Il nuovo report di Motus-E evidenzia che nell’ultimo trimestre c’è stato un record di nuove colonnine di ricarica per auto elettriche, che ha portato in due anni al loro raddoppio, anche se attualmente solo il 77% è correttamente funzionante. In rialzo a gennaio-marzo 2023 anche l’immatricolazione delle auto elettriche (+82%), anche se siamo ancora lontani dai livelli di mercato di Paesi come Francia e Germania.
Tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2023 sono stati installati in Italia 4.401 nuovi punti di ricarica dei veicoli elettrici ad uso pubblico, un nuovo record, che portano il totale nazionale a quota 41.173 punti.
Il dato emerge dall’ultimoreportrilasciato il 4 aprile 2023 daMotus-E, l’Associazione italiana costituita su impulso dei principali operatori industriali, del mondo accademico e dell’associazionismo ambientale e d’opinione per favorire la transizione del settore nazionale dei trasporti verso l’adozione massiva di mezzi sostenibili, promuovendo la mobilità elettrica e divulgandone i benefici connessi alla tutela ambientale.
Per dare un’idea del tasso di crescita messo a segno, nel periodo gennaio-marzo 2023 sonostati posati in media circa 340 nuovi punti di ricarica a settimana, valore mai toccato prima, che ha contribuito a far raggiungere i 13.316 punti di ricarica installati negliultimi 12 mesi(+47,8%). Nell’arco di due anni esatti i punti di ricarica presenti in Italia sono praticamente raddoppiati: da 20.757 a 41.173, collocati presso 22.107 infrastrutture (19,334 a dicembre) all’interno di 15.262 location (14.048 il dato al trimestre precedente) rispetto al medesimo periodo dello scorso anno (marzo 2022 vs marzo 2023) la crescita è stata pari al 47,8% (+13.316 charging point).

Analizzando la distribuzione delle infrastrutture si osserva un leggero recupero al Sud e nelle Isole, ora al 21% del totale, che guadagnano un punto percentuale di quota rispetto al Nord (57% del totale) e si avvicinano al livello del Centro (22%). LaLombardiasi conferma la Regione con più punti di ricarica (6.661), davanti a Piemonte (4.215), Veneto (4.169), Lazio (4.032) e Emilia Romagna (3.732), con la Campania che dal canto suo si guadagna una menzione speciale per il balzo in avanti più marcato: da inizio anno i punti di ricarica nella Regione sono passati da 1.184 a 2.145 (+81%).
Degli oltre 41mila punti di ricarica installati, al momento solo il77% al momento è correttamente funzionante.

“Il dato è purtroppo in aumento rispetto alle rilevazioni della prima metà del 2022, infatti, a fronte di un ritmo crescente di installazioni da parte degli operatori e di infrastrutture a potenze più elevate, il processo autorizzativo, incluso quello del distributore di rete (DSO) per l’allaccio, presenta ancora tempi lunghi che si rivelano, sempre di più, un limite al servizio a disposizione di chi guida elettrico– ha osservato Motus-E –È evidente la necessità di un miglioramento in tutto il processo autorizzativo per ridurre i tempi di effettiva messa in esercizio dei punti di ricarica e come Motus-E auspichiamo che ci sia una revisione dell’iter previsto, attualmente spesso lungo e articolato, e soprattutto che tutti gli interventi normativi di semplificazione vengano attuati dalle Amministrazioni Locali e dal coordinamento tra i Cpo ed i Dso, con l’obiettivo comune di raggiungere una infrastrutturazione capillare nel più breve tempo possibile”.
A marzo, intanto, le immatricolazioni di auto elettriche ritrovano il segno positivo con un progresso dell’82% a 8.170 unità.Torna a salire anche la quota di mercato delle vetture full electric:4,8% a marzo 2023(dal 3,7% dello stesso mese del 2022) e 3,8% nel Q1 2023 (dal 3,3% del periodo gennaio-marzo 2022).

“Il nuovo record di crescita dei punti di ricarica è un segnale molto importante e i dati di mercato evidenziano una crescente propensione degli automobilisti verso l’elettrico– ha dichiarato il Segretario generale di Motus-E,Francesco Naso–Purtroppo siamo ancora lontani dai livelli di market share di Paesi come Francia e Germania, già nell’ordine del 14-15%, ma i numeri dimostrano che le immatricolazioni di BEV potrebbero crescere ancora molto con una razionalizzazione delle risorse già stanziate per stimolare la domanda. Penso agli incentivi ai privati, ma anche alle flotte. Sviluppare l’elettrificazione in questo canale di mercato, con un’incentivazione più incisiva o una politica fiscale mirata, può fare la differenza. Lavorare con attenzione su questo fronte consentirebbe all’Italia di assottigliare la distanza dagli altri big Ue e di raggiungere una quota di mercato per le auto elettriche intorno al 6,5%. Senza dimenticare che le flotte aziendali di oggi sono il cuore del mercato dell’usato elettrico di domani”.
