Economia e finanza Sostenibilità

Investimenti per la protezione dell’ambiente: l’industria aumenta le spese

Investimenti per la protezione dell’ambiente industria aumenta le spese

Sul tema degli investimenti per la protezione dell’ambiente, seppure in termini assoluti non siamo ancora ai livelli pre-crisi, il dato dell’ultimo Rapporto dell’Istat conferma che una produzione sostenibile migliora l’immagine e la reputazione aziendale e offre nuove opportunità di mercato. Grazia ad una maggior consapevolezza e alla normativa sempre più pressante. 

Secondo l’Istituto nazionale di statistica (Istat), nel 2015 gli investimenti per la protezione dell’ambiente delle imprese industriali sono aumentate in misura significativa (+25,8% rispetto all’anno precedente), dopo aver fatto registrare consistenti flessioni per due anni consecutivi.

Il dato emerge dall’ultimo Rapporto “Gli investimenti per la protezione dell’ambiente delle imprese industriali” pubblicato il 18 dicembre 2017.

Quantunque in termini assoluti si tratti di 1,4 miliardi di euro, una cifra inferiore a quella fatta registrare nel periodo pre-crisi, è pur sempre un segnale importante dell’accresciuta consapevolezza che l’ adeguamento all’evoluzione normativa, sempre più pressante, e la necessità di aumentare la qualità e la sostenibilità dei prodotti, come pure il miglioramento dell’immagine e della reputazione agli occhi di consumatori, siano fattori di successo e di nuove opportunità di mercato.

Dai numeri offerti dall’Istat, la crescita degli investimenti “green” è risultata molto elevata per le grandi imprese (32,1%) e più contenuta per quelle di piccola e media dimensione (5,3%).

Sul totale degli investimenti fissi lordi delle imprese industriali, quelli per la protezione dell’ambiente incidono per il 4,1% (3,2% nel 2014) e per il 2,0% nell’industria manifatturiera (stabile rispetto al 2014).

Gli investimenti sono stati prevalentemente orientati verso impianti e attrezzature di tipo end-of-pipe (979 milioni di euro, +23,5% sul 2014) ovvero per tecnologie di fine ciclo che intervengono sul trattamento dell’inquinamento dopo che esso è stato prodotto, agendo quindi a valle del processo produttivo: gli impianti di abbattimento delle emissioni gassose e gli impianti di trattamento dei reflui biologici o chimico fisici.

È risultata di entità minore (426 milioni di euro) la spesa per impianti e attrezzature a tecnologia integrata che prevengono o riducono alla fonte l’inquinamento generato dal processo produttivo, che, tuttavia, aumenta di quasi un terzo rispetto all’anno precedente (+31,5%).

Più di un terzo della spesa (36,5%) è destinato alle attività di protezione e recupero del suolo e delle acque di falda e superficiali, all’abbattimento del rumore, alla protezione del paesaggio e protezione dalle radiazioni e alle attività di ricerca e sviluppo finalizzate alla protezione dell’ambiente.

Nell’industria manifatturiera la spesa maggiore è realizzata dai settori della fabbricazione di prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (26,5%), della metallurgia (19,4%) e della fabbricazione di prodotti chimici (13,2%)

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