6 Dicembre 2022
Ambiente & Società

Indicatori ambientali: Rapporto ISPRA sui principali trend

L’ISPRA ha presentato il Rapporto “Indicatori, indici e scenari per l’analisi dei principali trend ambientali”, che analizza le tematiche ambientali emergenti, come il capitale naturale, i cambiamenti climatici, l’economia circolare, l’ambiente e la salute, basandosi sull’utilizzo e la valorizzazione degli indicatori più significativi presenti nella Banca dati dell’Istituto.

Il 28 settembre 2022 l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), nell’ambito di una delle sue mission storiche, la “produzione e la diffusione delle informazioni ambientali”, ha presentato il Documento metodologicoIndicatori, indici e scenari per l’analisi dei principali trend ambientali”, redatto dalla Direzione generale del  Servizio per l’informazione, le statistiche ed il reporting sullo stato dell’ambiente (DG-STAT) dell’Istituto.

Il presente rapporto analizza le principali tematiche ambientali emergenti: Capitale naturale, Cambiamenti climatici, Economia circolare, Ambiente e salute, tramite tre studi distinti – come sottolinea nella presentazione Mariaconcetta Giunta, Dirigente del  Servizio per l’informazione, le statistiche ed il reporting sullo stato dell’ambiente (DG-STAT) che ha redatto il Documento – Il primo si focalizza sull’analisi nel tempo dei principali indicatori ambientali di ISPRA, in riferimento all’evoluzione normativa, il secondo fornisce un quadro d’insieme delle principali tematiche ambientali tramite l’aggregazione di indicatori elementari in indicatori compositi, l’ultimo, ma non il meno importante, propone un approccio innovativo allo studio di scenari futuri che si potrebbero verificare, tramite tecniche tipiche dei cosiddetti future studies”.

Il primo descrive l’andamento dei principali indicatori ambientali e dei rispettivi riferimenti normativi e propone una valutazione del trend tramite il calcolo del “tasso di crescita annuale composto” (Compound Annual Growth Rate – CAGR), utilizzato anche in ambito Eurostat, la cui finalità è di fornire una valutazione della tendenza della serie dei valori registrati negli anni monitorati, evidenziando se l’indicatore si sta muovendo nella direzione auspicabile e con quale velocità, sulla base di eventuali obiettivi fissati da norme internazionali (Agenda 2030 e Green Deal europeo).

Nel secondo, i temi ambientali emergenti in Italia sono trattati con un’ottica differente basata su 11 indicatori compositi utili a misurare le 4 tematiche ambientali emergenti fulcro delle politiche nazionali e internazionali, ossia Capitale naturale, Cambiamenti climatici, Economia circolare e Ambiente e salute, privilegiando gli aspetti comunicativi e favorendo una lettura d’insieme degli indicatori afferenti ad un’unica tematica più ampia. Il punto di forza degli indicatori compositi è la capacità di descrivere in modo sintetico e diretto i fenomeni ambientali complessi, associandoli ad un unico valore ottenuto accorpando le informazioni contenute negli indicatori elementari che li rappresentano, con il rischio tuttavia di perdere ricchezza di informazione a causa di una eccessiva stilizzazione del fenomeno. Gli indicatori compositi sono particolarmente adatti per coinvolgere nella discussione sullo stato e la tutela dell’ambiente e del territorio anche un pubblico non specializzato.

Infine, il terzo descrive lo studio con cui ISPRA ha tentato di inserirsi nel recente dibattito sui futures studies (studi sul futuro) in campo ambientale, la disciplina che cerca di creare e modellare il futuro in modo sistemico e partecipativo, esplorando i plausibili futuri alternativi. Lo studio del futuro sta diventando uno strumento sempre più utilizzato a supporto della pianificazione strategica, poiché sondare il cono del plausibile e provare a capire cosa potrebbe succedere, come potrebbero evolvere determinate situazioni o quali potrebbero essere le conseguenze di certe scelte permette di indirizzare il processo decisionale, convogliando le forze nella creazione di politiche e strategie di azione più efficaci e mirate. Nella seconda parte del capitolo si descrive il primo tentativo di ISPRA allo studio del futuro secondo un approccio foresight, con applicazione della metodologia scelta al tema economia circolare, una delle quattro tematiche ambientali chiave.

In particolare, per quanto riguarda le tematiche ambientali i risultati ottenuti indicano:
Capitale naturale c’è un andamento inizialmente costante, poi un picco positivo tra il 2014 e il 2015 (dovuto probabilmente all’influenza dell’indicatore Foreste che nel medesimo periodo evidenzia una tendenza positiva), seguito da una fase di calo e da un lieve miglioramento nell’ultimo anno, fino a tornare pressoché al valore del 2010. Tale andamento è anche dovuto alla esclusione dall’analisi dell’indicatore composito Suolo e territorio (a causa della serie limitata dei dati) che invece evidenzia un trend negativo.

Cambiamenti Climatici si registra un andamento nel lungo periodo complessivamente negativo, nonostante sia presente il contributo positivo dell’indicatore composito Energia. Nel dettaglio, l’impatto positivo si ha grazie a una riduzione delle pressioni (emissioni gas serra) e a un miglioramento delle risposte dato da un incremento delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica.

Economia circolare è complessivamente l’unico indicatore positivo frutto di un minor consumo interno di materiali associato a un incremento della produttività delle risorse e alla migliore gestione dei rifiuti prodotti.

Ambiente e salute registra un andamento nel lungo periodo complessivamente negativo, nonostante il contributo positivo dell’indicatore composito Qualità dell’aria. Nello specifico, l’impatto positivo è dato principalmente dalla riduzione delle sostanze inquinanti e delle polveri sottili, grazie anche al cambiamento del mix di combustibili, al minor uso di carbone e al miglioramento delle tecnologie impiegate.

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