Biodiversità e conservazione Sostenibilità

Capitale naturale europeo: vitale per il benessere e l’economia

Il Rapporto dell’AEA sull’attività svolta per contabilizzare il capitale naturale europeo che deve fornire la base per il processo decisionale economico ed ambientale, necessita di maggiori dati di monitoraggio.

Nel giorno della celebrazione della Giornata Internazionale per la Biodiversità, l’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) ha pubblicato il 22 maggio 2019 il RapportoNatural capital accounting in support of policymaking in Europe” che presenta l’attività svolta dall’Agenzia per contabilizzare il capitale naturale e discutere l’uso di tale analisi a sostegno del processo decisionale.

Foreste sane, suoli, mari e altri ecosistemi formano il ‘capitale naturale’ dell’Europa, vitale per il nostro benessere e per l’economia

La necessità di conservare e valorizzare il capitale naturale è un obiettivo politico esplicito della Strategia dell’UE sulla Biodiversità fino al 2020 adottata nel 2011, a seguito degli impegni sottoscritti nel quadro della Convenzione ONU sulla diversità biologica, che stabiliscono gli obiettivi globali per il 2020 (Aichi targets),

La Strategia si concentra in particolare su 6 obiettivi prioritari con le relative misure di attuazione:
conservare e ripristinare l’ambiente naturale;
salvaguardare e ripristinare gli ecosistemi e i loro servizi;
garantire la sostenibilità dell’agricoltura e della silvicoltura;
garantire l’uso sostenibile delle risorse alieutiche;
contrastare le specie esotiche invasive;
intensificare l’azione dell’UE per evitare la perdita di biodiversità a livello mondiale.

Una metodologia di contabilità del capitale naturale, pertanto, osserva l’AEA, aiuta a organizzare i dati ecologici e fornisce una migliore base di analisi spaziale. Il rapporto riflette anche sul valore intrinseco della biodiversità, che deve essere rispettata al di là dei benefici economici della natura.

Secondo il Rapporto, la distribuzione e l’ubicazione degli ecosistemi in Europa sono generalmente stabili. Tuttavia, le aree urbane e altre infrastrutture si stanno espandendo a scapito dei terreni agricoli e degli ecosistemi seminaturali.

Per quanto riguarda la quantità di acqua e della biomassa ittica, l’AEA ha sviluppato una contabilità che analizza l’utilizzo di risorse idriche rinnovabili e degli stock ittici marini, entrambi fortemente sfruttati che devono essere monitorati da vicino.

Sono inoltre necessari ulteriori lavori per misurare meglio le condizioni degli ecosistemi terrestri e marini europei, attività per le quali sono necessari investimenti affinché si possa gestire in modo sostenibile il capitale naturale europeo.

Secondo il Rapporto, ciò presuppone un monitoraggio più mirato della biodiversità in combinazione con osservazioni satellitari e altri dati statistici, in modo avere una migliore conoscenza per la gestione degli ecosistemi in Europa.

Nel complesso, vi è una chiara mancanza di dati che rendano attendibile la condizione degli ecosistemi europei, afferma l’AEA. Gli investimenti in questi dati sono necessari per una gestione sostenibile del capitale naturale europeo. Secondo il rapporto, ciò richiede un monitoraggio più mirato della biodiversità in combinazione con osservazioni satellitari e altri dati statistici. Insieme, questi approcci fornirebbero una migliore conoscenza per la gestione degli ecosistemi in Europa.

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