Due Rapporti ,contemporaneamente pubblicati dal World Economic Forum, avvertendo che l’impatto finanziario correlati a rischi climatici potrebbe essere più grave di quanto stimato in precedenza, mentre i mercati verdi potrebbero aumentare da 5 a 14 trilioni di dollari entro il 2030, forniscono una guida pratica per i CEO per navigare tra i rischi e cogliere le opportunità, decarbonizzando, salvaguardando la natura e rafforzando la resilienza.
–Le aziende che non riusciranno ad adattarsi ai rischi climatici, come il caldo estremo, potrebbero perdere fino al 7% dei propri utili annuali entro il 2035, quasi la metà dell’impatto del COVID-19, con i settori delle telecomunicazioni, dei servizi di pubblica utilità e dell’energia i più esposti.
–Si prevede che i mercati verdi passeranno da 5 a 14 trilioni di dollari entro il 2030, creando opportunità per i pionieri di acquisire un vantaggio competitivo.
–Le aziende che investono nell’adattamento, nella decarbonizzazione e nella resilienza riescono a evitare perdite fino a 19 dollari per ogni dollaro speso.
Sono alcuni degli high-light che emergono dadue Rapporti, contemporaneamente pubblicati l’11 dicembre 2024 dal World Economic Forum (WEF), che forniscono unatabella di marcia per le aziende per affrontare i rischi climatici e sbloccare valore a lungo termine attraverso la decarbonizzazione, la salvaguardia della natura, l’adattamento e lo sviluppo della resilienza.
Si prevede che il caldo estremo e altri pericoli climatici causeranno perdite annue di560-610 miliardi di dollari in attività fisse per le società quotate entro il 2035, con lesocietà di telecomunicazioni,servizi di pubblica utilitàedenergia, lepiù vulnerabili. Le aziende nei settori ad alta intensità energetica che non riescono a decarbonizzarsi, dovranno affrontare crescenti rischi di transizione, mentre le normative globali sul clima si inaspriscono,con la sola tassazione del carbonio che potrebbe potenzialmente tagliare fino al 50% degli utili entro il 2030.
Questi rischi, uniti agli impatti a cascata sulle catene di approvvigionamento e sulle comunità, sottolineano la necessità critica di strategie di resilienza. Al contrario,le aziende che investono in adattamento, resilienza e decarbonizzazione stanno già realizzando rendimenti tangibili.
NelRapporto“The Cost of Inaction: A CEO Guida to Navigating Climate Risk“, sviluppato dall‘Alliance of CEO Climate Leadersdel WEF che include 131 CEO globali che rappresentano 12 milioni di dipendenti, in collaborazione conBoston Consulting Group, si evidenzia come i rischi climatici non siano più una minaccia lontana, ma attuale, tanto da causaredanni economici dal 2000 di oltre 3,6 trilioni di dollari, mentreaffrontare i rischi potrebbe sbloccare la crescita nell’economia verde da 14 trilioni di dollari. Il rapporto mostra che ogni dollaro investito in adattamento climatico e resilienza può generare fino a 19 dollari in perdite evitate, sulla base dei dati del Carbon Disclosure Project (CDP), che aiuta le aziende e le autorità pubbliche a divulgare il loro impatto ambientale. Inoltre, il rapporto include anche unaguida praticaper i CEOper navigare tra i rischi e cogliere le opportunità con prove che la maggior parte dei settori potrebberidurre oltre il 50% dei costi delle proprie emissioniin modo economico in uno scenario di rapida transizione.
“I pionieri che guidano la carica sulle transizioni nette zero e sulle soluzioni positive per la natura stanno mostrando come le aziende possono creare valore migliorando l’ambiente e supportando le comunità– ha haaffermato Gim Huay, neo Amministratore delegato del WEF –Affrontando in modo olistico e sistematico i rischi e le opportunità legati al clima, le aziende possono costruire operazioni più forti e sostenibili, salvaguardando e ripristinando gli ecosistemi e promuovendo la resilienza economica e sociale a lungo termine in un mondo sempre più complesso e incerto“.
NelRapporto“Business on the Edge: Building Industry Resilience to Climate Change“, sviluppato con la collaborazione diAccenture, viene ricordato che scienziati di spicco, tra cuiJohan RockströmdelPotsdam Institute for Climate Impact Research(PIK), hannorecentemente avvertito cheabbiamo superato 6 dei 9 confini planetari, con il rischio che i sistemi terrestri raggiungono i punti di svolta irreversibili.
Isistemi terrestri, come le calotte glaciali, le correnti oceaniche e il permafrost, sono processi naturali interconnessi che regolano il clima del pianeta, sostengono gli ecosistemi e forniscono servizi vitali come lo stoccaggio del carbonio, la filtrazione dell’acqua e la stabilizzazione della temperatura che consentono alle società e alle economie di prosperare. Questi includono il potenziale crollo delle calotte glaciali della Groenlandia e dell’Antartide occidentale, che sono sulla buona strada per scatenare fino a 10 metri di innalzamento del livello del mare e peggiorare l’insicurezza alimentare per almeno mezzo miliardo di persone.
Qualche giorno fa,Copernicus Climate Change Service (C3S), sulla base di miliardi di misurazioni da satelliti, navi, aerei e stazioni meteorologiche in tutto il mondo di ERA5, ha affermato che quasi certamente il2024 sarà l’anno più caldo di sempre, superando la temperature di1,5 °C rispetto al livello preindustriale,limite oltre il quale, secondo gli scienziati dell’IPCC, aumentail rischio associato a cambiamenti di lunga durata o irreversibili.
Sebbene la scienza alla base di questi punti di svolta e pericoli climatici lanci l’allarme, può esseredifficile tradurla in rischi aziendali perseguibili. Il Rapporto mira a colmare tale lacuna, mostrando come pericoli come il caldo estremo e le inondazioni minaccino le attività fisse aziendali, con le aziende che potrebbero dover affrontareperdite di utili annuali del 6,6%-7,3% entro il 2035. Il Rapporto fornisceuna base ai leader aziendali per salvaguardare il valore degli stakeholder e contribuire allo stesso tempo a società sostenibili e resilienti.
