Società

Rischi Globali: serve un approccio radicalmente nuovo

Un Rapporto pubblicato da Accelerator for Systemic Risk Assessment (ASRA), una rete globale di 50 esperti transdisciplinari che si pone l’obiettivo di ripensare radicalmente il rischio sistemico per migliorare le politiche e il processo decisionale a vantaggio della natura e dell’umanità, sottolinea il ruolo dei rischi interconnessi che guidano l’instabilità globale e chiede un passaggio dalla gestione del rischio isolato a quella sistemica.

I leader politici e imprenditoriali non sono attrezzati per gestire i rischi crescenti e interconnessi che stanno definendo una nuova era di “policrisi“.

È il duro ammonimento contenuto nelRapportoFacing Global Risks with Honest Hope” cheAccelerator for Systemic Risk Assessment(ASRA) una rete globale di 50 esperti transdisciplinari e leader di pensiero, ospitata presso laUnited Nations Foundation, che si pone l’obiettivo di ripensare radicalmente il rischio sistemico per migliorare le politiche e il processo decisionale a vantaggio della natura e dell’umanità, ha pubblicato in occasione del Vertice del Futuro (22-23 settembre 2024) delle Nazioni Unite .

IlRischio sistemico, secondo l l’Agenzia delle Nazioni Unite per la Riduzione del Rischio di Disastri (UNDRR) “è associato a impatti a cascata che si diffondono all’interno e tra sistemi e settori (ad esempio ecosistemi, salute, infrastrutture e settore alimentare) tramite i movimenti di persone, beni, capitali e informazioni all’interno e tra confini (ad esempio regioni, paesi e continenti), la cui diffusione può portare a conseguenze potenzialmente esistenziali e al collasso del sistema in una gamma di orizzonti temporali”.

Il Rapporto dell’ASRA illustra nel dettaglio come rischi complessi e interconnessi, come l’inazione sul clima, laperdita di biodiversità, iconflitti globalie laproliferazione incontrollata dell’intelligenza artificiale e della disinformazione, stiano provocando instabilità globale e compromettendo gli sforzi di sviluppo in tutto il mondo. Inoltre, mette in guardia dal fatto che i rischi di primo ordine rischiano di avere effetti a cascata, comeil modo in cui il caldo estremo non solo ha un impatto diretto sulla salute umana, ma danneggia anche i sistemi alimentari, il che a sua volta alimenta il rischio di insicurezza alimentare, migrazione e conflitti. Al contempo, i decisori sono male attrezzati per rispondere, adottando strumenti obsoleti che non riescono a essere all’altezza della portata e dell’urgenza di questo momento di “policrisi”. 

I grafici mostrano l’evoluzione della struttura dei confini planetari, che rappresentano i guardrail che definiscono gli spazi operativi per l’umanità. Fonte: Azote per Stockholm Resilience Centre basato su K. Richardson et al. “Earth Beyond Six of Nine Planetary Boundaries” Science Advances 9, 2023.

È dolorosamente evidente che il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità e altre sfide su scala planetaria stanno interagendo tra loro e con fattori di stress sociali, economici e tecnologici, creando rischi e crisi complessi e multidimensionali. In questo mondo di policrisi, le competenze transdisciplinari e le strategie di gestione del rischio saranno essenziali– ha affermatoAjay Gambhir, Direttore della valutazione del rischio sistemico di ASRA –Questo rapporto riguarda come stabilire queste competenze e pratiche il più rapidamente possibile”.

Pur riconoscendo progressi positivi nella gestione del rischio, gli autori sostengono chel’approccio dominante alla valutazione del rischio rimane frammentato e isolato, privo di coordinamento intersettoriale, governance integrata e focalizzato esclusivamente su singoli danni. Questa incapacità di affrontare interdipendenze critiche ci rende sempre più vulnerabili a shock improvvisi che si riversano a cascata sui sistemi, come è successo con il COVID-19 e la crisi finanziaria del 2008.

ASRA delinea come le lacune critiche di capacità possano essere affrontate in modo efficace, creando le condizioni per un futuro sano, resiliente e giusto per tutti.  Le raccomandazioni includono:
– Riforma della governance per includere la nomina di responsabili del rischio sistemico a livello nazionale e subnazionale, nonché di un responsabile del rischio sistemico globale a livello ONU per coordinare gli Stati membri e altri attori non statali e garantire che quadri globali critici, come l’Agenda post-2030 sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, affrontino il rischio sistemico.

– Le aziende e gli istituti finanziari devono integrare le valutazioni del rischio sistemico nelle loro pratiche di investimento, prestito e approvvigionamento, rendendo visibili tutti i costi e le conseguenze delle loro attività sulle persone, sulla natura e sul pianeta. 

– I detentori di dati, tra cui governi, aziende e società civile, devono investire nella raccolta di nuovi dati, affrontando in modo proattivo i punti ciechi e i pregiudizi nei dati, in particolare in relazione ai popoli indigeni e alle comunità locali (IPLC), condividendo pubblicamente tali dati e competenze. 

– Ricercatori, educatori e finanziatori dovrebbero concentrarsi sulla ricerca e sulla formazione transdisciplinare per sviluppare competenze e strumenti e stabilire nuove collaborazioni, come iniziative Nord-Sud ed Est-Ovest, per promuovere la cooperazione globale sui rischi sistemici.

– Il finanziamento iniziale e il sostegno che confluiscono nel pensiero e nella pratica del rischio sistemico sono essenziali per l’innovazione e l’ambizione continue in questo settore, con un significativo riorientamento dei finanziamenti lontano da politiche monotematiche o progetti isolati negli sforzi filantropici. 

Un messaggio trasversale del rapporto è chegiustizia ed equità devono essere al centro della gestione del rischio, in particolare per gli ecosistemi vulnerabili, le comunità e le generazioni future. Gli autori pertanto chiedono anche una partecipazione inclusiva tramite assemblee di cittadini, insieme a formazione e istruzione per affrontare i fattori trainanti del rischio sistemico, consentendo al contempoai cittadini di affrontare meglio i disastri e costruire società più giuste e resilienti

Questo rapporto è una pietra miliare fondamentale per far progredire il dialogo sull’affrontare i rischi globali, fornendo una chiara tabella di marcia per il cambiamento– ha osservatoRuth Richardson, Direttrice esecutiva di ASRA –È essenziale esaminare criticamente cosa funziona e cosa no nei nostri attuali approcci alla gestione del rischio ed esplorare nuove strategie multidimensionali. Questo inizia con l’affrontare le carenze negli strumenti, nei metodi e nelle infrastrutture su cui facciamo affidamento e ripensare fondamentalmente il modo in cui percepiamo il rischio. Trasformare il modo in cui comprendiamo chi e cosa è a rischio, e come rispondiamo, non è solo una sfida; è la più grande opportunità del nostro tempo”.

Mentre i leader mondiali si apprestano alle future tappe fondamentali delle politiche del 2024, tra cui la Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Biodiversità (CBD-COP16) che si terrà a Cali, in Colombia (21 ottobre -l 1° novembre) e la Conferenza ONU sul Clima (UNFCCC-COP29) di Baku, in Azerbaigian (11-22 novembre),ASRA esorta i decisori a cogliere l’opportunità di riconsiderare radicalmente il rischio, tenendo conto di ogni azione nel suo complesso

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