4 Luglio 2022
Efficienza energetica Energia

Comunità energetiche: per la transizione ecologica e contro il caro bollette

È stato presentato l’Orange Book “Le comunità energetiche in Italia”, curato da RSE e Fondazione Utilitatis, in collaborazione con Utilitalia, dedicato alle comunità energetiche che attualmente in Italia sono solo 20, a differenza della Germania che ne ha 1750, ma che ora grazie agli investimenti previsti nel PNRR avrà nei prossimi anni un significativo sviluppo, qualora supportate da un dialogo fattivo con gli attori del mercato che forniscano risorse e competenze che non sempre possono essere detenute a livello locale.

Attualmente sono presenti in Italia poco più di 20 comunità energetiche, con istallazioni di taglia compresa tra i 20 e i 50 kilowatt picco.

Il PNRR destina oltre 2 miliardi di euro per le comunità energetiche rinnovabili e i sistemi di autoconsumo collettivo, che consentirebbero di accelerare l’utilizzo di energie da fonti rinnovabili e di contrastare il fenomeno della povertà energetica.

Sarebbe possibile produrre circa 2.500 GWh annui di energia rinnovabile, in grado di evitare ogni anno l’emissione di 1,5 milioni di tonnellate di CO2.

Sono alcuni degli elementi che emergono dall’Orange Book Le comunità energetiche in Italia”, presentato il 18 febbraio 2022 nel corso di un evento trasmesso in diretta streaming sul Canale Youtube Utilitalia, curato da RSE (Ricerca sul Sistema Energetico), Società per azioni controllata dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) per lo sviluppo di attività di ricerca nel settore elettro-energetico, con particolare riferimento ai progetti strategici nazionali.e dalla Fondazione Utilitatis chepromuove la cultura e le best practices nella gestione dei Servizi Pubblici locali tramite attività di studio e attraverso la divulgazione di pubblicazioni di contenuti giuridici, economici e tecnici, in collaborazione con Utilitalia, la Federazione che riunisce le aziende dei servizi pubblici dell’Acqua, dell’Ambiente, dell’Energia Elettrica e del Gas.

Il PNRR (Missione 2 – Rivoluzione verde e transizione ecologica – Componente 2.1 -Incrementare la quota di energia prodotta da fonti di energia rinnovabile – Investimento 1.2 – Promozione rinnovabili per le comunità energetiche e l’autoconsumo) prevede per favorire la diffusione delle modalità di autoproduzione e autoconsumo collettivo stabilite dalla normativa italiana, stanziando per le comunità energetiche rinnovabili e i sistemi di autoconsumo collettivo oltre 2 miliardi di euro.

L’investimento mira ad installare circa 2.000 MW di nuova capacità di generazione elettrica in configurazione distribuita da parte di comunità delle energie rinnovabili e auto-consumatori. Ipotizzando una produzione annua da fotovoltaico di 1.250 kWh per ogni kW, si produrrebbero così circa 2.500 GWh annui, in grado di evitare l’emissione di 1,5 milioni di tonnellate di CO2 all’anno.

La maggiore diffusione delle comunità energetiche sarebbe coerente sia con i target nazionali ed europei sulla transizione ecologica, sia con la necessità di mettere in campo azioni strutturali contro il caro bollette.
Da un lato, si osserva nello studio, le comunità possono contribuire ad accelerare l’utilizzo di energie da fonti rinnovabili e a favorire la ricerca di nuove soluzioni per aumentare l’efficienza dei sistemi esistenti, stimolando l’innovazione tecnologica per ridurre al minimo l’impatto ambientale senza compromettere la crescita e lo sviluppo sostenibile.
Dall’altro lato, la diffusione delle comunità energetiche può costituire un importante strumento di contrasto alla povertà energetica: a fronte della recente volatilità dei prezzi di fornitura, tali realtà possono permettere di contenere i costi sia per le utenze domestiche che per quelle non domestiche.
Il lavoro ha analizzato le esperienze provenienti da studi e progetti pilota implementati da alcune società (Acea, A2A, Hera e Iren) particolarmente attente allo sviluppo delle potenzialità dell’autoconsumo collettivo e delle comunità energetiche rinnovabili, permettendo di identificare alcuni significativi punti di interesse.

Emergono vantaggi dal lato dei costruttori, identificabili nella riduzione della complessità impiantistica e nella valorizzazione dell’immobile, e anche per i condomini, dovuti alla riduzione delle spese per la fornitura elettrica e l’incremento del controllo e consapevolezza dei consumi attraverso la possibilità di un preciso monitoraggio.

Lo studio evidenzia infine alcuni elementi pratici su cui è importante porre l’attenzione.
Dal punto di vista tecnico, una puntuale e ponderata individuazione dell’edificio destinato all’installazione degli impianti, con caratteristiche favorevoli, sia strutturali sia di esposizione al sole.
Dal punto di vista sociale emerge la necessaria capacità di coinvolgimento e assistenza, per accompagnare gli eventuali membri delle comunità energetiche rinnovabili nei vari adempimenti e nei processi autorizzativi necessari.

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