In vista della Giornata internazionale della Pace (21 settembre) e della Settimana di Alto Livello dell’UNGA (New York, 22-30 settembre 2025), il Segretario dell’ONU Guterres ha presentato il Rapporto che era stato richiesto dai Paesi membri lo scorso anno quale testimonianza degli impegni assunti con il Patto per il Futuro, che evidenzia come l’aumento della spesa militare non comporti necessariamente una maggiore pace o stabilità, bensì “sottrae risorse essenziali per gli investimenti sociali, la riduzione della povertà, l’istruzione, la sanità, la protezione ambientale e le infrastrutture”.
Dopo un decennio di rafforzamento militare,la spesa militare globale ha raggiunto un livello record nel 2024, con un aumento di oltre il 9% rispetto al 2023, segnalando un pericoloso allontanamento dai principi dellaCarta delle Nazioni Unite, in particolare dall’Art.1-comma1: “Mantenere la pace e la sicurezza internazionale e, a tal fine: adottare efficaci misure collettive per prevenire e rimuovere le minacce alla pace e per reprimere gli atti di aggressione o altre violazioni della pace, e conseguire con mezzi pacifici e in conformità con i principi della giustizia e del diritto internazionale, la composizione o la risoluzione delle controversie o delle situazioni internazionali che potrebbero portare a una violazione della pace”.
In un’epoca di tensioni geopolitiche e sfiducia che alimentano morti e distruzioni senza precedenti in tutto il mondo, in vista dellaGiornata Internazionale della Pace(21 settembre) che quest’anno ha per tema “Agisci ora per un mondo pacifico“, e della Settimana di Alto Livello dell’UNGA (New York, 22-30 settembre 2025), ilRapportodelle Nazioni Unite “The Security We Need: Rebalancing Military Spending for a Sustainable and Peaceful Future” esorta gli Stati membri delle Nazioni Unite aricalibrare le priorità in materia di sicurezza e sviluppo.
Il Rapporto era stato chiesto al Segretario generale delle Nazioni Unite, infatti, dagli Stati membri in occasione del Vertice (New York, 22-23 settembre 2024), come risultato degli impegni delPatto per il Futuro..
“L’evidenza è chiara: una spesa militare eccessiva non garantisce lapace – ha affermato il Segretario generale delle Nazioni UniteAntónio Guterres, presentando il Rapporto il 9 settembre 2025, in vista della Settimana di Alto Livello dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (New York, 22 – 30 settembre 2025) –Spesso la mina, alimentando la corsa agli armamenti, accrescendo la sfiducia e distogliendo risorse dalle fondamenta stesse della stabilità“.

Secondo lo Stockholm International Peace Research (SIPRI), la spesa militare globale ha raggiunto i2,7 trilioni di dollari lo scorso annoe dovrebbe raggiungere i 6,6 trilioni di dollari entro il 2035se le tendenze attuali persistono. L’enorme distrazione di risorse rappresenta una seria minaccia per il futuro dell’umanità,minando la pace e lo sviluppo sostenibili.
Il Rapporto delle Nazioni Unite rivela un chiaro paradosso:mentre la spesa militare raggiunge livelli record, il mondo è decisamente fuori strada per rispettare la scadenza del 2030per gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS). l’Agenda sottoscritta dai Paesi un futuro più equo. Ildivario di finanziamento annuale per gli OSS è già di 4.000 miliardi di dollari e potrebbe arrivare a 6.400 miliardi di dollari nei prossimi anni.
Un’altraanalisicondotta da un gruppo internazionale di ricercatori affiliati di varie organizzazioni e istituzioni accademiche, ha messo in evidenzia in che modoil rapido aumento della spesa militare globale minacci il conseguimento dell’OSS 13. Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e i suoi impatti

Un peso gravoso per le economie, le persone e il pianeta
La spesa militare globale non sta aumentando solo in termini assoluti, ma anche la sua quota nell’economia globale sta aumentando.Dal 2022, è passata dal 2,2% al 2,5% del Prodotto Interno Lordo (PIL) mondiale e dal 6,6% al 7,1% dei bilanci pubblici. Il cambiamento è diffuso, conoltre 100 Paesi che hanno aumentato la propria spesa militare solo nel 2024.
Inoltre, i finanziamenti per lo sviluppo non hanno tenuto il passo con l’aumento della spesa militare. L’assistenza pubblica allo sviluppo (APS) si è ridotta,nonostante l’aumento del divario nei finanziamenti per lo sviluppo, avverte il rapporto. Si prevede chel’aumento della spesa militare si aggiungerà ai già elevati livelli di debito pubblico, gravando sulle generazioni future e limitandone lo sviluppo. Ad esempio, il rapporto rivela che un aumento dell’1% della spesa militare nei Paesi a basso e medio reddito è collegato a una riduzione pressoché equivalente dei servizi sanitari pubblici, mettendo potenzialmente a repentaglio la preparazione alle pandemie e altri programmi sanitari salvavita.
“Abbiamo bisogno di una nuova visione della sicurezza, incentrata sull’uomo e radicata nella Carta delle Nazioni Unite– ha dichiarato l’Alto Rappresentante delle Nazioni Unite per gli Affari del Disarmo,Izumi Nakamitsu–Una visione che tuteli le persone, non solo i confini; e dia priorità alle istituzioni, all’equità e alla sostenibilità planetaria. Riequilibrare le priorità globali non è facoltativo: è un imperativo per la sopravvivenza dell’umanità“.
Il Rapporto costituisce un intervento fondamentale in un momento di svolta globale: un momento in cuile persone si sentono sempre più insicure, emergono nuovi rischi interconnessi e le disuguaglianze continuano ad aumentare.
Investire nel nostro futuro comune
“Viviamo in un mondo in cui le fratture si stanno aggravando, gli aiuti ufficiali allo sviluppo stanno diminuendo e il progresso dello sviluppo umano sta rallentando– ha aggiunto l’Amministratore facente funzione del Programma di sviluppo delle Nazioni Unite,Haoliang Xu–Ma sappiamo che lo sviluppo è un motore di sicurezza e la cooperazione multilaterale allo sviluppo funziona. Quando la vita delle persone migliora, quando hanno accesso all’istruzione, all’assistenza sanitaria, alle opportunità economiche e quando possono vivere con dignità e autodeterminazione, avremo società più pacifiche e un mondo più pacifico“.
Il Rapporto chiede una ricalibrazione radicale delle strategie di sicurezza e sviluppo globali,dando priorità alla diplomazia e alla cooperazione internazionale per invertire l’attuale tendenza all’aumento della spesa militare, lanciando un forte appello a investire nello sviluppo sostenibile, perché anche una piccola parte Sono della spesa militare può fare una grande differenza nella vita delle persone.
Meno del 4% (o 93 miliardi di dollari) dei 2,7 trilioni di dollari sono necessari ogni anno per porre fine alla fame entro il 2030. Poco più del 10% (285 miliardi di dollari) basterebbe a vaccinare completamente ogni bambino. Con 5 trilioni di dollari, il mondo potrebbe finanziare 12 anni di istruzione di qualità per ogni bambino nei Paesi a basso e medio reddito.
Inoltre, mentre laspesa militare genera posti di lavoro, altri settori civili possono generalmente crearne di più con le stesse risorse: 1 miliardo di dollari di spesa militare può creare circa 11.200 posti di lavoro nell’esercito, ma può crearne 26.700 nell’istruzione, 16.800 nell’energia pulita e 17.200 nell’assistenza sanitaria.
Reinvestire il 15%, ovvero 387 miliardi di dollari, della spesa militare globale è più che sufficiente a coprire i costi annuali dell’adattamento ai cambiamenti climatici nei paesi in via di sviluppo, riducendo anche l’intensità delle emissioni.

Un’analisi di 11 recenti studi accademici condotti da condotta da Scientists for Global Responsibility (SGR), pubblicata il 15 settembre 2025, ha scoperto cheogni 100 miliardi di dollari aggiuntivi di spesa militare comportano l’emissione nell’atmosfera di circa 32 milioni di tonnellate di CO2 equivalente.
Il Rapporto sottolinea la necessità di una correzione di rotta negli approcci globali alla sicurezza e allo sviluppo e di un’inversione di tendenza rispetto alla “doppia tendenza dell’aumento della spesa militare e dell’ampliamento dei divari nei finanziamenti per lo sviluppo“, delineando unprogramma d’azione in5 punti per gli Stati membri e la comunità internazionale.
1.Dare priorità alla diplomazia, alla risoluzione pacifica delle controversie e alle misure volte a rafforzare la fiducia per affrontare le cause profonde della crescente spesa militare entro il 2030.
2. Porre la spesa militare al centro delle discussioni sul disarmo e migliorare i collegamenti tra controllo degli armamenti e sviluppo.
3.Promuovere la trasparenza e la responsabilità in materia di spesa militare per creare fiducia tra gli Stati membri e aumentare la responsabilità fiscale nazionale.
4. Rinvigorire la finanza multilaterale per lo sviluppo.
5.Promuovere un approccio alla sicurezza e allo sviluppo sostenibile incentrato sull’uomo.
La riduzione della spesa militare è uno degli obiettivi di disarmo più diretti e concreti sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite. L’art. 26 incarica il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dipromuovere e mantenere la pace e la sicurezza internazionale“con il minimo dispendio di risorse umane ed economiche mondiali per gli armamenti“.
