michael Blomberg, ex Sindaco di New York  e fondatore diBloomberg Philanthropies, che ha un approccio duplice per combattere la crisi climatica: promozione politica e innovazione finanziaria;
Bill Gates,Fondatore di Microsoft che attraverso laFondazione filantropica Gatessta investendo una parte significativa del suo tempo e del suo patrimonio nella lotta alla crisi climatica;
Inger Andersen, l’economista danese che dirige il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP);
Vandana Shiva, l’ex fisica diventata un’attivista negli anni ’70. che ha continuato a concentrare il suo lavoro sulla protezione dei semi e sulla sovranità alimentare, temi su cui è considerata la voce guida;
Bill McKibben, attivista e saggista, famoso perThe End of Nature, il primo libro per un vasto pubblico sui cambiamenti climatici, ancora oggi stampato in 24 lingue;
Greta Thunberg,che dedica sua vita alla crisi climatica, riuscendo in ciò che altri attivisti hanno faticato a fare: portare la gravità e l’urgenza della crisi climatica nelle case di tutto il mondo;
Jane Fonda, l’attrice 87enne premio Oscar che, a molti anni dal suo impegno contro la guerra in Vietnam negli anni ’60, ora incanala le sue energie nell’attivismo per il clima;
Papa Leone XIVche ha rapidamente adottato il cambiamento climatico e l’ambiente come uno dei suoi principali interessi, così come aveva fatto il suo predecessore, papa Francesco, il “papa del clima”:
– António Guterres, il Segretario generale delle Nazioni Unite che sotto la sua guida hanno intensificato gli sforzi per promuovere un’azione ambiziosa in materia di clima, esortando i paesi a raggiungere e superare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi del 2015, giuridicamente vincolante;
– Al Goreche dopo aver lasciato la carica pubblica di vicepresidente degli Stati Uniti nel 2001 e ricevuto il Premio Nobel per la Pace, è diventato uno dei leader più noti nella lotta al cambiamento climatico;
Sir David Attenborough, documentarista e naturalista autore di decine di serie TV, che proiettano ritratti indimenticabili di animali e piante nei loro habitat naturali nelle case di milioni di persone in tutto il mondo, ispirando generazioni di scienziati, accademici, ambientalisti e attivisti;
Fatih Birol, Direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) che aiuta i paesi a definire le politiche energetiche, noto per aver sostenuto la transizione verso un futuro sostenibile e a basse emissioni di carbonio;
Jane Goodall,ambientalista ed etologa  nota per il suo lavoro pionieristico sugli scimpanzé, iniziato nel 1960, e che a 91 continua a studiare il comportamento degli animali non umani, dimostrando un impegno incrollabile per la conservazione;
Sir Nicholas Sterneconomista, banchiere, accademico e autore del rapporto fondamentale del 2006” The Stern Review on the Economics of Climate Change“, che invitava i governi ad agire rapidamente non solo per l’ambiente, ma anche per l’economia globale, e che alla COP29 di Baku, ha sostenuto che i finanziamenti per il clima pari a 300 miliardi di dollari “sono significativamente inferiori agli almeno 390 miliardi di dollari all’anno” necessari entro il 2035.

Tra i 100 personaggi ci sono 2 italiane:
Livia Giuggioli Firth, il cui contributo ambientale era radicato nellamoda. Ha lanciato laGreen Carpet Challenge, portando la sostenibilità in primo piano e incoraggiando celebrità e stilisti a scegliere materiali eco-compatibili e ad adottare pratiche etiche. Il suo documentario del 2015, “The True Cost”, ha evidenziato il costo ambientale ed etico nascosto del fast fashion, che grava in gran parte sulle donne del Sud del mondo. Attraverso il suo attivismo, ha influenzato i principali marchi di moda ad adottare pratiche più sostenibili e ha dato il via a un movimento verso una maggiore trasparenza e responsabilità nel settore. Dopo aver chiuso la sua storica attività di consulenza,Eco-Age, dopo 17 anni, ora si dedica, insieme ai fratelli, al progetto agricolo sostenibile e rigenerativo diQuintosapore, nel cuore dell’Umbria.

Stefania Di Bartolomeo, per il settoreAffari e finanza. Cresciuta in Italia e laureata ad Harvard ha iniziato ad interessarsi alla finanza sostenibile poco più che ventenne, dopo aver ricevuto una chiamata da un investitore che le chiedeva in che modo, in particolare, i suoi soldi stessero facendo la differenza. Di Bartolomeo ha ideato un pacchetto software per portfolio che mostrasse agli investitori non solo quanti soldi stavano guadagnando o perdendo con un titolo, ma anche come l’azienda impiegava il denaro in attività quali la sicurezza idrica, l’efficienza energetica, la filantropia aziendale o per aumentare il numero di donne nei suoi ranghi dirigenziali. Fondatrice diPhysis Investment, società di gestione patrimoniale con sede a Boston, il cui team dirigenziale è composto esclusivamente da donne che si impegna a rendere gliinvestimenti nella lotta contro i cambiamenti climatici redditizi e trasparenti.

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