Un briefing dell’Agenzia Europea dell’Ambiente, basato sui dati al 2021 forniti dagli Stati membri ai sensi della Direttiva NEC, evidenzia che le emissioni dei 5 principali inquinanti atmosferici (ossidi di azoto – NOx, composti organici volatili non metanici – COVNM, ammoniaca – NH3, anidride solforosa – SO2 e particolato fine – PM2) continuano a diminuire nell’UE, anche se per alcuni, come l’ammoniaca, i progressi si stanno stabilizzando mettendo a rischio l’obiettivo al 2030 ed oltre.
Le emissioni dei principali inquinanti atmosferici monitorati ai sensi del diritto dell’UE hanno continuato a diminuire nella maggior parte degli Stati membri dell’UE, mantenendo una tendenza che si registra dal 2005. Tuttavia, l’area più problematica rimane la riduzione delle emissioni di ammoniaca, emesse principalmente dal settore agricolo.
Lo sottolinea l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) nell’ultimaanalisi“Air pollution in Europe: 2023 reporting status under the National Emission reduction Commitments Directive” sui dati relativi all’inquinamento atmosferico e pubblicata il 28 giugno 2023.
Il briefing dell’AEA, che si basa sugli ultimi dati disponibili al 2023 che gli Stati membri sono obbligati a fornire per le loro emissioni del 2021 ai sensi della Direttiva 2016/2284 sugli impegni nazionali di riduzione delle emissioni (NEC), presenta unavalutazione dei risultati degli Stati membri rispetto agli impegni di riduzione delle emissioni per il periodo 2020-2029, nonché dei loro progressi verso il conseguimento degli impegni di riduzione più ambiziosi che si applicheranno dal 2030 in poi.
Ne risulta che nel 2021,13 Stati membri hanno rispettato i rispettivi impegni nazionali di riduzione delle emissioni 2020-2029per ciascuno dei 5 principali inquinanti (ossidi di azoto – NOx,composti organici volatili non metanici– COVNM,ammoniaca – NH3,anidride solforosa– SO2eparticolato fine – PM2.5).
Altrettanti13 Stati membri non lo hanno fatto per almeno uno dei 5 cinque(e uno Stato membro quest’anno non ha comunicato). La tendenza generale al ribasso prosegue dal 2005, nonostante la crescita economica nello stesso periodo.
L’Agenzia sottolinea che ilconseguimento degli obiettivi al 2030 e oltre sarà una sfida significativa per quasi tutti i Paesi dell’UEe per quasi tutti gli inquinanti, poiché il tasso di riduzione per alcuni si sta ora stabilizzando. Un’eccezione l’anidride solforosale cuiemissioni contribuiscono all’acidificazione ed è responsabile di danni agli ecosistemi e agli edifici, tra gli altri effetti dannosi, per la qualemolti paesi sono già conformi al loro impegno di riduzione del 2030.
Viceversa, la sfida più grande rimane la riduzione delle emissioni diammoniacache contribuiscono all’eccessiva presenza di azoto negli ecosistemi acquatici portando al noto fenomeno dell’eutrofizzazione, tra gli altri impatti ambientali negativi. L’ammoniaca è anche unprecursore del particolato fine, molto dannoso per la salute. Sono 10 gli Stati che dovranno impegnarsi per ridurre drasticamente le loro emissioni rispetto ai livelli del 2021 per rispettare i loro impegni di riduzione 2020-2029. Ilsettore agricoloè la fonte principale, responsabile del93% delle emissioni totali di ammoniaca nell’UE. Dal 2005 in molti Stati membri le emissioni di ammoniaca sono diminuite solo leggermente e, in alcuni casi, sono addirittura aumentate.

In unarelazione separata, contestualmente pubblicata, l’AEA esamina le emissioni di inquinanti atmosferici segnalate dall’UE ai sensi dellaConvenzione UNECE sull’inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza(la cosiddettaConvenzione sull’aria) e include un’ampia gamma di sostanze. Oltre ai 5 principali inquinanti atmosferici (NOX, COVNM, SO2, NH3 e PM2.5) sono inclusi anche altri, comemetalli pesanti,nerofumooinquinanti organici persistenti.
Foto di copertina: Andrzej Bochenski, ImaginAIR /EEA
