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Azione climatica: decisiva per salvaguardare il 25% del PIL al 2050

Dopo il rapporto Planetary Solvency pubblicato in gennaio, frutto della collaborazione di scienziati del clima (Università di Exeter) ed esperti di studi attuariali (IFoA), lo stesso team ha messo a punto uno strumento facilmente accessibile per i decisori al fine di avere una panoramica dei rischi attuali e previsti in ambito climatico, naturale, sociale ed economico fino al 2050, da cui emerge che senza azione climatica è a rischio un quarto del PIL globale.

È “altamente probabile” che il Pianeta subisca un aumento della temperatura di 2 °C entro il 2050, con una possibile perdita del 25% del PIL globale e oltre 1 miliardo di persone che necessitano di aiuti umanitari.

L’avvertimento viene da un team di esperti dell’Institute and Faculty of Actuaries (IFoA), l’organismo britannico professionale che qualifica, supporta e sostiene gli attuari, e dell’Università di Exeter,Centro all’avanguardia a livello mondiale nella ricerca sui cambiamenti climatici, che ha messo a punto Il Planetary Solvency Risk Dashboardun nuovo strumento di rischio climatico cheaffronta la discrepanza tra proiezioni climatiche e risultati politici, fornendo una panoramica completa dei rischi attuali e previsti (fino al 2050) in quattro ambiti chiave:clima,natura,societàedeconomia.

Lanciato l’11 marzo 2025, il dashboard integra e fa seguito alRapporto“Planetary Solvency: finding our balance with nature”, pubblicato in gennaio dallo stesso team.

“Da quando abbiamo pubblicato il rapporto Planetary Solvency, meno di due mesi fa, gli eventi globali non hanno fatto altro che rafforzare la traiettoria del pianeta verso impatti catastrofici che minacciano la natura, la società e la prosperità economica– ha affermatoJesse Abrams, ricercatore esperto ricercatore esperto in grado di comprendere e quantificare i cambiamenti indotti dall’uomo sull’ambiente naturale presso l’iniziativaGreen Futures Solutionsdell’Università di Exeter –Allo stesso tempo, gli eventi meteorologici estremi si stanno verificando prima del previsto, con maggiore gravità e con una frequenza che supera la maggior parte delle proiezioni scientifiche di appena pochi anni fa. Ciò rende fondamentale implementare politiche che tengano conto dei rischi più elevati previsti, finché prove evidenti non ci dimostreranno che questi impatti peggiori sono stati evitati”.

Nel Rapporto Planetary Solvency si evidenzia che l’economia globale potrebbe affrontareuna perdita del 50% del PIL tra il 2070 e il 2090, a meno che non vengano intraprese azioni politiche immediate sui rischi posti dalla crisi climatica. Le popolazioni sono già colpite dashock del sistema alimentare,insicurezza idrica,stress termicoemalattie infettive. Se non si interviene,mortalità di massa,sfollamenti di massa,grave contrazione economicaeconflittidiventerannopiù probabili. Per affrontare questi pericoli viene sviluppato un quadro per la gestione del rischio globale, mostrando come questo approccio possa supportare la prosperità futura. Inoltre, si sottolinea comela mancanza di messaggi realistici sul rischio abbia determinato un’azione da parte dei decisori politici più lenta del necessario.

Ora lo stesso team con ilPlanetary Solvency Risk Dashboardfornisce informazioni sui rischi utili alle decisioni persupportare i decisori politici e i mercati finanziari nel guidare l’attività umana entro i limiti finiti del pianeta su cui viviamo, rafforzando “consapevolezza della situazione” per affrontare un aumento di instabilità dovuta ai rischi climatici crescenti e ai rapidi cambiamenti del contesto globale.

Il cruscotto include anche un nuovo commento sui rischi per la natura, la società e l’economia, nonchédati storici dal 1990 al 2025 per illustrare come i profili di rischio siano peggiorati nel tempo, a seguito di una lenta azione climatica.

“La natura è il nostro fondamento, fornendo cibo, acqua e aria, nonché materie prime ed energia che alimentano la nostra economia– ha affermatoSandy Trust, membro del Consiglio IFoA e collaboratrice principale del Planetary Solvency Risk Dashboard –Le minacce alla stabilità di questo fondamento sono rischi per la futura prosperità umana che dobbiamo evitare. Se implementata, questa metodologia basata sul rischio fornirebbe ai decisori politici uno strumento chiaro per evitare gli impatti catastrofici che potrebbero verificarsi se non cambiamo rotta, sostenendo così la prosperità futura”.

Il Dashboard evidenzia che al 2025 c’è un aumento significativo nella posizione di rischio con Impatti climatici globali Gravi. Impatti sulla natura previsti Gravi a breve. Crescenteframmentazione socialecon conflitti attivi,accresciuta tensione geopoliticaegravi stress sugli stati vulnerabili. Perdite economiche e mortalità ancora limitate.

La traiettoria del rischio spinge presto tutti i rischi ulteriormente fuori propensione, con maggiori violazioni delle tolleranze del rischioProbabile. Sono necessarie azioni politiche immediate per mitigare i rischi di livello Catastrofico o impatti maggiori in questo secolo e possibilmente ben prima del 2050. La natura a cascata e interconnessa dei rischi richiede approcci e soluzione sistemici.

Fonte:Planetary Solvency Risk Dashboard

Le politiche climatiche devono tenere conto di un riscaldamento più rapido del previsto per “evitare gli impatti catastrofici derivanti dal mancato cambiamento di rotta”, affermano gli esperti che hanno approntato il nuovo strumento per il rischio climatico.

“Il nostro cruscotto comunica come il rischio di insolvenza planetaria sia aumentato nel tempo– ha sottolineatoTim Lenton, Professore di Cambiamento Climatico e Scienze del sistema terrestre presso l’Università di Exeter e Direttore-fondatore delGlobal Systems Institute, e coordinatore delRapporto“Global Tipping Points” , presentato alla COP28 di Dubai (2023) –Vogliamo che questa sia una risorsa facilmente accessibile e regolarmente aggiornata a cui i decisori possano rivolgersi. Può aiutarci tutti a vedere l’urgenza della situazione e ispirare azioni per portare l’umanità su un percorso più sostenibile“.

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