Energia

Elettrificazione: fattore chiave della transizione energetica

Un puntuale briefing del think tank EMBER sottolinea che l’elettrificazione non è un aspetto secondario della transizione energetica rispetto alle energie rinnovabili, ma è l’aspetto chiave, e paesi, come la Cina,  che hanno accelerato la decarbonizzazione producendo energia da rinnovabili, la impiegano elettrificando i trasporti, l’edilizia e l’industria, costruendo le basi industriali e le capacità di esportazione che definiranno la leadership nella prossima era energetica, mentre altri paesi, come Stati Uniti e UE, rischiano di rimanere indietro.

–L’elettrificazione è l’opportunità più grande, in termini di energia, ricavi e profitti.
–L’elettrificazione può ridurre di oltre il 75% le importazioni di energia, garantendo sicurezza energetica in un mondo sempre più volatile.
–L’elettrificazione è il modo in cui la transizione ha impatti diretti sui consumatori: le energie rinnovabili possono ridurre leggermente la bolletta; un veicolo elettrico o una pompa di calore offrono un prodotto effettivamente superiore e maggiori risparmi,
–L’elettrificazione sta spostando la leadership globale, con la Cina ad acquisire una supremazia nel settore, con un incremento del 10% ad ogni decennio, gettando le basi per il suo dominio manifatturiero globale, mentre Stati Uniti e l’Europa sono rimasti fermi a poco più del 20% di elettrificazione dal 2008.

Sono alcuni degli aspetti principali contenuti nelBriefingcheEMBER, think tank indipendente britannico che focalizza le sue analisi sui cambiamenti globali di generazione dell’energia elettrica, ha pubblicato il 25 giugno 2025, primo di una serie che illustral’impatto dell’elettrificazione sulla transizione energetica globale, esaminando le tendenze di mercato, le dinamiche geopolitiche e le lacune politiche, posizionando l’elettrificazione come motore centrale della decarbonizzazione, della sicurezza energetica e del valore commerciale.

“L’elettrificazione non è una questione secondaria nella transizione energetica, ma un fattore chiave– vi si legge –Determina la portata delle energie rinnovabili, la riduzione delle emissioni e i risultati economici e geopolitici della transizione. Eppure, è sottovalutata. Questa situazione non è più sostenibile. I paesi che considerano l’elettrificazione un obiettivo strategico nazionale fondamentale – come la Cina – non solo stanno accelerando la decarbonizzazione, ma stanno anche costruendo le basi industriali e le capacità di esportazione che definiranno la leadership nella prossima era energetica. Altri rischiano di rimanere indietro. Se l’obiettivo è costruire sistemi energetici resilienti, a basso costo e ad alte prestazioni, allora l’elettrificazione deve spostarsi dai margini al centro. E questo cambiamento inizia cambiando il modo in cui parliamo di transizione”.

Le 2 gare chiave
La transizione energetica viene spesso descritta come un passaggio dall’approvvigionamento di energia primaria basato sui combustibili fossili a quello delle fonti rinnovabili. Pur essendo generalmente accurata, questa descrizione cattura solo una parte del quadro generale. Inquadra la transizione principalmente come una questione di produzione – ovvero di cambiamento del modo in cui l’energia viene prodotta – trascurando un’altrettanto importante trasformazione nel modo in cui l’energia viene consumata.Non si tratta solo di una questione dal lato dell’offerta, ma anche di una radicale riorganizzazione della domanda di energia.
Al centro di questa trasformazione ci sono due contesti sovrapposti ma distinti, ciascuno dei quali ridefinisce una dimensione importante del sistema energetico globale.

Lacorsa alle energie rinnovabili è la competizione per la produzione di energia elettrica. Le tecnologie dirompenti sono il solare e l’eolico, integrati dall’accumulo di energia tramite batterie; mentre i concorrenti storici sono il carbone e il gas naturale. È la gara più ampiamente riconosciuta delle due, spesso discussa nel dibattito pubblico, negli ambienti politici e nella copertura mediatica. È anche la gara in cui i progressi sono più facili da monitorare, con costi in calo, una diffusione record e quote crescenti di energia elettrica pulita in molte reti.

Lacorsa all’elettrificazione, meno evidente ma non per questo meno cruciale, è la competizioneper soddisfare la domanda finale di energia per riscaldamento, mobilità e altri servizi. In questa corsa, gli elettroni sono i disruptor e i protagonisti sono le molecole: combustibili fossili consegnati direttamente a case, veicoli e fabbriche.Se la corsa alle energie rinnovabili cambia il modo in cui l’elettricità viene prodotta, la corsa all’elettrificazione cambia il modo in cui l’elettricità viene utilizzata nel sistema energetico.

Insieme,queste due corse definiscono i contorni della transizione.

In entrambe le gare, il modello è coerente:le tecnologie dirompenti si stanno espandendo più rapidamente dei sistemi in cui operano. Di conseguenza, la loro quota di mercato continua a crescere.L’esito della transizione energetica dipende da entrambe le corse, la cui rapidità determinerà non solo la velocità della decarbonizzazione, ma anche la struttura stessa del sistema energetico globale per i decenni a venire.

L’elettrificazione è la corsa più importante oggi
Se entrambe le sfide sono importanti e stanno avanzando parallelamente,l’elettrificazione è probabilmente la sfida più significativa oggi.È lasoluzione principale per sostituire il 60% dei combustibili fossili e delle relative emissioni, nonché il modo persostituire il 75% delle importazioni di energia. I paesi leader nell’elettrificazione, come Cina e Vietnam, stanno guadagnando terreno non solo nell’implementazione, ma anche nella produzione e nel commercio. In termini energetici, economici e geopolitici, l’elettrificazione è diventata la corsa più importante.

L’elettrificazione rappresenta una maggiore opportunità di mercato
I ricavi globali delle principali tecnologie di elettrificazione, come i veicoli elettrici e le pompe di calore, sono già tre volte superiori a quelli dei pannelli solari e delle turbine eoliche e, secondo le previsioni dell’Agenzia Internazionale dell’energia (IEA), saranno 8 volte maggiori entro il 2035. I produttori di energia eolica e solare operano in genere con margini lordi bassi, a una sola cifra, con rendimenti leggermente migliori per sviluppatori e installatori di progetti. Al contrario,le aziende che producono tecnologie di elettrificazionetendono a registrare margini lordi a due cifre. Il loro vantaggio è semplice: sono più vicine al cliente finale e, come in molti settori, la vicinanza all’utente si traduce in potere di determinazione dei prezzi. L’elettrificazione offre anche maggiori opportunità di esportazione. Il commercio globale di batterie, trainato principalmente dai veicoli elettrici, ha già un valore stimato di 160 miliardi di dollari, superando il valore commerciale combinato delle tecnologie del solare e dell’eolico che insieme ammontano a circa 68 miliardi.

L’impatto dell’elettrificazione sui consumatori
Mentre le energie rinnovabili possono rendere l’elettricità più economica, l’elettrificazione migliora le tecnologie di uso quotidiano su cui le famiglie fanno affidamento (auto,riscaldamentoe sistemi di controllo) offrendo un valore migliore e maggiori risparmi.

L’elettrificazione non ha solo valore economico, ma migliora anche la qualità della vita. Le energie rinnovabili forniscono gli stessi elettroni della produzione di energia da combustibili fossili; l’esperienza del consumatore rimane invariata.L’elettrificazione offre qualcosa di più trasformativo per la vita quotidiana delle persone. I veicoli elettrici sono più silenziosi, più fluidi, meno inquinanti e più comodi, poiché possono essere ricaricati a casa. Le pompe di calore non solo forniscono riscaldamento senza sottoprodotti di combustione tossici, ma anche un raffreddamento efficiente, con controlli intelligenti e un comfort costante.

La leadership globale sta cambiando attraverso l’elettrificazione
Mentre la diffusione delle energie rinnovabili ha progredito in gran parte del mondo, i progressi nell’elettrificazione sono stati molto più disomogenei. Questa divergenza sta creando una nuova classe di leader energetici, lasciando indietro gli altri.La Cina sta prendendo il sopravvento, aumentando l’elettrificazione di 10 punti percentuali ogni decennio. Questa crescente domanda interna sta gettando le basi del suo predominio manifatturiero globale. Nel frattempo, Stati Uniti ed Europa sono rimasti fermi a poco più del 20% di elettrificazione dal 2008.

Molti paesi sono acceleratori delle energie rinnovabili: hanno incrementato la fornitura di energia elettrica pulita, ma non hanno ampliato significativamente il ruolo dell’elettricità nel sistema energetico più ampio. Altri, invece, come la Cina, si sono mossi con decisione su entrambi i fronti. Hanno rapidamente potenziato l’eolico e il solare, espandendo al contempo l’elettrificazione. Non si sono limitati ad aggiungere energia elettrica rinnovabile, ma l’hanno anche impiegata nei trasporti, nell’edilizia e nell’industria.

Viceversa, molti paesi occidentali hanno aperto la strada alle energie rinnovabili, ma pochi hanno dato il necessario impulso all’elettrificazione. Questa è la lezione fondamentale per qualsiasi paese che aspiri a diventare unElettrostato:le energie rinnovabili sono necessarie, ma non sufficienti. Senza elettrificazione, l’elettricità pulita non può sostituire i combustibili fossili nell’economia in generale. E senza mercati interni solidi, è difficile costruire catene di approvvigionamento competitive a livello globale. Molti paesi hanno già lo slancio per le energie rinnovabili necessario per guidare l’elettrificazione.Un’elettrificazione su larga scala e con urgenza trasformerebbe questo slancio in un vantaggio industriale e geopolitico duraturo.

Il dibattito energetico odierno trascura in gran parte l’elettrificazione
Nonostante il suo ruolo centrale nella transizione, l’elettrificazione ha ricevuto sorprendentemente poca attenzione. L’interesse pubblico rimane limitato e quando l’elettrificazione entra nel dibattito, lo fa di solito in termini ristretti, concentrandosi sui veicoli elettrici, piuttosto che comeun cambiamento sistemico che coinvolge trasporti, edilizia e industria. Questo è un ambito in cui è necessaria una riflessione olistica.

Questo squilibrio si riflette anche nelle politiche. Alle Conferenze sul clima (COP),l’elettrificazione non è mai stata inclusa nel testo finale dell’accordo. La maggior parte dei piani climatici nazionali (NDC) include obiettivi o strategie relative alle energie rinnovabili e sono menzionati nei Piani di 144 paesi. Al contrario,l’elettrificazione viene spesso affrontata in modo vago o per niente.Solo 81 NDC menzionano il tema, ma in genere si concentrano sull’espansione dell’accesso all’energia piuttosto che sullo spostamento della domanda energetica esistente verso l’elettricità.Tecnologie specifiche come i veicoli elettrici e le pompe di calore compaiono solo in poche decine di piani.

Il settore privato mostra un comportamento simile.Strategie aziendali, comunicazioni agli investitori e quadri normativi di finanza verde mettono regolarmente in risalto le energie rinnovabili, ma spesso trascurano l’elettrificazione degli usi finali. Di conseguenza, la leva più importante per ampliare l’impatto dell’elettrotecnologia– immettere più energia elettrica rinnovabile nell’economia reale –non ha ancora ricevuto l’attenzione mirata e sistemica che richiede.

In copertina: lllustrazione di Alex Santafé per The China Project

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